La vicenda che coinvolge la redazione di Telesud non può essere letta come una semplice vertenza aziendale

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È, al contrario, uno specchio fedele di una fragilità più profonda che attraversa il sistema dell’informazione locale e, con esso, la qualità della vita democratica delle nostre comunità.

In una città in cui il numero degli editori è estremamente limitato, l’assenza di un reale pluralismo informativo finisce per comprimere, spesso in modo silenzioso, la libertà dei giornalisti. Quando i mezzi di informazione sono pochi e concentrati, il diritto ad informare ed ad essere informati rischia di diventare subordinato ad altri interessi, che nulla hanno a che vedere con il servizio pubblico che il giornalismo è chiamato a svolgere.

Lo stato di agitazione proclamato dai giornalisti di Telesud – che da due mesi non ricevono lo stipendio- si inserisce in questo quadro già critico. Il mancato pagamento del lavoro non è solo una violazione di diritti elementari, ma diventa inevitabilmente un fattore che incide sull’autonomia professionale. Un giornalista che vive nell’incertezza economica è un giornalista meno libero, esposto a pressioni, costretto a misurare ogni parola per non “scomodare il padrone”. È una condizione che impoverisce non solo chi lavora nell’informazione, ma l’intera collettività.

A rendere ancora più grave il quadro è la decisione dell’editore di far rimuovere dal sito dell’emittente il comunicato con cui la redazione annunciava lo stato di agitazione. Un gesto che va oltre il conflitto sindacale e assume un significato politico preciso: la cancellazione di una voce scomoda, la negazione della trasparenza, il tentativo di controllare il racconto dei fatti anche quando quei fatti riguardano i diritti dei lavoratori dell’informazione stessa.

In territori come il nostro, dove l’informazione locale rappresenta spesso l’unico presidio di controllo democratico, ogni compressione della libertà di stampa ha effetti diretti sulla partecipazione civica e sulla possibilità dei cittadini di formarsi un’opinione consapevole.

Non si tratta, dunque, di difendere una singola redazione, ma di affermare un principio generale: senza giornalisti liberi e tutelati non esiste una comunità davvero informata, e senza una comunità informata la democrazia si indebolisce.

Il Partito Democratico ritiene che il tema dell’informazione locale, del lavoro giornalistico e della trasparenza editoriale debba tornare al centro del dibattito pubblico. La crisi di Telesud è un segnale che non può essere ignorato, perché parla di diritti negati, di lavoro svalutato e di un sistema dell’informazione che rischia di perdere la sua funzione più alta: raccontare la realtà senza condizionamenti, nell’interesse esclusivo dei cittadini.

Difendere la dignità del lavoro giornalistico significa difendere la libertà di tutti.

Nicola Donato
Nicola Donatohttps://www.trileggo.it
"Essere scettici, realistici e prudenti è assolutamente necessario, altrimenti non si potrebbe fare il giornalismo". Il pensiero di Kapuscinski è anche il mio. Fin da piccolo sono stato sempre appassionato di giornalismo. A scuola fondai un giornalino dal nome "Fatti e idee". La mia passione fu alimentata negli anni novanta, in piena età adolescenziale, da mio padre che conduceva trasmissioni radiofoniche di carattere sportivo presso l’emittente marsalese Radio Azzurra. La passione per il giornalismo cominciò a diventare anche un lavoro a partire dal 2005. Ecco, in rapida successione, le mie esperienze maturate nel campo giornalistico: 2005 – 2007 Conduttore televisivo emittente Canale 2 Marsala; 2007 – 2012 Redattore presso il quotidiano “Il Corriere Trapanese”; 2012-2014 Telecronista Ermes Tv Marsala; 2014 a tutt’oggi direttore del periodico cartaceo “Leggo Città Marsala”; Dal 2015 a tutt’oggi conduttore televisivo presso l’emittente televisiva Canale 2 Marsala; Dal 2022 direttore dell'emittente televisiva Canale 2. Dal primo dicembre del 2019 Leggo Città ha stretto una collaborazione con un gruppo editoriale locale permettendo la nascita di Trileggo di cui ne sono il Direttore. 14/10/2018 Premiato come ospite d'onore alla 19ma edizione del premio Europeo Tindari; 16/01/2021 conferimento d'onore da parte della Fondazione Internazionale Papa Clemente XI di Tirana (Albania) quale membro d'onore per proficua attività giornalistica svolta.

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