
Il Coronavirus ha fortemente compromesso la quotidianità, snaturandola totalmente e trasformandola in un equilibrio sottile che oscilla tra limiti e informazioni. Le città si sono svuotate e gli italiani ha ridimensionato le abitudini. Il lavoro a tutela dei minori, però, non si è fermato nel corso di questa pandemia e associazioni come il Kiwanis continua il loro impegno. Noi ne abbiamo parlato con C. Alessandro Mauceri, il Chairman del Kiwanis del Distretto Italia-San Marino.
L’associazione Kiwanis si impegna da anni per migliorare il mondo dei minori, cercando di renderlo migliore. Quando nasce il progetto?
Buongiorno e grazie dell’invito. Il Kiwanis è nato negli USA, a Detroit, nel 1915, in un periodo in cui si stavano già mettendo in moto diverse organizzazioni di service. In Europa, il Kiwanis è arrivato nel 1968 con il Congresso di Zurigo che portò alla creazione della Federazione Europea della quale fanno parte i Distretti europei. Oggi il Kiwanis è presente in quasi cento Paesi con oltre 16.000 Club in tutti e cinque i continenti. Complessivamente i soci sono oltre 600.000, dei quali circa la metà giovani (molti al di sotto dei diciotto anni). Tutti uniti nel condividere la mission del Kiwanis: “migliorare il mondo, un bambino ed una comunità alla volta”, che si esprime attraverso il motto “Serving the Children of the world”. É questo, in definitiva, che contraddistingue il Kiwanis dagli altri Club Service: avere un target di riferimento, considerare come beneficiari dei nostri progetti e programmi i bambini (intesi come “minori”).
Quali sono gli obiettivi che avete raggiunto in questi anni e quali, invece, quelli a cui state lavorando?
I Club del Kiwanis realizzano complessivamente ogni anno oltre 150.000 progetti, con oltre sei milioni di ore di servizio e quasi 100 milioni di dollari di raccolta fondi. Come dicevamo, è il service il cuore di ogni Club del Kiwanis International, in qualsiasi parte del mondo si trovi. Esistono delle linee guida, degli obiettivi annuali (a volte, di durata più lunga) definite a livello internazionale e delle indicazioni a livello nazionale per far fronte a problemi specifici che si presentano su un determinato territorio, ma ogni Club è indipendente e può decidere di aggiungere Service per cercare di far fronte a problematiche locali. A livello internazionale, ad esempio, tutti i Club partecipano al progetto Eliminate che vede il Kiwanis al fianco dell’UNICEF per “eliminare” il tetano materno e neonatale, una malattia mortale che uccide ogni anno circa 31.000 bambini e un numero significativo di donne. Dal 2010 ad oggi, anche grazie ai fondi raccolti (110 milioni di dollari), in molti paesi questa minaccia è stata debellata. A livello nazionale, il Distretto Italia S.Marino è impegnato in interventi nel settore della lotta all’autismo, al cyberbullismo, all’obesità e molti altri, tra i quali, da qualche anno, l’aiuto e l’assistenza ai minori stranieri non accompagnati e l’intervento per i minori scomparsi.
– Il vostro è un lavoro online, quindi. Oggi stiamo vivendo una pandemia che sta coinvolgendo il mondo intero. Come si muove Kiwanis in questa emergenza?
Il nostro non è solo un lavoro “online”. Esistono diversi modi di fare “service”. Finanziare progetti realizzati da altri enti (come l’UNICEF che vantano una presenza capillare anche in paesi e in aree difficilmente raggiungibili per i Soci) è solo uno di questi. Esistono, però, anche tantissimi altri modi in cui i Club, le Divisioni e i Distretti aiutano i bambini. Direttamente, in modo attivo e concreto. In un momento come quello attuale in cui la maggior parte delle persone, in Italia, è costretta a rimanere in casa per ridurre il rischio di diffusione della pandemia, è evidente che la nostra attività è stata principalmente online. Ma non per questo meno è diminuita. Anzi. I Soci e i Club continuano ad incontrarsi in videoconferenza e sono molte le iniziative in atto per aiutare i bambini, anche loro costretti tra le mura domestiche, in questo momento difficile.
