mercoledì , 30 Settembre 2020

Marsala, la piazza Arcobaleno manifesta per i diritti di tutti

DAVIDE LICARI – Sabato 8 agosto si è tenuta nella centralissima Piazza della Repubblica di Marsala, conosciuta anche come Piazza Loggia, la manifestazione “L’odio non è un’opinione”, sit-in organizzato dall’Associazione Arcobaleno di Marsala a sostegno del ddl Zan contro l’omotransfobia.

La manifestazione segue a distanza di una settimana quella dell’1 agosto organizzata da Sentinelle in piedi a sfavore del disegno di legge, definito da questi ultimi legge “liberticida”. A distanza di sette giorni numerosi giovani con indosso abiti sgargianti e bandiere arcobaleno al seguito stringono cartelli e striscioni inneggianti l’amore libero nella medesima piazza, ai piedi della Chiesa Madre, duomo di Marsala e centro religioso dal grande valore simbolico per la comunità,e d’innanzi Palazzo 7 Aprile, sede del Consiglio Comunale e luogo laico del potere amministrativo e democratico della città. Tra il sacro e il profano l’allegro e festoso gruppo, rispettoso delle norme sul distanziamento interpersonale, ha dato dimostrazione di compattezza e solidarietà nei confronti di un tema scottante del quale alle volte si ha paura di parlare. E colpisce sicuramente l’età media dei giovani manifestanti capaci di sorreggere con lo sguardo le occhiate sfuggenti degli adulti timorosi persino di attraversare le due ali composte dai manifestanti.

A guidare la manifestazione Sebastiano Grasso, attivista e portavoce dell’Associazione Arcobaleno, referente per la comunità LGBTQ e non solo, attivissimo sul fronte della solidarietà nei confronti di chi è stato colpito duramente dalla crisi del Covid-19. E sono in molti coloro che presenziano in piazza con il preciso scopo di esprimere la propria solidarietà sventolando una bandiera, sollevando un ombrello colorato, raccogliendo l’orgoglio di chi è consapevole che mostrare amore non è una colpa, dando in questo modo una grande lezione di tolleranza e di civiltà.

La manifestazione ha avuto inizio alle ore 19 ed è proseguita per circa un’oretta alternando al microfono – non perfettamente funzionante -, sotto la suggestiva cornice del porticato di Palazzo 7 Aprile, numerose voci di ragazzi sfruttati, abusati, bullizzati, ed è proprio il bullismo uno dei motivi che spingono molti e molte giovani al suicidio. L’atmosfera muta drasticamente e si parla con grande serietà, il tono degli interventi è grave e solenne, nel dramma della discriminazione non c’è spazio per teatrini irriverenti. I giovani militanti LGBTQ, e non solo, leggono storie di omosessuali picchiati, di lesbiche maltrattate, di transessuali massacrati, e il minimo comun denominatore resta l’odio, un odio viscerale e atavico, che scava le proprie radici nell’intolleranza, in un sistema di valori arcaico e insofferente alle diversità. Molti, e molte, giovani non vorrebbero essere in quella piazza costrettia manifestare per i propri diritti, o per i diritti dei loro amici che amano, perché sembrerebbe assurdo che nel 2020, a fronte di gravissime problematiche sociali, di una povertà dilagante, della miseria che il Covid-19 ha accentuato, si debba ancora una volta scendere in piazza per tutelare i diritti previsti dall’Art. 3 della Costituzione, per una semplice e contestatissima modifica della Legge Mancino – l’ampliamento della casistica previstadalla normativa oltre l’etnia,comprendendo anche il genere -, una legge che in questi anni non ha provocato derive liberticide, al contrario di quando sbandierato nelle ultime settimane da alcuni.

Eppure la paura per il diverso soggiace sempre sotto lo strato superficiale di una comunità, ed è compito dei più giovani rompere questa spirale irrefrenabile diffondendo le stesse parole d’amore pronunciate da un giovane palestinese duemila anni or sono, le parole riversate dal padre dell’Illuminismo Voltaire nel suo Trattato sulla Tolleranza, le parole di Martin Luther King Jr, di Mahatma Gandhi, di Mark Ashton e di Danilo Dolci. In queste stesse ore una parata per i diritti degli omosessuali è stata soffocata nel sangue a Varsavia, nella modernissima Polonia di Duda, numerosi gli arresti e pesanti le condanne al carcere, tra questi anche un italiano. Non tutte le piazze sono permesse, pertanto facciamo tesoro delle libertà conquistate dai nostri nonni partigiani, perché del “doman non v’è certezza”.

A proposito di Nicola Donato

Fin da piccolo mi appassionò molto il mondo del giornalismo, tanto da fondare a scuola un giornalino dal nome "Fatti e idee". La mia passione fu alimentata negli anni novanta, in piena età adolescenziale, da mio padre che conduceva trasmissioni radiofoniche di carattere sportivo presso l’emittente marsalese Radio Azzurra. La passione per il giornalismo cominciò a diventare anche un lavoro a partire dal 2005. 2005 – 2007 Conduttore televisivo emittente Canale 2 Marsala; 2007 – 2012 Redattore presso il quotidiano “Il Corriere Trapanese”; 2012-2014 Telecronista Ermes Tv Marsala; 2014 a tutt’oggi direttore del periodico cartaceo “Leggo Città Marsala”; Dal 2015 a tutt’oggi conduttore televisivo presso l’emittente televisiva Canale 2 Marsala; Dal primo dicembre del 2019 Leggo Città ha stretto una collaborazione con un gruppo editoriale locale permettendo la nascita di Trileggo di cui ne sono il Direttore.

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