La decisione dell’amministrazione comunale di rimuovere le panchine da piazza Matteotti continua a far discutere e apre un nuovo fronte politico all’interno della stessa maggioranza. Dopo le critiche delle opposizioni, anche il circolo cittadino del Partito Democratico, forza che sostiene la sindaca Mariana Patti, ha espresso una posizione nettamente diversa rispetto a quella dell’amministrazione.
La rimozione delle panchine era stata motivata dalla presenza costante di gruppi di extracomunitari che utilizzavano l’area come luogo di bivacco e dai ripetuti episodi di tensione e risse verificatisi in passato. Una scelta che, nelle intenzioni dell’amministrazione, punta a garantire maggiore sicurezza e decoro urbano.
Il Partito Democratico, pur affermando di comprendere le preoccupazioni di commercianti e residenti, che chiedono più sicurezza, rispetto delle regole e tutela del decoro, ritiene però che eliminare le panchine non rappresenti «la risposta più efficace» né quella più coerente con l’idea di una città inclusiva e condivisa.
Per i democratici, infatti, la rimozione degli arredi urbani finisce per impoverire la funzione sociale dello spazio pubblico, penalizzando soprattutto anziani, persone fragili e tutti coloro che utilizzano gratuitamente le panchine come luogo di riposo o di incontro.
Ancora più severo il passaggio finale della nota diffusa dal circolo cittadino: «Sradicare l’arredo urbano per evitare il fenomeno del bivacco rappresenta una scorciatoia punitiva e un atto di resa culturale e sociale».
Una presa di posizione che, di fatto, segna una chiara presa di distanza dalla decisione della sindaca Patti e conferma come il dibattito sulla gestione di piazza Matteotti stia creando divisioni non solo tra maggioranza e opposizione, ma anche all’interno delle stesse forze politiche che sostengono l’amministrazione comunale.



























