
Oltre all’emergenza Coronavirus, i comuni italiani si stanno mobilitando per lo step successivo e gettano le basi per passare poi alla fase 2, creando quei supporti essenziali e quei servizi utili che serviranno a garantire l’adeguamento al lavoro in base alle nuove norme vigenti sulla sicurezza.
Con le belle giornate che stanno arrivando, già in molti si domandano se l’estate 2020 prevederà la riapertura delle strutture alberghiere e dei lidi. Dall’alto dei balconi alle verande baciate dal sole, gli italiani continuano a chiedersi se potranno andare al mare oppure no, se potranno nuovamente ritornare a distendersi su quelle bellissime sdraio color azzurro cielo, graffiate dalla sabbia e imbevute di crema solare.
Il Sindacato balneari ha chiesto ordinanze nazionali che stabiliscano modalità uniche per tutto il territorio. La “Nuova Neon Group 2” di Serramazzoni (Modena) ha pensato ad un modo apparentemente semplice ma efficace per tornare in spiaggia: box trasparenti con pareti in plexiglass e profili in alluminio con un accesso di un metro e mezzo con un ombrellone all’interno e due lettini.
Chissà quanto caldo si sentirà dentro quella piccola scatola di plastica baciata dal sole! Ma non è tutto, anche i ristoranti potrebbero adeguarsi a queste misure, con dei pannelli in plexiglass per il distanziamento sui tavoli. Sarà comunque un’estate totalmente diversa rispetto alle precedenti, l’economia dovrà ripartire con un adeguamento indispensabile alle misure anticontagio. Chissà se sarà possibile andare nelle seconde case e con quale misura e frequenza ma è certo che non sarà possibile andare all’estero.
Gli alberghi si dovranno adeguare alle nuove misure, sanificando quindi tutti i locali secondo le procedure adeguate. Come si organizzeranno i gestori dei lidi? Che fine faranno i parco giochi? I bar? I ristoranti? Un sistema economico, già precario, da riscrivere totalmente e rendere permeabile ad una emergenza sanitaria che impone il distanziamento sociale al fine di combattere un nemico invisibile, che non bussa alla porta ma uccide in silenzio.
Anche la città di Marsala si prepara alla fase 2: “potranno iniziare molti dei lavori previsti per rendere la nostra Marsala più accogliente, con più servizi, creando altresì occasioni di lavoro”. Sono tanti i progetti in corso e tanti quelli che sicuramente verranno ultimati per la fase di ripresa del territorio che, ci auguriamo, arrivi presto. Chissà come cambieranno le abitudini nella piccola città di Marsala; i giovani continueranno a frequentare il centro storico come prima? Ci sarà ancora quel fragore mattutino lungo le vie della città? Sono domande che ogni tanto insorgono nella mente, quasi come fossero un lento e inesorabile focolaio di sovversivi.
Se il Coronavirus dovesse diventare un nemico silente con cui dover condividere un futuro ancora tutto da scrivere, fatto di mascherine, guanti ma anche di un distanziamento sociale che inizia dal supermercato e continua fino al ristorante e poi ancora alla spiaggia, anche i cittadini marsalesi –come tutta Italia del resto- dovranno abituarsi all’idea di un ridimensionamento sociale.
Un domani, forse, sarà la patrona di Marsala Maria Santissima della Cava a passare sotto le case dei cittadini, tra le contrade, lungo le vie, in quei caldi giorni di maggio, nel buio delle strade vuote, nel silenzio assoluto interrotto da un eco lontano, mentre i cittadini la osservano sfilare dalle contrale alla città.
Forse non ci saranno più gli assembramenti a cui la città era abituata a raccogliersi per festeggiarla e omaggiarla dal 13 al 18 maggio, tra abbracci, baci e preghiere. Forse, sono ipotesi, suggestioni, fantasie, proprio come il bagno al mare e la tintarella dentro un box in plexiglass o la cena al ristorante con un amico, o un amore che viene accarezzato attraverso una parete di un locale. La speranza di ogni cittadino è che tutto questo incubo possa finire presto e la normalità di un abbraccio possa diventare nuovamente una parte costante della quotidianità di ogni essere umano.



