– Il tema dei minori scomparsi risulta essere un perno centrale per il Kiwanis. Ce ne parli…
Mi permetta una breve premessa. Alcuni anni fa, il Kiwanis decise di mettere a punto delle iniziative a livello europeo per aiutare i minori stranieri non accompagnati, MSNA. In breve, ci si rese conto che esistevano diverse necessità, diversi “vuoti” che era necessario colmare. Il Kiwanis Int. Distretto Italia S.Marino è sceso subito in campo attivando un Service destinato a questi minori (del quale sono stato onorato di essere Chairman, ovvero responsabile). Tantissime le iniziative portate a termine sia a livello distrettuale che locale che individuale: basti pensare che molti Soci hanno deciso di diventare loro stessi Tutori Volontari e farsi carico personalmente di decine e decine di minori stranieri non accompagnati (una dimostrazione di quanto dicevamo prima, ovvero che le nostre iniziative non sono solo online, anzi!). Nel giro di poco tempo, la nostra presenza sul territorio è cresciuta in modo esponenziale: siamo stati invitati prima a partecipare e poi a realizzare noi stessi corsi per formare i Tutori Volontari in diverse regioni d’Italia, abbiamo realizzato studi e analisi sul fenomeno (ancora oggi, purtroppo, sconosciuto o poco conosciuto) e molto, molto ancora. Un impegno che ci ha portato a ricevere una medaglia da parte del Presidente della Repubblica. Tenendo d’occhio i flussi dei MSNA ci siamo accorti, però, che stava crescendo il numero dei minori “irreperibili”, i minori stranieri non accompagnati scomparsi: migliaia di ragazzi affidati ai centri di accoglienza di cui lo Stato non sapeva più nulla. Da qui è partito il nostro impegno per i minori scomparsi…
Quali sono i numeri che riguardano i minori scomparsi?
Come dicevamo il nostro impegno è partito proprio dal vedere che “i numeri” dei minori scomparsi (sia italiani che stranieri) era altissimo: secondo l’ultima relazione la XXII del Commissario straordinario del Governo per le Persone Scomparse lo scorso anno sono stati 8.331 i minori scomparsi. E di migliaia di questi non si hanno più notizie. Un numero impressionante che si aggiunge a quelli scomparsi l’anno precedente e l’anno prima. L’impegno del Kiwanis Int. Distr. Italia S.Marino in questo settore, ci ha portato ad essere inseriti nella Consulta del Commissario straordinario del Governo per le Persone Scomparse. Ma non basta: il nostro Chairman è stato anche incaricato di coordinare il Gruppo 6 della Consulta, proprio quello che si occupa (neanche a dirlo) di minori. Gli incontri tra le Associazioni che fanno parte del Gruppo hanno già prodotto risultati notevoli e, per certi aspetti, inattesi: a Gennaio, ad esempio, abbiamo segnalato al Commissario alcune criticità perché le ponga all’attenzione del Governo.
– L’impegno sociale del Coronavirus ha inficiato sulla vostra attività?
L’impegno del Kiwanis Int. Distr. Italia S.Marino è a 360°: spazia da interventi diretti destinati a ragazzi e ragazze, a iniziative istituzionali (a quella presso il Ministero degli interni lo scorso anno, si è aggiunto l’inserimento dei Service rivolti ai MSNA e ai Minori Scomparsi nell’Agenda for Humanity delle NU come “stakeholders”) fino alla raccolta fondi per aiutare i minori. Ultima, ma non ultima, la raccolta fondi che ha come testimonial Valeria Marini, per aiutare gli ospedali in tutta Italia. Ma a questo si aggiungono molte altre iniziative. Come il corso online per spiegare agli alunni delle scuole (e non solo a loro) cosa sono gli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite che li riguardano più direttamente (progetto realizzato sotto l’egida di UN75). https://www.kiwanis.it/2019/page.php?10.10 O come la guida per visitare musei e siti di interesse nazionale (dalla National Gallery alla NASA, dal Louvre alla casa di D’Annunzio)… restando a casa https://www.kiwanis.it/2019/page.php?10.9 Anche gli impegni istituzionali non si sono fermati: a giorni è prevista una nuova riunione (in videoconferenza) del Gruppo 6 della Consulta del Commissario Straordinario del Governo Per le Persone Scomparse. E poi ancora altri progetti, Service, impegni istituzionali. Tutti pensati e progettati con un unico scopo: “migliorare il mondo, un bambino ed una comunità alla volta”.



























