
Riscoprire l’Umanesimo: Monsignor Savino e il Professor Mannino a Paestum e Montecitorio per una Società più Giusta e Solidale Lo scorso sabato 12 ottobre, la storica località di Capaccio-Paestum è stata teatro di un’importante cerimonia organizzata dall’Università svizzera ISFOA e presieduta dal Pro Rettore Vicario Vincenzo Mallamaci, un evento che ha attirato l’attenzione di personalità di spicco nel campo accademico, istituzionale e religioso. Questo contesto ha rappresentato l’occasione per conferire titoli accademici di alto rilievo e promuovere un dialogo su tematiche fondamentali per la società contemporanea: l’incontro non ha solo celebrato le eccellenze accademiche, ma ha anche rappresentato un’importante opportunità per riflettere su valori etici e culturali di rilevanza.
Tra i protagonisti dell’evento si sono distinti il Professor Nicolò Mannino, Presidente del Parlamento della Legalità Internazionale e Pro Rettore dell’Università ISFOA, e Monsignor Francesco Savino, Vescovo di Cassano all’Jonio e Vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana per l’Italia Meridionale. Insieme, hanno discusso di argomenti cruciali per la nostra società. Monsignor Savino è un punto di riferimento significativo nel panorama religioso e sociale del Sud Italia, noto per il suo instancabile impegno nei confronti dei più vulnerabili e per la promozione di una cultura basata sull’accoglienza e sulla solidarietà.
Durante la cerimonia, ha ricevuto la laurea honoris causa dall’Università ISFOA, un riconoscimento che celebra non solo i suoi successi, ma anche la sua dedizione a promuovere la dignità umana e a costruire un dialogo giusto e solidale. Nel suo intervento, Monsignor Savino ha affrontato la necessità di un “Nuovo Umanesimo”, sottolineando l’importanza di riscoprire la dignità e la responsabilità verso gli altri. Ha affermato: “La giustizia è la misura minima della carità: una società che si fermi alla giustizia giuridica, senza rispondere alla chiamata dell’amore per il prossimo, manca il suo fine più alto. La giustizia sociale non è solo il bilanciamento delle risorse e l’equità delle opportunità, ma un gesto concreto di amore, un atto che riconosce e tutela la dignità di ogni persona, specialmente dei più vulnerabili.” Questo invito a riscoprire il valore dell’altro, in particolare in situazioni di sofferenza e marginalizzazione, costituisce il fulcro del messaggio di Monsignor Savino, un tema centrale per il Parlamento della Legalità Internazionale. Il Professor Nicolò Mannino, sempre attento alla difesa dei principi costituzionali e della legalità, ha elogiato il pensiero di Monsignor Savino, definendolo un esempio di “leadership cristiana autentica, che sa coniugare parole e azioni”.
Mannino ha evidenziato che “l’impegno del Vescovo Savino rappresenta una luce guida per tutti coloro che aspirano a un futuro in cui la giustizia e la solidarietà siano al centro delle nostre azioni.” Monsignor Savino sarà presente al prossimo Convegno del Parlamento della Legalità Internazionale, in programma per il 27 novembre nell’Aula dei Gruppi Parlamentari di Montecitorio. Il convegno, intitolato “Vivere i Principi Costituzionali tra Servizio e Credibilità: con i Giovani per Educare alla Vita”, si preannuncia come un’importante occasione di dialogo su temi quali l’educazione civica, la responsabilità verso la comunità e il servizio pubblico. In tale contesto, Nicolò Mannino presenterà a Monsignor Savino una copia del suo libro “Profeticamente Scomodi.
Quando un uomo si sporca le mani: Don Tonino Bello”, un gesto simbolico che riconosce l’instancabile impegno pastorale e civile del Vescovo, il cui lavoro quotidiano incarna i valori di giustizia, solidarietà e carità che Don Tonino Bello ha sempre rappresentato. L’incontro tra queste due figure, entrambe dedite alla promozione di valori etici e spirituali, rappresenta un potente simbolo di come il dialogo tra istituzioni religiose e civili possa generare cambiamenti reali e significativi, ispirando le giovani generazioni a costruire un futuro incentrato sulla giustizia, la legalità e la dignità umana. Un futuro in cui, come diceva Don Bosco, i giovani possano imparare a essere “buoni cristiani e onesti cittadini”.



























