Polizia Penitenziaria, Sardisco incontra il senatore Raoul Russo: organici, sicurezza e nuove proposte per il Corpo

Data:

Un confronto sulle criticità del sistema penitenziario e sulle condizioni di lavoro degli agenti. Tra i temi affrontati, la carenza di personale, le dimissioni dei neoassunti e la possibilità di valorizzare gli idonei non vincitori attraverso lo scorrimento delle graduatorie.

Un confronto concreto, nato dall’esperienza di chi il mondo penitenziario lo ha conosciuto per decenni dall’interno e dalla volontà di portare nelle sedi istituzionali problemi che incidono ogni giorno sulla vita e sul lavoro di migliaia di donne e uomini.

È questo il significato dell’incontro avvenuto oggi tra Salvatore Sardisco, vicepresidente del Parlamento della Legalità Internazionale, già Sovrintendente Capo Coordinatore del Corpo di Polizia Penitenziaria e per anni impegnato anche nell’attività sindacale del comparto, e il senatore Raoul Russo, esponente di Fratelli d’Italia eletto in Sicilia e oggi componente della 5ª Commissione permanente Bilancio e Capo gruppo di FdI in commissione antimafia al Senato della Repubblica.

Sardisco ha presentato al senatore una relazione dedicata alle principali criticità che interessano la Polizia Penitenziaria: dalla carenza degli organici alla sicurezza degli operatori, dalle condizioni strutturali e organizzative degli istituti alle difficoltà nel garantire riposi e congedi in presenza di personale insufficiente. Una situazione che, secondo la relazione, non può essere letta soltanto attraverso il numero delle unità formalmente assegnate, ma deve tenere conto del personale effettivamente disponibile e delle diverse esigenze dei singoli territori e istituti.

Particolare attenzione è stata dedicata a un fenomeno sul quale Sardisco ha invitato a riflettere: quello delle rinunce e delle dimissioni di alcuni giovani agenti durante o dopo il percorso formativo. Si tratta, sottolinea la relazione, di situazioni nelle quali l’Amministrazione perde personale già selezionato e formato, con conseguenze anche sull’investimento sostenuto dallo Stato per la preparazione professionale delle nuove unità. Da qui anche la proposta di rafforzare orientamento e selezione, affinché chi intraprende questo percorso abbia piena consapevolezza della complessità e delle responsabilità proprie del servizio penitenziario.

Proprio da questo tema è emerso uno dei punti centrali del colloquio con il senatore Russo: valutare, nei limiti consentiti dalla normativa, un maggiore ricorso allo scorrimento delle graduatorie concorsuali, attingendo agli idonei non vincitori per compensare più rapidamente le unità che vengono meno.

La proposta parte da un principio semplice: nelle graduatorie sono già presenti candidati che hanno affrontato le procedure selettive e manifestato concretamente la volontà di entrare nel Corpo. Secondo Sardisco, potrebbe quindi essere utile verificare se e in quali forme la normativa possa consentirne una più rapida valorizzazione, evitando che posti e capacità assunzionali rimangano inutilizzati mentre negli istituti permane la necessità di personale. È la stessa relazione a precisare che questa strada dovrebbe essere percorsa “ove giuridicamente possibile”, nel rispetto delle regole vigenti.

Secondo quanto riferito da Sardisco al termine dell’incontro, il tema avrebbe suscitato particolare interesse nel senatore Russo, che avrebbe manifestato la disponibilità ad approfondire il quadro normativo relativo allo scorrimento delle graduatorie e a valutare la possibilità di intervenire anche sul piano parlamentare.

Ma il confronto non si è fermato a questo punto. Dalla discussione sarebbe emersa anche l’intenzione di promuovere un successivo momento di confronto a Roma, coinvolgendo le principali organizzazioni sindacali del settore e i rappresentanti istituzionali competenti, con l’obiettivo di mettere intorno allo stesso tavolo politica, amministrazione e parti sociali e affrontare in maniera organica le diverse criticità.

La proposta presentata da Sardisco comprende infatti una ricognizione delle reali carenze di organico dei singoli istituti, il monitoraggio delle dimissioni e delle rinunce dei neoassunti, una verifica dei percorsi di selezione e formazione, il rafforzamento delle misure di sicurezza, il miglioramento delle condizioni operative delle strutture e una programmazione più stabile e pluriennale del personale.

