
Non è facile ritrovarsi tutti insieme sotto lo stesso tetto, con lo stesso sguardo e con le stesse lacrime negli occhi. Non capita facilmente che le vibrazioni di una nota possano generare emozioni così profonde all’unisono. Chi vive a Marsala, conosce molto bene la pigrizia che accomuna alcuni dei suoi cittadini. No, non si deve offendere nessuno! Sia chiaro. E’ la verità. Molto spesso si fatica ad uscire la sera, ma anche a trovare la voglia per volerlo fare. In altri casi, invece, mancano proprio le occasioni necessarie per uscire di casa e mettere il naso fuori dalla porta. Quando accade, però, sembra una festa. Davvero. Un tempo che sembra essersi fermato nei volti, nei sorrisi, tra le rughe e nei capelli bianchi che di anno in anno aumentano sempre di più. E’ stato difficile controllare le emozioni giovedì 23 gennaio, in Via Armando Diaz, quando all’interno dei locali del Carpe Diem si è tenuto il concerto di Carmelo Pipitone, co-fondatore dei Marta sui Tubi che insieme a Massimiliano Codeluppi ha presentato il nuovo disco “Piedi in acqua”. Una sala gremita di amici di nuova e vecchia generazioni, tutti seduti composti sulle sedie rosse, ad ascoltare ed applaudire, mentre la musica non si fermava. Il cellulare di Marco Messineo, organizzatore del concerto, non ha smesso di squillare neppure un secondo, almeno fino a poche ore prima che iniziasse il concerto. In tanti volevano partecipare, hanno fatto di tutto per esserci. Non è stato possibile. Tutto sold out. Non c’erano più posti. Dopo una struggente introduzione di Giacomo Maria Carpa (alias Carpa Koi), che apre il concerto con il suo look anni ’70, suonando quattro brani che raccontano la sua vita, la sua famiglia e il suo animo in modo profondo, tocca a Carmelo e Max. Tanti gli abbracci e gli aneddoti che hanno preceduto il concerto. Poi le luci soffuse, uno sfondo bianco e rosso e la chitarra di Carmelo che catapulta gli ascoltatori in un turbinio di emozioni, con le sfuriate distorte di Max a corredo. Tanti i brani del nuovo disco, ma anche qualcuno del passato e del repertorio dei Marta sui Tubi. La Sicilia ha costruito miti e leggende con il linguaggio non verbale. Basta uno sguardo per capire quanto è forte un messaggio, laddove non servono parole. Durante l’esecuzione di “Gabriè”, brano dedicato ad un ragazzo marsalese scomparso qualche anno fa, non sono servite molte parole per spiegarlo e introdurlo. E’ bastata la voce di Carmelo, la sua chitarra e la commozione negli occhi di chi ha ricordato quanto era bello guardare la luna tutti insieme, con il culo poggiato per terra.



























