Guerra Russia-Ucraina, la minaccia di Chernobyl e le domande senza risposta

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L’offensiva della Russia contro l’Ucraina continua ormai senza sosta. Le ultima novità riguardano un cambio di strategia da parte delle truppe russe che si sono ritirate da Kiev, liberandola e puntando l’attenzione su altri obiettivi, come il Donbass. Il tavolo delle trattative rappresenta quasi una speranza per alcuni, per altri invece un miraggio. Esplosioni e sirene antiaereo diventano la quotidianità per molti cittadini che riescono a fuggire dalle bombe, mentre la loro casa viene completamente distrutta, sventrata. Una quotidianità che si annulla improvvisamente, cancellata senza alcun preavviso, spazzata via come un colpo di spugna su di una lavagna piena di ricordi. Mentre il popolo dei social network continua a litigare ferocemente tra Will Smith e Chris Rock, a seguito di quel pugno, o se comprare o meno la pizza con i bastoncini di pesce che sta facendo discutere i puristi, il Presidente Putin continua a minacciare il mondo. Ma la minaccia che indubbiamente sta tenendo il mondo con il fiato sospeso riguarda il nucleare e Chernobyl. Secondo quanto sostenuto dagli ucraini, almeno sette autobus carichi di militari russi, sono arrivati in Bielorussia, oltre il confine, in direzione del Centro repubblicano di ricerca e pratica per la medicina delle radiazioni.

La truppe, quindi, sarebbero partite proprio da Chernobyl, luogo in cui si è verificato il terribile incidente nucleare nel 1986, occupato proprio dalle truppe russe a seguito dell’invasione dell’Ucraina. A seguito delle continue esposizioni alle radiazioni, i soldati russi presenterebbero sindrome da radiazione acuta perché esposti a fattori di rischio interni ed esterni, nei pressi della centrale che hanno conquistato. Alcuni si troverebbero anche in condizioni gravi. Dal 25 marzo scorso, non è possibile monitorare il libello dell’inquinamento radioattivo della centrale di Chernobyl. L’Aiea ha fatto sapere che si è “perso il contatto remoto di trasmissione dati con i sistemi di salvaguardia di Chernobyl”. E’ stato scollegato quindi l’impianto nucleare dalla rete. In queste settimane sono stati lanciati numerosi all’armi dalle autorità ucraine sulla sicurezza dell’impianto nucleare e i rischi che potrebbero esserci a livello globale, sia a causa delle trincee scavate nei pressi dell’area del disastro, forse addirittura nella pericolosissima Foresta Rossa, chiamata così perché gli alberi hanno assunto quel colore come effetto della contaminazione; sia del movimento dei carro armati che producono movimento e quindi un ulteriore rischio di dispersione di particelle radioattive nell’aria. Il passaggio dei soldati russi nella zona radioattiva avrà generato uno spostamento delle scorie e quindi un innalzamento della radioattività nell’aria. Erano sufficientemente protetti? Quali sono le attività svolte dai russi all’interno della centrale? Le azioni militari in quell’area possono aver determinato un aumento delle radiazioni o compromesso il contenimento delle stesse? I militari russi si sono mossi all’interno dell’area senza osservare senza rispettare le procedure necessarie per evitare la contaminazione, ovvero il cambio di indumenti, il cambio di scarpe, la chiusura delle porte etc. Non è dato sapere nulla di tutto ciò. Non si conosce nulla in merito alla loro attività svolta all’interno della Centrale nucleare o nelle aree circostanti: hanno utilizzato le dovute precauzioni all’interno o all’esterno per evitare la contaminazione?

Un altro campanello d’allarme riguarda l’interruzione di corrente elettrica nella centrale nucleare di Chernobyl, avvenuto il 9 marzo scorso. La notizia è stata diffusa dalla compagnia elettrica NPC Ukrenergo . “Senza un sistema di raffreddamento funzionante, causeranno notevoli danni all’ambiente a causa di un aumento del fondo radiazioni. Né un sistema di raffreddamento né un sistema antincendio funzioneranno alla centrale nucleare di Chornobyl senza elettricità. Il ripristino delle linee elettriche che riforniscono questa struttura critica ed estremamente pericolosa è un problema di urgente importanza. Per ripristinare le linee elettriche, vista la situazione attuale, è necessario che l’aggressore lasci il sito della centrale nucleare di Chornobyl e le aree limitrofe, così le squadre di riparazione di Ukrenergo potrebbero riabilitare le linee elettriche danneggiato dai barbari russi. Faremo tutto il possibile per poter effettuare i lavori di riparazione necessari”. –scriveva in una nota Vladimir Kudrytskyi, capo dell’azienda elettrica. Ci sono state conseguenze gravi a seguito di questa interruzione di corrente elettrica nella centrale di Chernobyl? Se si, quali potrebbero essere? Possono esserci stati bombardamenti che hanno interessato le aree vicine la centrale? Al momento gli interrogativi sono tanti, troppi e le risposte continuano a rimanere poche, purtroppo…

Angelo Barraco
Angelo Barraco
Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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