Per Sardisco è un impegno che nasce anche da una storia professionale lunga decenni. Dopo 36 anni nella Polizia Penitenziaria, conclusi nel 2026, continua oggi il proprio impegno come vicepresidente del Parlamento della Legalità Internazionale, realtà nella quale ricopre anche il ruolo di coordinatore degli eventi culturali sul territorio nazionale e internazionale.

Ed è forse nelle parole con cui ha concluso la relazione consegnata al senatore Russo che si ritrova meglio il senso dell’iniziativa: «Non chiedo privilegi. Chiedo sicurezza, dignità professionale, efficienza e attenzione verso chi rappresenta lo Stato all’interno delle carceri italiane».

Parole che sintetizzano un confronto che non vuole limitarsi alla denuncia delle difficoltà, ma provare a trasformare l’esperienza maturata sul campo in proposte da sottoporre alle istituzioni. Ancora una volta Sardisco, forte della lunga esperienza nel Corpo e del suo attuale impegno nella promozione della cultura della legalità, sceglie così di farsi portavoce delle criticità vissute da una categoria che conosce da vicino, cercando di costruire un ponte tra chi opera quotidianamente negli istituti penitenziari e chi è chiamato, nelle sedi politiche e istituzionali, a individuare possibili risposte.Un confronto sulle criticità del sistema penitenziario e sulle condizioni di lavoro degli agenti. Tra i temi affrontati, la carenza di personale, le dimissioni dei neoassunti e la possibilità di valorizzare gli idonei non vincitori attraverso lo scorrimento delle graduatorie.

Un confronto concreto, nato dall’esperienza di chi il mondo penitenziario lo ha conosciuto per decenni dall’interno e dalla volontà di portare nelle sedi istituzionali problemi che incidono ogni giorno sulla vita e sul lavoro di migliaia di donne e uomini.

È questo il significato dell’incontro avvenuto oggi tra Salvatore Sardisco, vicepresidente del Parlamento della Legalità Internazionale, già Sovrintendente Capo Coordinatore del Corpo di Polizia Penitenziaria e per anni impegnato anche nell’attività sindacale del comparto, e il senatore Raoul Russo, esponente di Fratelli d’Italia eletto in Sicilia e oggi componente della 5ª Commissione permanente Bilancio e Capo gruppo di FdI in commissione antimafia al Senato della Repubblica.

Sardisco ha presentato al senatore una relazione dedicata alle principali criticità che interessano la Polizia Penitenziaria: dalla carenza degli organici alla sicurezza degli operatori, dalle condizioni strutturali e organizzative degli istituti alle difficoltà nel garantire riposi e congedi in presenza di personale insufficiente. Una situazione che, secondo la relazione, non può essere letta soltanto attraverso il numero delle unità formalmente assegnate, ma deve tenere conto del personale effettivamente disponibile e delle diverse esigenze dei singoli territori e istituti.

Particolare attenzione è stata dedicata a un fenomeno sul quale Sardisco ha invitato a riflettere: quello delle rinunce e delle dimissioni di alcuni giovani agenti durante o dopo il percorso formativo. Si tratta, sottolinea la relazione, di situazioni nelle quali l’Amministrazione perde personale già selezionato e formato, con conseguenze anche sull’investimento sostenuto dallo Stato per la preparazione professionale delle nuove unità. Da qui anche la proposta di rafforzare orientamento e selezione, affinché chi intraprende questo percorso abbia piena consapevolezza della complessità e delle responsabilità proprie del servizio penitenziario.

Proprio da questo tema è emerso uno dei punti centrali del colloquio con il senatore Russo: valutare, nei limiti consentiti dalla normativa, un maggiore ricorso allo scorrimento delle graduatorie concorsuali, attingendo agli idonei non vincitori per compensare più rapidamente le unità che vengono meno.

La proposta parte da un principio semplice: nelle graduatorie sono già presenti candidati che hanno affrontato le procedure selettive e manifestato concretamente la volontà di entrare nel Corpo. Secondo Sardisco, potrebbe quindi essere utile verificare se e in quali forme la normativa possa consentirne una più rapida valorizzazione, evitando che posti e capacità assunzionali rimangano inutilizzati mentre negli istituti permane la necessità di personale. È la stessa relazione a precisare che questa strada dovrebbe essere percorsa “ove giuridicamente possibile”, nel rispetto delle regole vigenti.

Secondo quanto riferito da Sardisco al termine dell’incontro, il tema avrebbe suscitato particolare interesse nel senatore Russo, che avrebbe manifestato la disponibilità ad approfondire il quadro normativo relativo allo scorrimento delle graduatorie e a valutare la possibilità di intervenire anche sul piano parlamentare.

