Coronavirus e fake news. Il sociologo Francesco Pira: “un allarme sociale”

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La convivenza con il Coronavirus è un costante rispetto di pratiche individuali che rappresentano la costruzione di piccoli passi verso un futuro nuovo, diverso e certamente più prudente, alla luce di una realtà senza precedenti che si palesata davanti agli occhi di tutti quegli italiani che si trovano a casa senza lavoro o che stanno lottando in trincea, nelle corsie degli ospedali o nelle strade per garantire il rispetto delle regole. Il lavoro del Governo è indubbiamente difficile in questi mesi, stratificato, ma serve per costruire a piccoli passi le fondamenta di un paese che dovrà rialzarsi da questa crisi, con la garanzia di  sicurezza dei cittadini. In questa delicatissima bilancia piena di pesi e misure calibrate, non sono mancati gli idioti che hanno diffuso fake news via social, sul web o attraverso whatsapp. Notizie che si palesano graficamente con la stessa impaginazione di quella del sito del Ministero dell’Interno ma che riportano messaggi pericolosi e falsi. Circola in rete un falso modello di autodichiarazione per gli spostamento, con logo della Repubblica e intestazione “Ministero dell’Interno-Dipartimento della Pubblica Sicurezza”, quello autentico ovviamente va scaricato solamente dai siti istituzionali ufficiali oppure può essere compilato al momento dei controlli. In alcune province italiane è apparso un volantino falso su carta intestata del “Ministero dell’Interno-Dipartimento della Pubblica Sicurezza” con logo della Repubblica Italiana in cui c’era scritto che i non residenti degli stabili erano invitati a lasciare gli stabili per rientrare nel domicilio perché sarebbero intervenute le autorità. Falso, assolutamente falso. Se lo vedete in giro, segnalatelo alle autorità competenti.

“Fino a qualche tempo fa la classificazione di fake news veniva data alla bufala più o meno eclatante, alla bufala per sorridere, di chi in qualche modo voleva creare panico e voleva disseminare disinformazione. Oggi il Comitato Interministeriale per la Sicurezza della Repubblica ci dice sostanzialmente attenzione che ci sono degli organi che stanno lavorando sulla disinformazione”, ha spiegato il professor Francesco Pira, sociologo e docente di comunicazione e giornalismo all’Università di Messina. Il Copasir ha confermato che le attività di produzione di fake news sono in corso nel nostro Paese: in questa fase di emergenza “entità statuali esterne” stanno facendo disinformazione on line con una “una campagna infodemica che vede nei Paesi dell’Unione europea, e nell’Italia come obiettivo non secondario, il proprio target” , ha spiegato il presidente Raffaele Volpi, informando che il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica  “ha investito l’onorevole Enrico Borghi di una prima ricognizione sull’argomento”. “Oggi il tema delle fake news è abbastanza serio, da chi mette annunci di finti carabinieri o questure che dicono che verranno fatti dei controlli per tentare di truffare gli anziani a chi manda messaggi whatsapp in cui spiega quali possono essere le cure per il Coronavirus a situazioni che possono incidere alla stabilità” – ha spiegato Francesco Pira- “resto sempre dell’idea che l’industria delle fake news è molto potente che entra nel mercato dell’informazione prepotentemente con delle notizie che sono talmente verosimili che ci fanno capire che c’è un allarme sociale”- sottolineando – “Questo allarme sociale può creare forti destabilizzazioni. Mi sento di consigliare ai cittadini di leggere testate accreditate e ascoltare canali istituzionali”.

Angelo Barraco
Angelo Barraco
Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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