
Il mare, quando diventa dominatore incontrastato, sa regalarti scenari ammalianti e, soprattutto, emozioni. Ci troviamo laddove la Sicilia si tuffa nel pelago più profondo, laddove l’azzurro abbraccia tutto e tutti. A Porto Palo di Capo Passero, comune di quattromila abitanti, ai limiti meridionali della provincia di Siracusa e a pochi chilometri da Pachino, si continua a vivere l’atmosfera marinara dalla quale il borgo è nato. Qui siamo già in Africa. E non è un modo di dire, perché ci troviamo a una latitudine più bassa della città di Tunisi. A circa venti metri sul livello del mare. Si arriva facilmente, sia da Pachino che dalla rinomata Marzamemi. Basta percorrere la S.P.6, strada interna o la più panoramica S.P.84, che costeggia il mare. Direzione obbligata: estremo sud, laddove la salsedine biancheggia sotto il sole.
Diventato comune autonomo nel 1975, Porto Palo è circondato da un “piccolo arcipelago” il cui territorio si aggrega alla terraferma. L’isola di Capo Passero e l’isola delle Correnti costituiscono il nucleo marino di questo borgo marinaro. Ma mentre la prima è separata dal paese solo da uno stretto canale di mare, la seconda si trova più a sud e costituisce il punto più meridionale della Sicilia, esclusa chiaramente l’isola di Lampedusa. Il borgo affonda letteralmente le proprie radici nei meandri più profondi delle vicende che hanno interessato il Mediterraneo. Tra gli scogli affiorano vere e proprie vasche, scavate nella roccia, utilizzate prima dai Greci e quindi dai Romani per la conservazione del pesce. Il mare ha sempre rappresentato la ricchezza di questi luoghi e, sin dall’antichità, tutto ha ruotato attorno a esso. Altra testimone importante di una vita connessa strettamente al Mediterraneo resta la tonnara, oggi sito archeologico industriale, che racconta secoli di lavoro, riti collettivi e antichi legati alla pesca del tonno. Si tratta di una tonnara di “ritorno”, cioè di un sistema di reti fisse posizionate lungo le rotte migratorie del tonno, costruito per catturare i pesci esausti dopo l’accoppiamento e la deposizione delle uova nel loro viaggio di ritorno verso l’oceano. Sfruttata sin dal periodo medievale, all’epoca veniva data in “affitto” affinché i guadagni fossero spartiti, senza troppi oneri finanziari. Le attività della tonnara cessarono nel 1969. Poco distante si può ammirare il civettuolo Castello Tafuri, elegante opera residenziale sporta sul mare, costruita agli inizi degli anni trenta. L’opera venne progettata dall’architetto fiorentino Saverino Crotti, in completo stile Liberty. Fu realizzata con materiale estratto delle cave di pietra dell’isola delle Correnti. Alla fine degli anni cinquanta divenne di proprietà della famiglia Tafuri.
Storia e siti più o meno archeologici a parte, la vera bellezza del luogo è costituita dal mare. Davanti al borgo, l’isola di Capo Passero accoglie i visitatori con spiagge dorate e acque terse e cristalline. Lì sorge la fortezza di Carlo V, costruita per contrastare possibili incursioni saracene. L’isola delle Correnti poi, che ribadiamo costituisce il punto più a sud della Sicilia, è il punto esatto in cui lo Ionio e il Mediterraneo si incontrano e mescolano i loro flutti. Un luogo dalla bellezza aspra e potente, dove il vento soffia libero e la natura regna sovrana. Solo Lampedusa, come anticipato, si trova in una posizione ancor più meridionale. A poche centinaia di metri dal centro abitato si trova il porto peschereccio più importante della Sicilia orientale, con un frequentatissimo mercato ittico che traduce il pescato direttamente al consumatore. Tantissime imbarcazioni, di tutte le dimensioni, offrono, a tutte le ore, uno spettacolo colorato e affascinante. La flotta peschereccia del paese è una delle più importanti della regione. In effetti, al di là delle bellezze archeologiche o paesaggistiche, ciò che alla fine impressionerà l’occhio e resterà nella mente del viaggiatore sarà proprio il caleidoscopico spettacolo dei pescherecci alla fonda e il fitto vociare dei pescatori. Cose che solo la nostra isola riesce a offrire nel maestoso insieme della propria storia e del proprio paesaggio.



























