lunedì , 15 Aprile 2024

IL CURIOSO CASO DI … SERGIO RAMOS

AVV. GASPARE STABILE – Ha fatto tanto clamore la notizia, riportata da diversi quotidiani sportivi, del ritorno al Siviglia del calciatore spagnolo Sergio Ramos.
Una bomba di mercato per dirla con Maurizio Mosca.
Una vera sorpresa anche per il sottoscritto.
L’Andaluso – originario del piccolo paesino di Camas – ha, letteralmente, rinunciato ad un contratto faraonico – tale era quello offerto da uno dei club del campionato Saudita – pur di tornare a giocare a casa sua, nella squadra che lo ha lanciato al grande calcio, ovvero il Sevilla.
In questa strana estate calcistica in cui, attoniti, abbiamo assistito al migrare di grandi talenti verso il Medio Oriente, i sauditi – e i loro soldi – sono stati respinti (finalmente) da un vero top player, da uno dei difensori più forti e apprezzati al mondo.
Un calciatore straordinario, uno che ha vinto praticamente tutto, un atleta formidabile con una forza atletica fuori dal comune e con una grinta in campo incredibile, probabilmente anche troppa, che gli è costata più di una espulsione oltre ad un sentimento di antipatia da parte dei tifosi avversari.
Almeno per il momento, il suo è stato un secco NO ai milioni degli arabi.
L’ultimo dei galácticos, ovvero il terzo giocatore più vincente della storia del Real Madrid, ha dunque deciso di indossare la maglia dei los palanganas (le bacinelle – soprannome attribuito dagli acerrimi rivali del Betis) dopo ben diciotto anni, di cui ben sedici trascorsi con la maglia dei blancos.
La sua è stata una scelta di cuore, una scelta di famiglia, oppure – se lo preferiamo – possiamo scrivere semplicemente che è stato influenzato dal “sevillismo”.
“Hai il potere di fare le cose belle” ha scritto nella bio di Instagram.
Ma hai anche il potere di fare le scelte giuste perché come ha ribadito Sergio Ramos “non aveva senso andare altrove senza fermarsi qui.
Ma in questa storia non c’è soltanto un aspetto romantico, quello di un ritorno alle origini, non esiste soltanto la nostra rivincita (“nostra”, dei tifosi) nei confronti di un calcio che non ci piace; c’è anche dell’altro, e ci mancherebbe se non ci fosse.
L’arrivo di Sergio Ramos non è stato, infatti, granché accettato dalla caldissima frangia della squadra andalusa, la quale si è schierata apertamente contro la società per questo movimento di mercato.
Gli hinchas sevilliani, quelli appartenenti al gruppo biris norte (quelli sostenuti dalla sinistra parlamentare spagnola), – appresa della firma del torero – hanno diramato un lungo e duro comunicato attraverso il quale hanno rivendicato l’identità sevigliana dichiarandosi contrari all’acquisto.
Facciamo un salto indietro di qualche anno, fino a risalire al 12 gennaio 2017.
Ottavi di finale di coppa del Rey; la partita è Siviglia contro Real Madrid.
Sergio Ramos riceve un’accoglienza ostile, viene insultato per tutta la partita dal pubblico di Nerviòn, non dimentichiamo che è pur sempre un giocatore del Real Madrid.
Il clima è veramente incandescente, i suoi compagni lo incoraggiano costantemente, lui non molla, sembra imperturbabile.
Al minuto 83 – sul risultato di 3 a 1 per i padroni di casa del Siviglia – viene fischiato un calcio di rigore a favore del Real.
Benzema non ha alcun dubbio: consegna il pallone nelle mani di Ramos.
È la sua occasione, il difensore spagnolo ha soltanto una cosa in mente: zittirli.
E lo fa con un gesto di pura follia: il cucchiaio è servito, quel cucchiaio non è al portiere bensì allo stadio intero. È goal.
Si porta le mani dietro le orecchie sfidando i tifosi, tutti quei tifosi che fino a quel momento non avevano smesso di beccarlo.
Un gesto che evidentemente quelli del biris norte non hanno mai dimenticato.
Son passati più di sei anni da quel giorno.
Nel corso della sua presentazione, la scorsa sera, tutto il pubblico presente al Ramon Sanchez ha invece invocato il suo nome e Sergio si è emozionato, con a fianco la moglie e i figli non è riuscito a trattenere le lacrime.
Difficile dire se il rapporto sia stato definitivamente ricucito.
“Per quello che vale, non è mai troppo tardi per essere quello che vuoi essere” è una frase del film da cui sono stato ispirato nel titolo di questo racconto.
Ci si trova a fare delle scelte, i calciatori lo sanno bene.
E quelle giuste – capita – siano dettate dal cuore, da ciò che si ha dentro, dalle emozioni che si provano e che si sentono, come quelle che Ramos ha percepito in questa lunga estate, o come quelle che avrà sentito qualche sera fa al Rámon Sánchez Pizjuán davanti la sua gente.
E non è stato l’ultimo atto: c’è ancora spazio per le emozioni e per i sentimenti: il 22 ottobre c’è la sfida proprio al Real Madrid.
Que bonito los retornos!
Avv. Gaspare Stabile

A proposito di Nicola Donato

"Essere scettici, realistici e prudenti è assolutamente necessario, altrimenti non si potrebbe fare il giornalismo". Il pensiero di Kapuscinski è anche il mio. Fin da piccolo sono stato sempre appassionato di giornalismo. A scuola fondai un giornalino dal nome "Fatti e idee". La mia passione fu alimentata negli anni novanta, in piena età adolescenziale, da mio padre che conduceva trasmissioni radiofoniche di carattere sportivo presso l’emittente marsalese Radio Azzurra. La passione per il giornalismo cominciò a diventare anche un lavoro a partire dal 2005. Ecco, in rapida successione, le mie esperienze maturate nel campo giornalistico: 2005 – 2007 Conduttore televisivo emittente Canale 2 Marsala; 2007 – 2012 Redattore presso il quotidiano “Il Corriere Trapanese”; 2012-2014 Telecronista Ermes Tv Marsala; 2014 a tutt’oggi direttore del periodico cartaceo “Leggo Città Marsala”; Dal 2015 a tutt’oggi conduttore televisivo presso l’emittente televisiva Canale 2 Marsala; Dal 2022 direttore dell'emittente televisiva Canale 2. Dal primo dicembre del 2019 Leggo Città ha stretto una collaborazione con un gruppo editoriale locale permettendo la nascita di Trileggo di cui ne sono il Direttore. 14/10/2018 Premiato come ospite d'onore alla 19ma edizione del premio Europeo Tindari; 16/01/2021 conferimento d'onore da parte della Fondazione Internazionale Papa Clemente XI di Tirana (Albania) quale membro d'onore per proficua attività giornalistica svolta.

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