Palermo, il festino di Santa Rosalia al tempo del Covid-19

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Quest’anno il festino di Santa Rosalia ci farà ma sarà certamente diverso rispetto agli altri anni. Non ci sarà nessun carro trionfale della Santuzza lungo le strade della città di Palermo, preceduto da fuochi d’artificio. Non ci saranno turisti armati di macchina fotografica o street food tra le mani. Niente urla, abbracci e lacrime tra i devoti lungo le strade della preghiera. Niente di tutto questo. Il Covid ha cambiato radicalmente tutte queste consuetudini. Sarà un festino diverso quello dell’era post-Covid, con il carro della Santuzza immobile, senza la consueta sfilata che chiama a raccolta tutto il popolo palermitano. Molti stanno storcendo il naso ma in epoca Covid-19, il festino ha dovuto cambiare forma e i “babbaluci” nel piattino si potranno mangiare comodamente da casa, magari sul balcone, ammirando la Santuzza che osserva silenziosamente una città rispettosa delle regole essenziali per sconfiggere questa nuova “peste”.

La Patrona di Palermo infonde speranza per la guarigione e la salvezza nelle catastrofi. Durante la peste del 1624, infatti, Lei fu riconosciuta come patrona per il suo intervento miracoloso e risolutivo. La Santa dell’epidemia agisce in un popolo e per un popolo colpito dalla malattia. Quest’anno il popolo palermitano pregherà la Santuzza per un nemico silenzioso che continua a decimare morti in tutto il mondo, che si muove lento e senza bussare alla porta delle sue vittime: il Coronavirus. La Santuzza, giovane donna, destinata ad essere una nobile sposa ma coraggiosa nel sottrarsi al suo destino, scegliendo un’esistenza povera, fatta di quotidianità e ricerca di Dio, punterà il proprio sguardo alla città dal carro che rimarrà fermo in piazza Bellini. Intanto a Palazzo delle Aquile, alla presenza del Sindaco Orlando, della Giunta e dei consiglieri, si è svolto l’atto di affidamento di Palermo alla Santuzza da parte dell’Arcivescovo Lorefice, con il tradizionale omaggio floreale alla statua.

“Mi ha colpito molto che  nel  tempo  del  lockdown, abbia  potuto  conoscere  e  frequentare  ogni  giorno  dal  balcone  le famiglie che abitano di fronte al vescovado. E mi ritorna ancora, tra le tante storie della pandemia, quella di  una docente universitaria  che, costretta  a  restare  a  casa, ha avuto  dopo  anni,  per  la  prima  volta,  un rapporto con le sue vicine novantenni, desiderose di rivedere i loro nipoti ma naturalmente mai abituate ad usare un cellulare o un dispositivo elettronico” – ha spiegato l’Arcivescovo Metropolita di Palermo Corrado Lorefice in una nota, aggiungendo- “La professoressa, dal balcone di casa, le ha istruite, e le due anziane signore sono riuscite incredibilmente ad usare il tablet, a collegarsi a internet, a rivedere dopo mesi, tra la commozione generale, il volto dei loro nipotini. E proprio la giovane professoressa era la più felice di tutti. Sai, Rosalia, penso che questa storia sia l’università del Covid: una donna impegnata, che non  stava  mai  a  casa,compie  un  gesto di prossimità; due  nonne  fanno  l’esperienza –che  i  nonni conoscono bene, ma così importante per noi –della meraviglia del volto dell’altro, della cosa più ovvia e scontata. È proprio vero che il desiderio profondo delle cose più importanti della vita fa miracoli. E tu Rosalia, lo sai bene”.

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Angelo Barraco
Angelo Barraco
Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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