
Salvo Fruciano è un giornalista che ha passato gran parte della sua vita scrivendo e raccontando la cronaca del suo paese, Augusta, tra la carta stampata locale e la tv nazionale fino all’approdo in Rai. Negli è diventato una delle più importanti firme del giornalismo siciliano. Tanti anni trascorsi nelle scrivanie delle redazioni sempre affollate, raccontando pezzi di Sicilia vissuta, tra una sigaretta e l’altra, macinando lettere dietro una macchina da scrivere sempre pronta ad accogliere e cristallizzare nel tempo la memoria storia da consegnare ai suoi lettori. Un percorso professionale che poi si è spostato dalla macchina da scrivere alle videocamere delle reti nazionali, dove la sua voce e la sua immagine sono diventati un simbolo del giornalismo. Ma nella vita del collega Fruciano c’è sempre stato anche altro, c’è sempre stata la musica: compagna inossidabile che ha saputo cullare la stanchezza delle lunghe giornate di lavoro in redazione, anche quando il fragore degli anni ’70 rimbombava lungo tutto lo stivale.

La giusta via di fuga, la via per ritrovarsi nuovamente a casa in qualsiasi momento anche quando il lavoro lo ha portato svariate volte fuori dalla sua amata Sicilia e dalla sua Augusta. Oggi Salvo torna a raccontare alle nuove generazioni un patrimonio culturale italiano immenso, ma non lo fa con articoli o intervista. Oggi lo fa con la sua voce e con la musica dei più importanti cantautori italiani. Paolo Conte, Luigi Tenco, Fred Bongusto, Herbert Pagani e molte preziose canzoni del repertorio anni 60/70 che sono state riprese in mano dall’ex corrispondente della Rai e che sono state riarrangiate. Un suono caldo, carico di stile e precisione, anche grazie alla band che lo accompagna. Un racconto in musica per le nuove generazioni di un’epoca piena di sentimento ed emozione ma anche di paure. Atmosfere cariche d’intensità che riportano alla mente anni lontani e vecchie pellicole sgranate. Forse non basta molto per riappropriarsi di quegli anni e di quello spirito, forse è necessario sedersi comodamente su una poltrona, prendersi un bel caffè e schiacciare semplicemente play…



























