mercoledì , 30 Settembre 2020

Marsala, il pestaggio consumato nella notte della movida

Un fine settimana all’insegna del sangue e della violenza a sfondo razziale quello che si è consumato a Marsala nella notte tra sabato 8 agosto e domenica 9, quando un gruppo di ragazzi, in pieno centro storico, nella frequentatissima Via Sibilla, hanno accerchiato e picchiato violentemente un ragazzo di origine africana. Tra un cocktail in mano, un vestitito buono e la mascherina nel taschino, hanno picchiato a sangue un coetaneo.

“Così impara a rispettare gli italiani”, avrebbe affermato uno di loro, mentre il sangue del giovane si disseminava sull’asfalto, tra lo sguardo di tanti cittadini non potevano intervenire perché quei giovani marsalesi avevano formato un cordone. “Si dice che il nome della città di Marsala venga da Mars Allah, letteralmente “porto di Allah”. Eppure persino all’interno di una comunità accogliente sin dalla sua fondazione leggiamo casi di violenza e di razzismo. Segno dei tempi? No, troppo facile. Ci sono delle responsabilità politiche precise. I mandanti dei tanti, troppi, episodi di razzismo che si ripetono quotidianamente in Italia hanno nomi e cognomi precisi. Bisogna fermare questa semina di odio che porta solo acqua a certi mulini elettorali”, è quanto ha scritto sulla sua pagina facebook l’europarlamentare Pietro Bartolo. L’episodio che si somma al clima sempre più teso che regna in città, con slogan di matrice nazista e fascista che impregnano i muri.

Il 4 luglio scorso, si è verificato un episodio che ha fatto molto discutere, spaccando in due l’opinione pubblica ma facendo prendere posizioni nette al Sindaco di Marsala Alberto Di Girolamo, che ha rilasciato dichiarazioni pubbliche sull’accaduto e al Sindaco di Petrosino Gaspare Giacalone che ha fatto altrettanto. Un gruppo di ragazzi voleva entrare all’Antico Mercato, luogo di ritrovo di tutta la movida marsalese. Un video girato con un telefonico da uno dei due ragazzi mostrava che un buttafuori chiedeva al ragazzo di non fare video e foto. Uno dei ragazzi africani chiede di entrare, sottolineando come mai possono entrare gli italiani in gruppo, mentre a loro, invece, quell’ingresso è vietato. I ragazzi africani, nel corso del dialogo con i buttafuori, aggiungono che l’episodio sarebbe accaduto anche il sabato precedente.  “Mi hanno detto di fare così, non sono razzista, stasera hanno detto questo, non potete entrare”, sottolinea uno dei due buttafuori, mentre alle loro spalle continuavano ad entrare ed uscire tranquillamente cittadini.

Mentre il mondo subiva l’eco delle rivolte per la morte di George Floyd, sui muri di Marsala comparivano scritte come “No Floyd, No Party”  con una croce celtica a fianco e due settimane prima, sempre in Via Cammareri Scurti, compariva la scritta: “Vox Populi. Bellanova zecca rossa”, indirizzata al ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova. Una scia di vernice che ha macchiato i muri della città anche il 17 maggio scorso, quando sui muri del porto è comparsa la scritta “Anna Frank tifa Trapani”. Qualche anno prima, invece, erano apparse addirittura scritte che inneggiavano a Luca Traini, il 28enne di Macerata, estremista di destra che a bordo di un’autovettura ha sparato a diversi stranieri, giustificando il suo gesto così: “per me gli spacciatori avevano ucciso Pamela, e gli spacciatori erano loro, i negri. Li chiamavo così. Oggi li chiamo neri”.

La mattina del 25 aprile di quest’anno è successo di nuovo e qualcuno ha tentato di macchiare nuovamente con della vernice nera le radici di questo paese che si fondano sul sacrificio di chi è morto durante la Resistenza. Ignoti hanno imbrattato la targa voluta dall’ANPI, installata diversi anni fa dal Comune di Marsala sul lungomare Boeo in memoria di Francesca Alongi, Bice Cerè e Grazia Meningi, originarie di Marsala e morte durante il secondo conflitto mondiale da partigiane. Sui blocchi di cemento che delimitano l’area, invece, sono state trovate delle svastiche disegnate.

A proposito di Angelo Barraco

Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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