“L’assedio di Ilio – Tragiche prove di una tragedia”. Una storia di quotidianità alla Salina Genna

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“L’assedio di Ilio – Tragiche prove di una tragedia” è il titolo dello spettacolo andato in scena al teatro a mare “Pellegrino 1880” di Marsala, all’interno della rassegna “a Scurata Cunti e canti al calar del Sole – Memorial Enrico Russo”, nella suggestiva cornice della Salina Genna. L’Associazione Arco ha fatto un doppio spettacolo, incassando un doppio sold out. Una grossa imbarcazione al centro del parco, la testa di un cavallo a prua. Un’immagine imponente, maestosa, che da lontano sembrava scalfire le piccole onde, il sale e poi ancora le nuvole, fino a graffiare il cielo e poi il tramonto.

Ai lati erano collocate due postazioni luminose, riservate al trucco. Tutto in estemporanea, tutto in diretta. Niente è stato fatto da altre parti o fuori dal palco. Si, perché la genialità dell’opera è stata proprio quella di raccontare la storia e dissacrarla, alleggerendola e strappando un sorriso a tutti. Nessuno si è annoiato. Non è facile portare la storia in teatro. Non lo è affatto. Capita spesso di vedere in platea le signore ben vestite, con la collana di perle, i capelli ben fatti e l’abito nuovo da mostrare alle amiche che, dopo appena mezz’ora, hanno sonno. Molte di loro occultano tutto ciò con l’occhiale di sole, altre ancora con le classiche gomitate delle amiche. Ma non è stato questo il caso.

L’Avvocato Giacomo Frazzitta, autore e regista, ha traghettato il pubblico sopra una grande imbarcazione posta sul palco, spiegando ai presenti che è possibile navigare verso i mari sconfinati del passato, con un occhio puntato sul presente. L’uomo è alla continua ricerca costante di una corazza, proprio come i guerrieri. Tante sono le ferite che hanno i corpi e le anime di uomini e donne che ogni giorno attraversano strade, città e paesi del mondo. Un tempo indefinito che deve trasformarsi in energia positiva e fonte di bene da poter donare agli altri, sempre.

Nessuna signora di mezza età si è annoiata, nessuno ha volteggiato la testa oppure ha finto sbadigli. Al contrario, il pubblico è stato partecipe, attento e soprattutto presente. Questo è avvenuto perché la costruzione della storia ha coinvolto tutti, grandi e piccoli. Ci sono stati momenti intensi, come le interpretazioni struggenti di Alessia Angileri, che è riuscita anche a condire le sue interpretazioni con ottimi sketch insieme a Giacomo Frazzitta: l’errore che diventa parte integrante della scena. Che diventa la scena stessa da raccontare per immergere lo spettatore in un lavoro unico, di condivisione e di onestà.

Oltre al bravissimo Sergio La Vela, tra le attrici in scena c’era Chiara Vinci, eccellenza del territorio che il 3 settembre prossimo, a Ca’ Sagredo, riceverà il prestigioso Premio Kinéo Giovani Rivelazioni. Giuseppe Frazzitta, figlio di Giacomo, ha dimostrato di riuscire a catturare il pubblico presente, sia con le parole che con i silenzi: la mela non casca mai lontana dall’albero, direbbe qualcuno. Il pubblico ne ha avuto la prova provata.. Quello che è andato in scena alla Salina Genna è la perfetta rappresentazione teatrale di un fatto storico, attualizzato e reso fruibile a tutti. Una storia che non è molto lontana dai giorni nostri perché, ogni giorno, indossiamo l’elmetto per immergerci nel mondo in cui navighiamo. Non utilizziamo le spade per combattere, neppure le barche ma quotidianamente siamo nocchieri di un mondo virtuale che ci espone a pericoli reali, in cui spesso mancano le giuste coordinate e nella maggior parte dei casi, anche senza elmetto. Il rischio quotidiano? L’affondamento!

Angelo Barraco
Angelo Barraco
Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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