Gas russo, l’Europa vuole diventare indipendente ma senza soluzioni

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La guerra in Ucraina continua incessantemente e uno dei più grandi nodi da sciogliere rimane la questione energetica. L’Europa vuole diventare indipendente dal petrolio, gas e carbone russo, lo ha detto anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyer. L’obiettivo sarebbe quello di eliminare totalmente la dipendenza dalla Russia sul fronte energetico, prima del 2030. Verrebbe da chiedersi come mai l’UE non abbia messo in campo misure preventive a monte, considerando eventuali fattori di rischio che avrebbe comportato questo tipo di dipendenza in termini di percentuali esclusive così elevate, sia in termini di costi che in termini di forniture. “Preferiamo la pace o il condizionatore acceso?” ha detto il premier Draghi nel corso di una conferenza stampa. Stoppare il Gas russo dall’Europa non riguarda soltanto i condizionatori di casa, che possono avere o meno un’influenza sulla quotidianità di molti italiani, ma ha un peso importante su molte aziende che devono rifornirsi di risorse energetiche.

L’alternativa sarebbe il Gas proveniente dagli Stati Uniti? Anche questo è un punto di cui si discute molto in questo momento. Gli USA si sono impegnati ad inviare un numero maggiore di gas naturale liquefatto (gnl) in Europa ma difficilmente le forniture potranno soddisfare le esigenze di tutti i paesi. Il problema riguarda l’assenza di infrastrutture, come per esempio lo stoccaggio e la riqualificazione del gnl. Il gnl viene liquefatto ed esportato tramite navi cisterna, per poi subire un ulteriore processo di rigassificazione e finire poi nei gasdotti. L’Italia dispone soltanto di tre rigassificatori. Per costruirne altri ci vorranno diversi anni. L’alternativa sarebbe il Gas dall’Algeria? Sembra che l’Italia stia puntando l’attenzione al gasdotto TransMed, che ha una capacità di 30 miliardi di metri cubi annui. Il Gas in Algeria sarebbe quindi una soluzione vincente a quello russo e -perché no- anche a quello americano? Forse no. In Algeria la politica è profondamente instabile a causa del fondamentalismo islamico –ulteriormente peggiorata negli ultimi anni- e che rischierebbero di causare nuovi e ulteriori problemi di approvvigionamento energetico all’Europa. “Fino a fine ottobre siamo coperti. Le conseguenze non le vedremmo fino all’autunno” ha sottolineato Draghi.

La chiusura definitiva di rapporti energetici e commerciali con la Russia, quali conseguenze comporterà? Quali saranno le reazioni? Putin ne risentirà sul fronte economico oppure le sue risorse gli consentiranno di proseguire la sua offensiva contro l’Ucraina ancora per molto tempo? La guerra è ancora in corso in tutta l’Ucraina, con l’avantata delle truppe russe che uccidono donne e bambini. Il pericolo nucleare è costante, sia per quanto riguarda le minacce di una guerra nucleare di Putin e sia per quanto riguarda le centrali nucleari che nelle ultime settimane sono state prese d’assalto dai militari russi. Nel momento in cui i paesi europei tagliano ogni rapporto commerciale con Putin, schierandosi quindi dalla parte di Zelensky e dell’Ucraina, si rischia forse di interrompere ogni forma di possibile mediazione e attivare i meccanismi di un conflitto ben più grande che potrebbe coinvolgere anche l’Europa? Un dilemma con tante domande, tanti nodi da sciogliere, poche certezze e la morte che drammaticamente viene disseminata lungo le strade dell’Ucraina per mano dei russi. E poi? Poi spegneremo il condizionatore o il termosifone…

Angelo Barraco
Angelo Barraco
Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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