Rifondazione Comunista – Federazione di Trapani, in merito al suicidio avvenuto nel carcere di Trapani

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Apprendiamo con sgomento la notizia del suicidio di un giovane detenuto del carcere di Trapani. Il dramma si consuma dopo le proteste dei detenuti del 30 ottobre, che denunciavano le condizioni disumane del carcere, senza acqua e senza alcun contatto con il mondo esterno.


La morte di un giovane di appena 26 anni, avvenuta all’interno del reparto destinato all’isolamento, rappresenta una tragedia che non può lasciarci indifferenti. Esprimiamo il nostro cordoglio alla famiglia e chiediamo che venga fatta piena luce sulle circostanze del decesso, sulle condizioni in cui si trovava il giovane e sull’assistenza sanitaria e psicologica che gli veniva garantita.

Quanto accaduto non può essere considerato separatamente dalla situazione drammatica in cui versa il carcere trapanese. Un istituto nel quale, secondo i dati dello scorso settembre, erano recluse 581 persone a fronte di 479 posti disponibili, con una grave carenza di personale penitenziario. Alle condizioni di sovraffollamento si aggiungono le ripetute denunce riguardanti la mancanza d’acqua, il degrado strutturale e le difficoltà di comunicazione con i familiari. Una situazione intollerabile, che compromette i diritti fondamentali delle persone detenute e rende sempre più difficili anche le condizioni di lavoro degli operatori penitenziari.

Come Partito della Rifondazione Comunista, ribadiamo che la privazione della libertà personale non può e non deve mai comportare la privazione della dignità umana. L’articolo 27 della Costituzione stabilisce che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. Si tratta di un principio fondamentale della nostra Repubblica, troppo spesso disatteso da un sistema carcerario che continua a privilegiare la repressione rispetto al recupero e al reinserimento sociale.

Non possiamo accettare che il sovraffollamento, l’abbandono e la sofferenza psicologica siano considerati conseguenze inevitabili della detenzione. Le carceri non possono trasformarsi in luoghi di emarginazione e disperazione, nei quali chi è affidato alla custodia dello Stato viene privato anche dei più elementari diritti.

È necessario un intervento immediato per verificare le condizioni del carcere di Trapani, ripristinare la piena disponibilità dei servizi essenziali, garantire i contatti con i familiari e assicurare un’assistenza sanitaria e psicologica adeguata. È inoltre indispensabile affrontare concretamente il problema del sovraffollamento, rafforzare il personale e investire in un sistema penitenziario rispettoso della dignità delle persone.

La tragedia del giovane detenuto deve imporre una riflessione più ampia sulle politiche carcerarie del nostro Paese e della nostra provincia. Non servono nuove misure securitarie né un ulteriore inasprimento delle pene, ma politiche capaci di contrastare il sovraffollamento, valorizzare le misure alternative alla detenzione e restituire alla pena la funzione rieducativa prevista dalla Costituzione.

Non è accettabile che si debba attendere l’ennesima morte per tornare a parlare delle condizioni delle nostre carceri. La dignità umana non è un privilegio da concedere, ma un diritto che lo Stato ha il dovere di garantire a tutti, anche e soprattutto a coloro che si trovano privati della libertà.

Nicola Donato
Nicola Donatohttps://www.trileggo.it
"Essere scettici, realistici e prudenti è assolutamente necessario, altrimenti non si potrebbe fare il giornalismo". Il pensiero di Kapuscinski è anche il mio. Fin da piccolo sono stato sempre appassionato di giornalismo. A scuola fondai un giornalino dal nome "Fatti e idee". La mia passione fu alimentata negli anni novanta, in piena età adolescenziale, da mio padre che conduceva trasmissioni radiofoniche di carattere sportivo presso l’emittente marsalese Radio Azzurra. La passione per il giornalismo cominciò a diventare anche un lavoro a partire dal 2005. Ecco, in rapida successione, le mie esperienze maturate nel campo giornalistico: 2005 – 2007 Conduttore televisivo emittente Canale 2 Marsala; 2007 – 2012 Redattore presso il quotidiano “Il Corriere Trapanese”; 2012-2014 Telecronista Ermes Tv Marsala; 2014 a tutt’oggi direttore del periodico cartaceo “Leggo Città Marsala”; Dal 2015 a tutt’oggi conduttore televisivo presso l’emittente televisiva Canale 2 Marsala; Dal 2022 direttore dell'emittente televisiva Canale 2. Dal primo dicembre del 2019 Leggo Città ha stretto una collaborazione con un gruppo editoriale locale permettendo la nascita di Trileggo di cui ne sono il Direttore. 14/10/2018 Premiato come ospite d'onore alla 19ma edizione del premio Europeo Tindari; 16/01/2021 conferimento d'onore da parte della Fondazione Internazionale Papa Clemente XI di Tirana (Albania) quale membro d'onore per proficua attività giornalistica svolta.

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