domenica , 12 Luglio 2020

Il Festival della Parola di Parma e quel filo conduttore con Marsala

Federico Fellini

L’emergenza Covid-19 ha colpito l’intera nazione: tante le vittime, i malati ma anche i lavoratori che non sono riusciti a riaprire le saracinesche dei negozi. Intere filiere che sono rimaste bloccate e altre ancora che lentamente stanno cercando di riaprire, adattandosi alle nuove disposizioni e nel rispetto delle regole anti-contagio che vietano assembramenti e impongono la mascherina. L’edizione 2020 del Festival della Parola di Parma è rimasta in bilico per qualche settimana, sopra un filo sottile su cui poggiavano morbide scarpette a punta, dondolando nell’incertezza del fare o non fare ma alla fine, dopo un’infaticabile lavoro organizzativo e tanta pazienza, il Festival della Parola di Parma finalmente si farà, da mercoledì 8 a sabato 11 luglio 2020.

Foto di Luca Papotti

Ogni forma espressiva della parola rappresenta un percorso di arricchimento tra chi comunica il messaggio e chi lo riceve. La settima edizione del Festival della Parola avrà luogo a Parma, presso il Centro Giovani Federale, in via XXIV, maggio 15, grazie alla collaborazione con Teatro del Cerchio APS che da anni organizza al Federale SPAZI D’OZIO e alla Cooperativa Aurora Domus che gestisce questo bellissimo luogo di aggregazione del Comune di Parma per i ragazzi dai 13 ai 18 anni e che offrirà appunto i suoi spazi al FdP. Mercoledì 8 luglio, alle ore 21.15, avrà luogo l’evento da titolo “Ti prendo in parola”, con Cesare Pastarini, Manlio Maggio, Ombretta Sarassi Binacchi; mercoledì 8 luglio, alle ore 21,30, si esibirà il poeta, scrittore, regista Franco Arminio, che ha collaborato con “Il Manifesto” e attualmente collabora con “Il Corriere della Sera”, “Il Fatto Quotidiano”, “La Repubblica”, insieme a Luca Franzetti, già primo violoncello della Scottish Chamber Orchestra di Edimburgo, della Royal Flemish Philharmonic di Anversa e con Danilo Grassi, uno dei più grandi timpanisti italiani.

Foto di Luca Papotti

Giovedì 9 luglio, alle 21.15, si terrà “Memorie di un sognatore”, a cura di Gian Giacomo Petrone e, sempre la stessa sera, si esibiranno i filarmonici dell’Opera Italiana con Filiberto Molossi alla voce e l’Orchestrazione e progetto artistico di Fabrizio Castania. Venerdì 10 luglio, alle 21.15 “L’arte del bene” con Maina Antonioni, Susanna Esposito, Simonetta Morganti, Antonio Federico e, sempre la stessa sera, “La città delle donne” con Marianna Aprile, Alice Basso, Fabrizia Dalcò modera Francesca Codeluppi. Sabato 11 luglio, alle ore 21.15, “Nel nome di Fellini” con Nicola Bassano e Michele Guerra e a seguire “I FELL IN (I) LIVE con la voce di Gianfranco Angelucci e la Filarmonica dell’Opera Italiana Bruno Bartoletti Orchestrazione e progetto artistico: Paolo Castelluccia.

Foto di Luca Papotti

Dopo Andrea Scanzi, Massimo Cacciari, Bebo Storti, Massimo Bernardini, Francesca Schianchi e molti altri nomi illustri che hanno preso parte nelle precedenti edizioni, anche il programma 2020 prevede ospiti altrettanto importanti. Questa è un’edizione speciale del Festival perché legata ai cento anni  del Maestro Federico Fellini, in collaborazione con il Comune di Rimini, dove è nato il grande regista il 20 gennaio del 1920. Mentre altre fondazioni legate a personalità importanti sono private, quella di Federico Fellini è di proprietà del Comune di Rimini. C’è un sottile filo conduttore che unisce tutto queste storie e che lega Parma con Marsala: si chiama Manlio Maggio.

Foto di Luca Papotti

Nasce a Marsala nel ’73, Manlio si trasferisce a Parma nel ’91 per studio. Nel ’99 si appassiona al teatro lirico, una passione inaspettata vissuta negli anni con professionalità diverse, in Italia e all’estero.  Partecipa  come  mimo-attore  a  importanti  produzioni  nei  maggiori  teatri  lirici  italiani  e esteri, sotto la guida di registi come Franco Zeffirelli, Hugo de Ana, Graham Vick, Pier Luigi Pizzi, Alberto Fassini, Lamberto Puggelli, Liliana Cavani, Marco Bellocchio. Dal 2003 al 2007 ha ricoperto il ruolo di aiuto regista a fianco di registi lirici, quali Hugo de Ana, Beppe de Tomasi. Nel  settembre 2013  è  co-fondatore dell’associazione culturale Rinascimento 2.0, per la quale ha ideato e realizzato rassegne di  musica  da  camera,  mostre  fotografiche  ed  è  l’ideatore  e  curatore  del  Festival  della  Parola  di Parma. 

Foto di Luca Papotti

Dal  2014  fino  al  gennaio  2018  ha  ricoperto  il  ruolo  di  direttore  di  produzione dell’Orchestra  dell’Opera  Italiana.  Nel  marzo  2018  costituisce  con  31  musicisti  la  Filarmonica Bruno Bartoletti srl, ed è attualmente direttore di produzione della Filarmonica dell’Opera Italiana Bruno Bartoletti. “La cultura è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri” asseriva Gramsci.

Foto di Luca Papotti

A proposito di Angelo Barraco

Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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