Negli anni ’90, quando il Marsala calcava i campi dei professionisti o ne sfiorava il ritorno, tra le figure più amate e rispettate nello staff tecnico c’era quella di Luca Putaggio, storico massaggiatore azzurro.
I tifosi meno giovani lo ricordano accanto alla panchina, sempre pronto a correre in campo con la borsa dei massaggi, un sorriso sincero e una parola di incoraggiamento per tutti.

Putaggio raccoglieva l’eredità di un altro grande personaggio della storia sportiva marsalese, Ciccio Gennarino, per molti anni massaggiatore del Marsala e autentico punto di riferimento per generazioni di calciatori. «Avevo un grande maestro — racconta Luca — Gennarino mi ha insegnato moltissime cose. È stato davvero il mio mentore, e a lui devo tutto quello che ho imparato in quegli anni bellissimi».
Il suo debutto nello staff azzurro coincise con l’arrivo in panchina di mister Buccilli, che lo volle subito al suo fianco. «Buccilli fu il primo allenatore che ebbi da massaggiatore — ricorda Putaggio — e posso dire che mi ha accettato e stimato sin da subito. Con lui ho vissuto momenti bellissimi, ritiri intensi, partite indimenticabili e tanti grandi giocatori».
Tra i tanti ricordi, non mancano gli episodi legati agli infortuni e ai momenti concitati di gioco: «C’è stata una partita con un intervento difficile, ma tutto si è risolto per il meglio. Erano altri tempi, pieni di entusiasmo e di passione».
Ma la parte più viva nella memoria di Luca resta l’atmosfera del vecchio stadio Municipale, quando la gradinata e la tribuna erano gremite di tifosi: «Una sensazione bellissima — dice con emozione — avere così tanti spettatori era qualcosa di meraviglioso. E poi i giocatori erano persone splendide, rispettose. Mi hanno sempre trattato con grande affetto, come facevano con Gennarino».
E come dimenticare i protagonisti di quelle stagioni? Ciccio Bifera, Valerio leto, Antonio Di meo, Fofò Policardi: nomi che evocano un calcio fatto di passione e appartenenza. «Ricordo anche mister Raffaele — aggiunge Putaggio — che diceva sempre che l’anima della squadra è il massaggiatore: il confessore dei giocatori, quello che li conosce più di tutti».
Una vita dedicata al Marsala, spesso sacrificando ferie e lavoro pur di non far mai mancare la propria presenza. «Spero che la gente non si dimentichi di me, come non ha dimenticato Gennarino — conclude Luca —. Ho dato tutto per questa maglia, e lo rifarei altre cento volte».
Oggi, con una nuova società e una pagina sportiva che si sta riscrivendo, Luca Putaggio guarda al futuro con speranza: «Marsala merita di tornare in alto, nelle categorie che contano. Perché questa città ha nel calcio una parte della sua anima».



























