mercoledì , 30 Settembre 2020

Fase 2, Sindaco Di Girolamo: “il nostro futuro dipende solo da noi e da nessun altro”

Lunedì 4 maggio, inizia ufficialmente la “fase 2” definita dal Governo italiano a seguito di uno stop delle attività iniziato il 10 marzo scorso. Sono 4,5 milioni gli italiani che torneranno al lavoro e ricominceranno a calpestare i marciapiedi delle città, riaprire le saracinesche ricominciare faticosamente a riattivare un meccanismo economico rimasto atrofizzato per molto tempo ma che adesso, improvvisamente, deve adeguarsi a delle misure nuove e certamente dure. L’emergenza Coronavirus non è affatto terminata; non esiste ancora il vaccino, non esiste ancora quell’antidoto indispensabile per sconfiggere il nemico invisibile. Ancora non c’è nulla di tutto questo. Gli esperti stanno studiando il Covid-19 nei laboratori, cercando in tutti i modi di trovare la soluzione per annientarlo ma allo stato attuale non la riapertura non è sinonimo di sconfitta del virus ma di convivenza. Sono ancora tanti i morti, anche se continua ad essere considerevole il numero dei miglioramenti, continua a calare il numero dei ricoverati e degli isolamenti domiciliari. Resta ancora alto il numero degli asintomatici, con una positività che in molti casi continua e persiste anche dopo oltre 40 giorni. Quali saranno le misure da adottare in tal senso?

Noi tutti insieme, con il rispetto delle regole, dobbiamo assolutamente evitare che ci siano nuovi contagi. Oggi inizia questa nuova fase, perché è fondamentale la ripresa del lavoro e deve essere una fase graduale. Non sono previste e sono vietate scampagnate, pranzi, cene, passeggiate con amici e parenti. È giusto iniziare con alcuni lavori a minor rischio di contagio, ma sempre in sicurezza” – scrive in una nota il Sindaco di Marsala Alberto Di Girolamo, aggiungendo– “Tutti sappiamo che se ci dovessero essere nuovi casi il comune verrebbe classificato zona rossa e la città sarebbe chiusa per mesi ed isolata. Un evento del genere diventerebbe drammatico, qualcuno rischierebbe di morire, il virus non guarda in faccia nessuno, l’ospedale resterebbe ospedale Covid, tutte le attività lavorative sarebbe bloccate, le attività commerciali non riaprirebbero, i turisti non verrebbero più per mesi o anni, perché non si fiderebbero di noi, dovremmo rifare molti più sacrifici di quelli che abbiamo fatto fino ad ora. Tutto questo non deve avvenire, dobbiamo continuare ad essere più bravi e più attenti di prima, sapendo che questa seconda fase è piu difficile della prima”.

E’ bene ricordare che la “fase 2” non si configura come un “tana libera tutti” ma rappresenta un’apertura per le attività commerciali, cantieri. La mascherina continuerà ad essere obbligatoria, anche quando si è a bordo di mezzi pubblici, dentro i negozi, con i coniugi oppure ai funerali. Tutti gli uffici, i negozi e le aziende, devono avere gli erogatori per il disinfettante vicino alle casse. Sarà possibile passeggiare nei parchi o andare da una persona casa. In questi giorni si è tanto discusso in merito alla questione “affetti stabili” e parenti fino al sesto grado, ma a chi possiamo andare a fare visita? Il Dpcm stabilisce che è possibile visitare i parenti conviventi, i congiunti, i partner delle unioni civili, persone con le quali c’è un legame affettivo stabile e, appunto, parenti fino al sesto grado. Conte ha specificato che i parenti fino al sesto grado sono “i figli dei cugini tra loro”, invece gli affini fino al quarto grado sono i cugini del coniuge. L’incontro deve avvenire tra due persone, non di più. Da Palazzo Chigi hanno inoltre precisato che gli amici non sono considerati “affetti stabili”.

Se ognuno vuole bene a se stesso e ai propri cari, dobbiamo rispettare delle semplici regole : uscire solo per lavoro, per salute, per fare la spesa, per necessità. Il nostro futuro dipende solo da noi e da nessun altro. Evitiamo assembramenti, manteniamo la distanza interpersonale di oltre un metro, usiamo la mascherina, laviamoci le mani frequentemente o utilizziamo un gel disinfettante. Vogliamo bene a noi stessi oltre che agli altri, facciamo comunità, rispettiamo le regole e insieme ce la faremo per ritornare presto, quasi come prima. Dipende da noi”, conclude così la sua nota il Sindaco di Marsala.

A proposito di Angelo Barraco

Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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