
Quest’anno sarà una Pasqua diversa rispetto al passato. Non ci saranno riti della Settimana Santa lungo le strade italiane e neppure quel tipico folklore cittadino che, piacevolmente, funge da contraltare alla sacralità delle rappresentazioni. Non ci sarà nulla di tutto questo. Niente. Ci sarà soltanto il silenzio spettrale delle città vuote, interrotto da una macchina con un megafono attaccato sul tetto che ricorderà ai cittadini di rimanere a casa per evitare la propagazione del Coronavirus. “Restate a casa! Restate a casa!”, sarà questo il monito che rimbomberà lungo le strade, con lo sguardo dei cittadini che si proietterà verso la TV o il computer, per monitorare la propagazione di un virus che si muove silenziosamente, senza bussare alla porta ma che non perdona i trasgressori. La società sta attraversando un momento estremamente delicato, di emergenza ma anche di solidarietà e riflessione. Abbiamo ascoltato il Professor Francesco Pira, sociologo e docente di comunicazione all’Università di Messina.



























