VINCENZO SAMMARTANO – Da quasi due anni, Israele tiene sotto assedio la popolazione palestinese di Gaza. Oggi, la situazione appare come l’aprirsi di una “soluzione finale”, così come la definiscono in modo sempre più esplicito numerosi esponenti e funzionari di organizzazioni internazionali, che parlano apertamente di sterminio e di genocidio.
Il brutale assalto militare israeliano contro Gaza ha causato decine di migliaia di morti e raso al suolo quartieri residenziali, distrutto infrastrutture critiche e provocato lo sfollamento forzato della quasi totalità della popolazione, generando una catastrofe umanitaria senza precedenti.
Secondo un’indagine di Amnesty International, le prove raccolte e analizzate forniscono una base sufficiente per concludere che Israele stia commettendo atti di genocidio a Gaza a partire dal 7 ottobre 2023.
“Il rapporto di Amnesty International mostra che Israele ha compiuto atti proibiti dalla Convenzione sul genocidio, con l’intento specifico di distruggere la popolazione palestinese di Gaza. Questi atti comprendono uccisioni, gravi danni fisici e mentali e la deliberata inflizione di condizioni di vita calcolate per causare la loro distruzione fisica. Mese dopo mese, Israele ha trattato la popolazione palestinese di Gaza come un gruppo subumano non meritevole di diritti umani e dignità, dimostrando il suo intento di distruggerli fisicamente”, ha dichiarato Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International.
Tutto questo avviene nel silenzio della politica europea e italiana, che non solo minimizza ciò che sta accadendo a Gaza, ma si astiene persino dal condannare le azioni di Israele che mirano a espandere i territori illegalmente occupati dei coloni israeliani.




























