
YouTube compie vent’anni e il suo viaggio da piattaforma di condivisione video amatoriali al colosso globale è un racconto di innovazione economica e culturale. Sono passati infatti due decenni da quando è stato caricato il primo video sulla piattaforma, Me at the zoo (era il 23 aprile del 2005), dando il via a un fenomeno digitale capace di trasformare profondamente il modo di fruizione dei contenuti multimediali.
Con oltre 100 ore di video caricate al minuto e miliardi di ore di visione giornaliera, YouTube è diventata di fatto una vera e propria emittente televisiva planetaria con un’audience di oltre 2,5 miliardi di utenti. Un traguardo imprevedibile per i tre ex dipendenti di PayPal, Jawed Karim, Chad Hurley e Steve Chen che fondarono l’azienda californiana.
L’intuizione sull’importanza dei video fai-da-te, invece non solo si è rivelata centrale, ma continua ad essere uno dei punti di forza della piattaforma acquisita da Google nel 2006 per 1,65 miliardi di dollari. Proprio l’arrivo di Big G ha permesso al progetto non solo di decollare ma anche di crescere in modo costante, e di trasformarsi in una vera e propria media company, con ben pochi rivali.
Numeri da primato
Lo dicono i numeri e i trend del colosso. Negli Stati Uniti, YouTube è diventata la principale piattaforma di streaming, superando persino la TV tradizionale e le fruizioni da dispositivi mobili. Secondo Nielsen, dal 2023 YouTube detiene il primato di tempo di visione in streaming, con oltre un miliardo di ore di contenuti guardati ogni giorno sui televisori.
Questo cambiamento riflette anche il crescente consumo di video in alta qualità: il numero di video caricati in 4K è aumentato del 35%, e sempre più creatori guadagnano principalmente grazie alla visione sui grandi schermi domestici. Gli abbonati a YouTube TV sono più di 8 milioni e gli abbonati a YouTube Music e Premium hanno superato i 125 milioni (inclusi i periodi di prova).
“È proprio così e i numeri ci segnalano un trend evidente, sicuramente negli Stati Uniti ma anche in Italia. Le visualizzazioni di YouTube sul grande schermo sono cresciute di oltre il 130% negli ultimi tre anni e lo scorso anno lo schermo TV ha registrato la crescita più rapida nel mondo. Questo ci dice che le persone sono sempre più propense a vedere un video podcast o il video del proprio creator preferito in formato televisivo e non più solo ‘on the go’ dal cellulare. Questa esperienza televisiva è molto diversa da quelle più tradizionali e include senz’altro vari formati come gli Shorts (che si, vengono spesso visti anche in TV), podcast e live oltre a talk show, contenuti sportivi e non solo. Si tratta di un cambiamento importante per le persone ma anche per i creatori di contenuti e per i brand che usano YouTube per parlare ai propri consumatori”, dice a Wired Francesca Mortara, Director YouTube Southern Europe.
I soldi
La monetizzazione dei contenuti è un aspetto cruciale del successo di YouTube. La piattaforma condivide i ricavi con 3 milioni di creatori, artisti e partner in tutto il mondo, e più della metà di questi ha avviato il proprio canale oltre un decennio fa. Questo dimostra la longevità e la sostenibilità del modello di business di YouTube, che ha permesso a molti content creator di fondare veri e propri imperi.
Solo in Europa, il contributo della piattaforma al PIL dell’ecosistema creativo è stato di 6,4 miliardi di euro, l’equivalente di 185.000 posti di lavoro a tempo pieno. Mentre a livello globale YouTube ha pagato oltre 70 miliardi di dollari a creator, artisti e aziende media con una condivisione dei profitti davvero elevata, il 55% dei ricavi della pubblicità va infatti nelle tasche di chi pubblica i contenuti.
I creator
Se altre piattaforme sono incentrate su contenuti brevi o immagini statiche, YouTube offre formati diversificati, dai video lunghi ai podcast, YouTube Shorts e trasmissioni live, affiancando anche altre forme di monetizzazione come Super Chat, Fan Funding, Shopping, Raccomandazioni e aiutando a far emergere anche i video di chi ha pochi iscritti con nuove modalità di promozione come Hype. L’obiettivo è chiaramente quello di rendere la piattaforma sempre più attraente per chi cerca di trasformare la propria passione in una professione.
“A ciascuno il suo, possiamo dire! I diversi formati permettono di sperimentare diverse modalità di racconto e ciascun creator può sperimentare varie tipologie di contenuti e decidere cosa funziona meglio per la propria community. Un esempio eclatante è quello del nostro format verticale, gli YouTube Shorts, che hanno raggiunto oltre 70 miliardi di visualizzazioni giornaliere da parte di oltre 2 miliardi di utenti registrati ogni mese. In forte crescita anche in Italia è il formato dei video podcast (anche chiamati “vodcast). Abbiamo recentemente annunciato che sono oltre 1 miliardo gli spettatori attivi mensili di contenuti podcast su YouTube nel mondo. In Italia siamo pieni di esempi eclatanti come Tintoria Podcast o BSMT di Gianluca Gazzoli, per menzionarne un paio”, sottolinea ancora Francesca Mortara.
E YouTube viaggia alla grande anche nel nostro paese. In Italia, i numeri sono significativi: il numero di canali che guadagnano sei cifre è aumentato del 15% rispetto all’anno precedente, mentre oltre 30.000 canali superano i 10.000 iscritti, con un incremento annuo del 20%. Più di 4.000 canali hanno oltre 100.000 iscritti e più di 300 hanno superato il milione, con lo stesso tasso di crescita. Ancora più interessante è il fatto che oltre il 40% delle visualizzazioni sui contenuti prodotti nel Belpaese provenga dall’estero, dimostrando l’impatto globale della creatività locale.
Il futuro
Guardando al futuro, YouTube punta sull’intelligenza artificiale per migliorare ulteriormente l’esperienza degli utenti e dei creatori. Dal CEO Neal Mohan arriva l’annuncio di nuove funzionalità basate sull’AI che aiuteranno i creatori a ottimizzare i loro contenuti e renderli più accessibili a un pubblico globale. Proprio in questa direzione va la sperimentazione dell’audio-dubbling, ovvero il doppiaggio automatico in varie lingue dei contenuti originali che potrebbe arrivare già entro la fine dell’anno.
L’AI aiuterà i content creator anche a trovare nuove nicchie potenziali di utenti grazie a strumenti più avanzati di analisi dei dati e interverrà in modo sempre più efficace nella protezione dei diritti d’autore, persino nel caso di deepfake con la funzione Likeness ID che YouTube sta mettendo a punto utilizzando Google DeepMind.
Massima attenzione anche alla sicurezza con sistemi sempre più sofisticati di verifica dei contenuti nel rispetto delle regole imposte dalla piattaforma. Solo nell’ultimo trimestre del 2024 sono stati rimossi 9,4 milioni di video, 4,8 milioni di canali e 1,25 miliardi di commenti.
La concorrenza con altri social network, soprattutto TikTok e Instagram, è inevitabile, ma YouTube punta sui suoi elementi distintivi, sulla sua versatilità e profondità per rimanere nell’arena digitale da protagonista, alzando perfino il tiro con l’ambizione di diventare l’hub video globale per tutti i tipi di contenuti, sia quelli autoprodotti, sia quelli premium. (wired.it)



























