IL VIRUS DELLA PSICOSI, IL COVID-19

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ALESSANDRA BONANNO – La verità è che sentire parlare di coronavirus è diventato peggio del virus stesso.

L’intolleranza che ne scaturisce non fa altro che fare venire voglia di sventolare bandiera bianca e arrendersi al gretto tumulto della mediocrità scatenato da questo patogeno.

All’orda di critici cinematografici e musicali, di strateghi, di esperti in astrologia e astrofisica aggiungiamo la categoria dei virologi dello Spallanzani.

Il qualunquismo e la tuttologia imperanti invadono nuovamente il web di opinioni dalla pertinenza pari a Feltri in una manifestazione delle FEMEN.

Ma tralasciando lo sfogo socioculturale intriso d’astio…

Veniamo ai fatti.

Dal 31 dicembre 2019 la Cina è al centro di un mirino mediatico.

Le cause, oramai note a tutti, sono legate al rapporto su casi di polmonite dall’eziologia- causa- sconosciuta; il focolaio è stato identificato nella regione centrale di Hubei, precisamente a partire da un mercato ittico della metropoli di Wuhan. (Dati reperibili presso il sito della WHO: https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/situation-reports)

I casi di polmonite prima dell’isolamento del virus, avvenuto una settimana dopo, sono stati 44 su una popolazione circoscritta di 11 milioni. Valori da non sottovalutare, considerata la “misteriosità” della causa, ma indubbiamente bassi.

Le informazioni fornite dalla Commissione Sanitaria cinese alla WHO- World Health Organization- riguardo all’arcano patogeno sono state chiare: il 7 gennaio è stato isolato il COVID-19, acronimo di COrona VIrus Disease – 19 numero in riferimento all’anno in cui il primo caso ad esso correlato è stato preso in esame, il 31 dicembre 2019 appunto.

Il COVID-19 NON È il primo corona virus esistente.

In natura sono già presenti sei sierotipi di cui quattro inquadrati come causa del comune raffreddore e due, i MERS-CoV -agenti scatenanti della sindrome respiratoria del Medio Oriente- e i coronavirus della sindrome respiratoria acuta grave come causa di patologie fatali. (Dati tratti dal Manuale MSD: https://www.msdmanuals.com/it-it/professionale/malattie-infettive/virus-respiratori/coronavirus-e-sindrome-respiratoria-acuta).

In pratica, per quanto possa intimorire, non è niente di sconcertante considerato che si tratta della mutazione di un microrganismo già esistente; fenomeno che in natura fa parte della routine.

Lapalissiano che la “coroncina” prediliga i polmoni.

Ma torniamo a noi…

Come qualsiasi virus che si rispetti, anzi in questo caso a un livello superiore rispetto alla media, la trasmissione del suddetto avviene solo tramite contatto umano.

E per contatto umano si fa specifico riferimento a quello vigente tra due individui dalle scarse conoscenze sulle norme igieniche basilari.

Per intenderci: soggetti che non si lavano le mani; che starnutiscono senza educatamente coprirsi naso e bocca – col gomito- (perché se starnutite coprendovi con le mani, si risale al punto uno della lista) e che la pulizia delle superfici la effettuano solo quando avviene una congiunzione astrale rara.

Va inoltre specificato che la contrazione del COVID-19, seppur facile, rischia di essere letale solo per soggetti immunodepressi e portatori di patologie ben più gravi, soprattutto se cardiorespiratorie, che con l’incubarsi e il manifestarsi dell’attività virale hanno ben più ragioni di preoccuparsi di chi invece gode di uno stato di salute i cui parametri fisiologici rientrano nella media.

Quindi facciamo una piccola lezione di patologia: il virus in quanto microorganismo non uccide, è l’entità della patologia che scatena a diventare rischiosa. Nella fattispecie a un soggetto sano il COVID-19 può provocare una semplice influenza, come tanti altri virus. Niente più e niente meno. Non è la peste bubbonica.

Fa più danni l’HIV.

Comunque, i più informati, con lo stesso aplomb di un aracnofobico dentro la tana di Shelob, hanno inevitabilmente gridato alla pandemia.

PANICO, PAURA.

Cinesi ghettizzati e in casi di estrema inciviltà picchiati; i ristoranti della relativa provenienza boicottati insieme a quelli di sushi – che “Ma io sono giapponese” cit., spiegalo a chi scambia tutti gli asiatici per cinesi; bambini -che “la Cina l’hanno vista solo su Google Maps” cit.- esclusi dalle scuole; merce rispedita al mittente; mascherine andate a ruba neanche fossero Myss Keta; prezzi di contrabbando per l’Amuchina neanche vivessimo il proibizionismo degli anni 20 e supermercati svuotati neanche avessero dichiarato l’inizio di una guerra nucleare.  

