martedì , 9 Agosto 2022

GDF MESSINA: FRODE AL BILANCIO DELL’UNIONE EUROPEA

I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno portato a termine un’articolata attività di indagine
avviata nel dicembre del 2020, nei confronti di un’azienda ittica con sede in comune di Caronia (ME) che ha
illegittimamente beneficiato di finanziamenti comunitari, erogati dalla Regione Sicilia, ammontanti a circa 1
milione e 700.000 Euro.
Le indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Patti e condotte dalle Fiamme Gialle della Tenenza di
Sant’Agata di Militello, hanno consentito di fare luce, secondo ipotesi d’accusa, sul comportamento fraudolento del titolare della ditta individuale e di alcuni imprenditori compiacenti, segnalati alla competente Autorità Giudiziaria pattese per il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
I contributi, orientati alla promozione di una pesca c.d. “intelligente”, attraverso l’aumento della produttività ed
un migliore sfruttamento delle risorse biologiche marine, erano finalizzati a realizzare un impianto di
acquacoltura, con bacini di acqua dolce per l’allevamento di pesci del tipo persico e storione, destinati poi alla
successiva vendita.
La normativa vigente in tema di erogazioni comunitarie prevede che il beneficiario partecipi, in quota parte e con risorse proprie, alla realizzazione delle opere, appaltando la materiale esecuzione dei lavori a soggetti diversi, con l’obbligo di documentazione delle spese sostenute e di modalità di pagamento tracciabili.
Le investigazioni si sono incentrate proprio sull’esame delle fatture relative al programma d’investimento,
inoltrate dalla ditta individuale alla Regione Siciliana – Assessorato Regionale delle Risorse Agricole e
Alimentari – Dipartimento della Pesca Mediterranea, a riprova dell’avvenuto sostenimento delle spese.
La successiva analisi delle modalità di pagamento e delle sottostanti transazioni finanziarie, tuttavia, non
disgiunto all’esame incrociato della documentazione fiscale, ha consentito di disvelare un articolato disegno
criminoso, congegnato al solo fine di indurre in errore l’Ente erogatore.
In sostanza, il responsabile dell’azienda ittica, grazie anche alla complicità delle ditte appaltatrici dei lavori, in
alcuni casi riconducibili a prossimi congiunti, ha rendicontato alla Regione Siciliana il sostenimento di costi
ampiamente superiori rispetto a quelli effettivi, facendo risultare come effettuati svariati pagamenti che, nella
realtà, non erano mai avvenuti.

In altri termini, un “circolo vizioso” di trasferimenti finanziari, appositamente creato per ostacolare eventuali
controlli: le somme formalmente pagate agli appaltatori per la realizzazione delle opere venivano ritrasferite al
soggetto percettore del contributo, mediante l’impiego di mezzi di pagamento tracciabili, il tutto solo
formalmente regolarizzato attraverso fatture per prestazioni mai effettivamente rese.
Considerata la consistenza degli elementi raccolti dagli specialisti economico-finanziari santagatesi, salvo
diverse valutazioni nei successivi gradi di giudizio e fermo restando il principio di non colpevolezza sino a
sentenza passata in giudicato, la Procura della Repubblica di Patti ha chiesto e ottenuto dal locale Tribunale
l’emissione di un provvedimento di sequestro preventivo per le ingenti somme indebitamente percepite che,
eseguito nei giorni scorsi dalle Fiamme Gialle della tenenza di S. Agata di Militello, ha riguardato liquidità e
beni rinvenuti nella disponibilità degli indagati, per un ammontare di circa 700.000 euro.
L’operazione testimonia, ancora una volta, il costante impegno assicurato dalla Procura della Repubblica di Patti e dalla Guardia di Finanza nella lotta alle frodi in danno al bilancio dello Stato e dell’Unione Europea, finalizzato ad un sempre più incisivo contrasto al fenomeno delle truffe ed al conseguente accumulo di ricchezze di provenienza illecita, in spregio alle leggi ed a discapito dei numerosi imprenditori onesti.

A proposito di Nicola Donato

"Essere scettici, realistici e prudenti è assolutamente necessario, altrimenti non si potrebbe fare il giornalismo". Il pensiero di Kapuscinski è anche il mio. Fin da piccolo sono stato sempre appassionato di giornalismo. A scuola fondai un giornalino dal nome "Fatti e idee". La mia passione fu alimentata negli anni novanta, in piena età adolescenziale, da mio padre che conduceva trasmissioni radiofoniche di carattere sportivo presso l’emittente marsalese Radio Azzurra. La passione per il giornalismo cominciò a diventare anche un lavoro a partire dal 2005. Ecco, in rapida successione, le mie esperienze maturate nel campo giornalistico: 2005 – 2007 Conduttore televisivo emittente Canale 2 Marsala; 2007 – 2012 Redattore presso il quotidiano “Il Corriere Trapanese”; 2012-2014 Telecronista Ermes Tv Marsala; 2014 a tutt’oggi direttore del periodico cartaceo “Leggo Città Marsala”; Dal 2015 a tutt’oggi conduttore televisivo presso l’emittente televisiva Canale 2 Marsala; Dal 2022 direttore dell'emittente televisiva Canale 2. Dal primo dicembre del 2019 Leggo Città ha stretto una collaborazione con un gruppo editoriale locale permettendo la nascita di Trileggo di cui ne sono il Direttore. 14/10/2018 Premiato come ospite d'onore alla 19ma edizione del premio Europeo Tindari; 16/01/2021 conferimento d'onore da parte della Fondazione Internazionale Papa Clemente XI di Tirana (Albania) quale membro d'onore per proficua attività giornalistica svolta.

Vedi anche

𝐈𝐧𝐟𝐫𝐚𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐞, 𝐨𝐤 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐆𝐢𝐮𝐧𝐭𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 a𝐥 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐡𝐞 (FSC 2021/2027), 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 1,7𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐞𝐫 gli impianti sportivi marsalesi

La Giunta Regionale ha approvato il piano delle opere pubbliche nel marsalese per oltre 1,7 …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.