
È commosso il sindaco di San Giuseppe Jato, Giuseppe Siviglia nel ringraziare i piccoli ” lupetti ” dello scoutismo che porta il nome di monsignor Onofrio Giglio, che hanno scritto una pagina di storia e di amore alla vita. Per quattro giorni una ventina di bambini coordinati dai loro ‘ capi ” Nuccio Gumina, Attilio Li Mandri e uno staff di responsabili e collaboratori hanno portato avanti un campo culturale di lavoro organizzando una normale vita con momenti di riflessione, giochi e tanto ancora scavalcando con entusiasmo e un pizzico di vita quella barriera di connivenza e odio verso il piccolo Giuseppe di Matteo.

Accanto al sindaco Siviglia, al vice sindaco Dorotea Marino e gli assessore c’è Nicolò Mannino Presidente del Parlamento della Legalità Internazionale e Interlocutore Referente della Pontificia Accademia di Teologia. Il capo scout Nuccio Gumina accoglie con affetto Nicolò Mannino ricordando ai presenti che le prime nozioni di catechismo cristiani li ha imparate grazie alla catechesi di chi oggi coordina un movimento culturale ( insieme a Salvatore Sardisco) come il parlamento della legalità internazionale. Bambini e genitori, amministrazione comunale e sindaco, parlamento della legalità internazionale e gente senza nessuna etichetta di appartenenza hanno così vissuto ore e ore in un luogo dove anni fa nessuno osava sostare. ” Questa si chiama rinascita e voglia di ridare voce e vita – dice Nicolò Mannino- ad un luogo che ha visto un bambino spegnersi tra odio e indifferenza. Qui per quattro giorni bambini del nostro territorio dello jato hanno trascorso ore e ore di vita e di gioia. Questa è una vera lezione di legalità che non ha nulla a che vedere con quella dei tavoli addobbati ‘. Contenti i genitori dei piccoli lupetti cone pure Vincenzo Mandarino il quale prendendo la parola ha ringraziato sindaco amministrazione comunale e Nicolò Mannino per avere vissuto una bellissima esperienza di riscatto e di culturale della vita. “Un grande abbraccio a tutti loro per aver tenuto vivo Giuseppe”. Ha commentato con queste parole l’iniziativa Franca Castellese, mamma del piccolo Giuseppe di Matteo



