Ma il confronto non si è fermato a questo punto. Dalla discussione sarebbe emersa anche l’intenzione di promuovere un successivo momento di confronto a Roma, coinvolgendo le principali organizzazioni sindacali del settore e i rappresentanti istituzionali competenti, con l’obiettivo di mettere intorno allo stesso tavolo politica, amministrazione e parti sociali e affrontare in maniera organica le diverse criticità.

La proposta presentata da Sardisco comprende infatti una ricognizione delle reali carenze di organico dei singoli istituti, il monitoraggio delle dimissioni e delle rinunce dei neoassunti, una verifica dei percorsi di selezione e formazione, il rafforzamento delle misure di sicurezza, il miglioramento delle condizioni operative delle strutture e una programmazione più stabile e pluriennale del personale.

Per Sardisco è un impegno che nasce anche da una storia professionale lunga decenni. Dopo 36 anni nella Polizia Penitenziaria, conclusi nel 2026, continua oggi il proprio impegno come vicepresidente del Parlamento della Legalità Internazionale, realtà nella quale ricopre anche il ruolo di coordinatore degli eventi culturali sul territorio nazionale e internazionale.

Ed è forse nelle parole con cui ha concluso la relazione consegnata al senatore Russo che si ritrova meglio il senso dell’iniziativa: «Non chiedo privilegi. Chiedo sicurezza, dignità professionale, efficienza e attenzione verso chi rappresenta lo Stato all’interno delle carceri italiane».

Parole che sintetizzano un confronto che non vuole limitarsi alla denuncia delle difficoltà, ma provare a trasformare l’esperienza maturata sul campo in proposte da sottoporre alle istituzioni. Ancora una volta Sardisco, forte della lunga esperienza nel Corpo e del suo attuale impegno nella promozione della cultura della legalità, sceglie così di farsi portavoce delle criticità vissute da una categoria che conosce da vicino, cercando di costruire un ponte tra chi opera quotidianamente negli istituti penitenziari e chi è chiamato, nelle sedi politiche e istituzionali, a individuare possibili risposte.

Nicola Donato
Nicola Donatohttps://www.trileggo.it
"Essere scettici, realistici e prudenti è assolutamente necessario, altrimenti non si potrebbe fare il giornalismo". Il pensiero di Kapuscinski è anche il mio. Fin da piccolo sono stato sempre appassionato di giornalismo. A scuola fondai un giornalino dal nome "Fatti e idee". La mia passione fu alimentata negli anni novanta, in piena età adolescenziale, da mio padre che conduceva trasmissioni radiofoniche di carattere sportivo presso l’emittente marsalese Radio Azzurra. La passione per il giornalismo cominciò a diventare anche un lavoro a partire dal 2005. Ecco, in rapida successione, le mie esperienze maturate nel campo giornalistico: 2005 – 2007 Conduttore televisivo emittente Canale 2 Marsala; 2007 – 2012 Redattore presso il quotidiano “Il Corriere Trapanese”; 2012-2014 Telecronista Ermes Tv Marsala; 2014 a tutt’oggi direttore del periodico cartaceo “Leggo Città Marsala”; Dal 2015 a tutt’oggi conduttore televisivo presso l’emittente televisiva Canale 2 Marsala; Dal 2022 direttore dell'emittente televisiva Canale 2. Dal primo dicembre del 2019 Leggo Città ha stretto una collaborazione con un gruppo editoriale locale permettendo la nascita di Trileggo di cui ne sono il Direttore. 14/10/2018 Premiato come ospite d'onore alla 19ma edizione del premio Europeo Tindari; 16/01/2021 conferimento d'onore da parte della Fondazione Internazionale Papa Clemente XI di Tirana (Albania) quale membro d'onore per proficua attività giornalistica svolta.

Condividi artiolo:

Newsletter

Popolari

Articoli correlati
correlati

Lutto a Marsala, addio al Prof. Cosimo Pocorrobba: la scuola perde un punto di riferimento

Ieri sera il cuore del Professore Cosimo Pocorrobba ha...

Trapani, al Sant’Antonio Abate entra in servizio una nuova TAC dedicata a Luciano Crapisi

Una TAC di ultima generazione è entrata in servizio...

Dall’Umbria a Montecitorio, il viaggio della Bellezza che parla ai giovani

La bellezza può essere ammirata, raccontata e custodita. Ma...