domenica , 19 Maggio 2024

L’ansia non è sempre negativa

Se non supera certi limiti, questa emozione motiva nella vita quotidiana e aiuta a tenersi alla larga dai pericoli: l’esperta chiarisce in che modo.

Nell’immaginario collettivo l’ansia è considerata un’emozione negativa. In realtà, la si dovrebbe considerare come un’emozione “neutra”, nel senso che, se non supera un certo limite è positiva, mentre quando oltrepassa tale soglia e non viene gestita correttamente complica lo svolgimento di molte azioni, oltre a peggiorare l’umore. Cerchiamo di capire come l’ansia possa aiutare a vivere meglio e come evitare che diventi un ostacolo per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

l’ansia fa dare il meglio di sé

Non è sul presente, bensì sul futuro che si focalizza l’ansia. “Questa emozione spinge a concentrare le proprie attenzioni sull’evento o sulla situazione che ne determina la comparsa, con l’obiettivo di evitare di ‘fallire’, attingendo a tutte le risorse che si hanno a disposizione per esprimersi al massimo delle proprie potenzialità” spiega la dottoressa Giulia Gialdi, psicologa e ricercatrice della Facoltà di Psicologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Un esempio classico è quello di uno studente che deve sostenere un esame. È grazie all’ansia che si studia con impegno per affrontare al meglio l’appuntamento temuto. Essere un po’ tesi prima di una prova importante è assolutamente fisiologico: se non fosse così, non ci si preparerebbe con dedizione per dare il meglio. Questa emozione può quindi essere considerata come una sorta di carburante che alimenta la motivazione. Inoltre, ha un ruolo adattivo, perché aiuta a non farsi cogliere impreparati nelle situazioni che si presenteranno in futuro, contribuendo a far evitare i pericoli.

evitare situazioni

L’ansia dunque motiva e aiuta a tenersi alla larga dai rischi, ma soltanto se non supera un certo limite. Infatti, se eccessiva perde la sua funzione adattiva e di stimolo e, invece di spingere a prepararsi per affrontare al meglio le situazioni future, paralizza. Nemmeno in questi casi bisogna cercare di sbarazzarsi di tale emozione, ma è opportuno imparare a rispondere in modo diverso quando si presenta, gestendola meglio che si può. “L’ansia e tutte le altre emozioni sono contraddistinte da tre componenti, che esercitano influenze reciproche una sull’altra: il pensiero, le sensazioni fisiche e il comportamento. Per esempio, spesso quando si è preda di questa emozione si avverte un nodo allo stomaco o si è vittima di tensioni muscolari, che a loro volta alimentano l’ansia, con risvolti concreti sulle proprie azioni. Su tale emozione possono giocare un ruolo anche le cosiddette ‘trappole del pensiero’, come saltare subito alle conclusioni o pensare al peggio” prosegue la dottoressa Gialdi. Quando l’ansia diventa disadattiva porta a mettere in atto meccanismi di evitamento, creando un circolo vizioso. Questa emozione spinge a evitare alcune situazioni: dopo questa “rinuncia” la tensione diminuisce e – alla luce dell’abbassamento dei livelli d’ansia conseguenti all’evitamento – quando si ripresenterà la stessa situazione la si eviterà di nuovo.

come gestire l’ansia

Se da un lato sarebbe difficile vivere senza ansia, in quanto motiva e lancia segnali di allarme, dall’altro è fondamentale che non superi i livelli di guardia, altrimenti viene meno la sua funzione di stimolo e si trasforma in un freno. Perciò, è fondamentale imparare a gestire questa emozione. “Siccome l’ansia si riferisce al futuro, per tenerla a bada sono indicate attività che focalizzano i pensieri sul presente, come le tecniche di rilassamento e la mindfulness” suggerisce la dottoressa Gialdi. Inoltre, riposare bene per 7-8 ore a notte e praticare regolarmente esercizio fisico aiuta a evitare che questa emozione tocchi picchi elevati. Infine, quando i livelli di ansia e stress sono alti è utile prendersi una pausa per liberare la mente e mettere ordine nei pensieri. (GAZZETTA.IT)

A proposito di Nicola Donato

"Essere scettici, realistici e prudenti è assolutamente necessario, altrimenti non si potrebbe fare il giornalismo". Il pensiero di Kapuscinski è anche il mio. Fin da piccolo sono stato sempre appassionato di giornalismo. A scuola fondai un giornalino dal nome "Fatti e idee". La mia passione fu alimentata negli anni novanta, in piena età adolescenziale, da mio padre che conduceva trasmissioni radiofoniche di carattere sportivo presso l’emittente marsalese Radio Azzurra. La passione per il giornalismo cominciò a diventare anche un lavoro a partire dal 2005. Ecco, in rapida successione, le mie esperienze maturate nel campo giornalistico: 2005 – 2007 Conduttore televisivo emittente Canale 2 Marsala; 2007 – 2012 Redattore presso il quotidiano “Il Corriere Trapanese”; 2012-2014 Telecronista Ermes Tv Marsala; 2014 a tutt’oggi direttore del periodico cartaceo “Leggo Città Marsala”; Dal 2015 a tutt’oggi conduttore televisivo presso l’emittente televisiva Canale 2 Marsala; Dal 2022 direttore dell'emittente televisiva Canale 2. Dal primo dicembre del 2019 Leggo Città ha stretto una collaborazione con un gruppo editoriale locale permettendo la nascita di Trileggo di cui ne sono il Direttore. 14/10/2018 Premiato come ospite d'onore alla 19ma edizione del premio Europeo Tindari; 16/01/2021 conferimento d'onore da parte della Fondazione Internazionale Papa Clemente XI di Tirana (Albania) quale membro d'onore per proficua attività giornalistica svolta.

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