Dagli avvenimenti di questi ultimi due mesi la vera malattia scaturita dal virus è una e le connotazioni richiamano l’ambito psichiatrico: la psicosi.

Le cause principali alla base di tale atteggiamento isterico sono due e danno l’esatta misura di quanto misera sia diventata la società globale.

Partiamo dalla prima:

Lo spostamento delle masse grazie all’abbattimento delle barriere spazio/temporali.

Oggi, con un aereo, in massimo 24 ore tutti abbiamo la possibilità di trovarci in angoli della Terra che prima richiedevano mesi se non addirittura anni di preparazione e conseguente viaggio -tra traversata e/o navigazione.

A livello concettuale il tema degli spostamenti è estremamente politically correct ma l’aumento delle rotte di scambio ha generato anche un aumento della portata delle masse.

Di conseguenza i rischi di contagio, a prescindere dal COVID-19, sono più alti. Questo rende comprensibile, nei limiti della decenza, la psicosi italiana seppur non la giustifichi.

Sì, in Italia abbiamo scovato più casi rispetto ad altri paesi perché facciamo più controlli.

Ed è anche plausibile che questa baraonda sia stata architettata per distrarci da altri danni collaterali che probabilmente stanno avvenendo sotto il nostro naso.

Ma il sollevamento di ipotesi non è disciplina che pratichiamo da queste parti.

In soldoni, il consumismo e l’iperattività a esso correlata hanno reso l’homo economicus smanioso di spostarsi, perché non è più abituato alla sedentarietà.

La seconda

È il leitmotiv di questa rubrica: la disinformazione.

In questo scempio sociale un peso specifico di rilevanza titanica lo hanno i mezzi di comunicazione.

Perché è anche vero che se l’utente non si informa rimane ignorante ma è oltremodo indubbio che se l’utente non si informa e simultaneamente viene bombardato mediaticamente da una narrativa incentrata sulla dissoluzione, l’annientamento e le fake news la questione si complica per dieci volte elevate all’infinito.

La critica aspra e amara è nei confronti di quello che un tempo era considerato il quarto potere, l’unico libero da vincoli istituzionali rispetto al legislativo, l’esecutivo e il giudiziario.

Il giornalismo.

Il “giornalismo” si è venduto a un sistema economico che sta cascando a pezzi e per mantenersi in equilibrio lucra sulla disperazione di gente che senza nemmeno accorgersene viene lobotomizzata a colpi di sprangate mediatiche.

Stiamo vivendo un’era di siccità culturale così drammatica da aver tramutato il fare vera informazione in una sfida e la speranza di essere creduti in una scommessa.

Battiato, in “Bandiera bianca”, brano tratto dall’album La voce del padrone dell’’81 canta così:

«Uh com’è difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore.
In quest’epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell’orrore
»

Se più di trenta anni fa Franco in maniera elegantemente sovversiva pensava e diceva cose del genere, mi chiedo cosa possa pensare ora.

Il grottesco carnevale per cui il pastore non riesce più a capire quando il lupo si traveste da pecora ha reso vulnerabile il libero pensatore, costretto giornalmente a vivere in una gabbia di irrazionali.

In un mondo in cui la NASA deve convincere utenti del web che le scope stanno in piedi non per una particolare inclinazione dell’asse terrestre bensì per una semplice legge fisica, che altro dovremmo aggiungere?

In ogni caso, il dovuto rispetto va alle vittime che per le polmoniti e gli scompensi cardiorespiratori causati dal COVID-19 hanno perso la vita o stanno lottando con tutti loro stessi.

Il pensiero va’ anche ai bambini in Siria, vittime di un primo mondo indaffarato a sguazzare nelle proprie vanità. A loro che continuano a vedere rase al suolo le uniche speranze di normalità rimaste, le scuole.

Per il resto, seguite i seguenti consigli:

Consigli dal Ministero della Salute

E informatevi tramite siti affidabili:

–

Alessandra Bonanno
Alessandra Bonanno
Siciliana a 360°: padre catanese e madre marsalese. Fuoco dell’Etna nelle vene, vento tra i capelli e sale nel cuore. Sono una traduttrice professionista laureata presso l’Istituto per Interpreti e Traduttori di Trento e attualmente immatricolata all’Università di Catania in Global Politics and Euro-Mediterranean Relations. Credo che il mondo sia un grande teatro, con miliardi di attori, l’attualità è il loro palcoscenico. Sono una profonda sostenitrice della verità, anche quella più scomoda e dei fatti, raccontati nella maniera più oggettiva possibile.

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