Marsala, “Canzoni QUASI Poesie”: Michele Pantaleo presenta il suo disco ‘intimo e universale’ dove “Ammiscamentu e paci” sono l’antidoto ad ogni guerra

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Sabato 26 marzo, alle ore 18, nell’“Auditorium Vito Trapani”, presso l’associazione Carpe Diem, il musicista svelerà un viaggio musicale iniziato negli anni ’70 dove la lingua siciliana si veste di poesia per aprire le porte del cuore e la chiave è fatta di ferro (come le corde della chitarra), legno e note. Sa di casa un brano dedicato al “deserto” marsalese: Ciaciaru, dove il paesaggio delle Sciare diviene simbolo del sentire dell’anima. E in tempo di guerra Michele Pantaleo ha un suo antidoto: “ammiscamentu e paci”, dove solo la contaminazione tra i popoli è la soluzione ad ogni conflitto: “s’ammisca u ‘ngegnu, u sangu e lu sururi”. L’ingresso è libero e gratuito con green pass.

Una musica che apre la porta del cuore, lo fa attraversando gli anni e svelando un’anima che si racconta attraverso le corde di una chitarra, che soffia di fiati che sono aneliti di sogno e consapevolezza, che usa il siciliano – o meglio, il marsalese – per far sì che ogni parola sia più vera e profonda. È il lavoro di una vita passata tra le note “Canzoni QUASI Poesie”, il disco di Michele Pantaleo che sarà presentato il prossimo sabato 26 marzo, alle ore 18, nell’“Auditorium Vito Trapani”, presso l’associazione Carpe Diem che si trova in via Armando Diaz 2. Già la copertina – a cura di Manolo Linares – è un racconto che riunisce tre generazioni: “mio padre era un bottaio – rivela Michele Pantaleo – e quindi sapeva maneggiare il ferro, i chiodi, il legno, ma era anche un violinista e in tarda età anche un mandolinista. La musica che io suono, la mia musica, è anche la sua. Scorre nelle nostre vene, e ora continua a scorrere nelle vene di mio figlio Gianluca, che insieme a Gregorio Caimi ha curato il progetto di questo disco. Manolo Linares ha immortalato tutto questo cuore nostro, attraverso una foto (di Giò Vacirca) che raffigura una serratura della casa in cui sono nato. Serratura a forma di cuore, che si apre con la chiave che è questo mio, anzi nostro, lavoro”. Il cd raccoglie 18 brani che sono “quasi poesie” perché racchiudono il flusso dell’anima di Michele Pantaleo che è anche cantante, oltre che musicista. Ci si trova la “bossanova” “Dimmi chi mi voi”, ma anche brani intimi che sono dell’artista eppure sono universali, come “Lassez faire lassez passaire” il cui titolo francese racchiude sapienze tutte siciliane e afferma: “u tempu nun aspetta ‘u tempus sinni va/ chiddru chi un cancia arresta ‘a storia ‘u rici già”.
“È un progetto di world music – spiega Michele Pantaleo – che racconta la sicilianità attraverso modi di dire, immagini e ricordi del sentire quotidiano nel quale possono riconoscersi molti come probabili protagonisti. Da ragazzo cominciai a comporre canzoni con testo dialettale, che poi riposi in un cassetto. Mi ritrovai ad averne trentasei, 18 dei quali hanno trovato luogo in questo disco”.  Gli altri 18 sarà possibile acquistarli on line, sulle migliori piattaforme, a partire dal prossimo maggio.
Ad accompagnare Michele Pantaleo (che suonerà chitarre, flauto, sax, clarinetto e tastiera) in questo viaggio introspettivo e al tempo stesso universale sono stati i musicisti: Gianluca Pantaleo (produzione artistica/musicale – basso – contrabasso – pianoforte), Dario Li Voti (batteria), Natale Montalto (fisarmonica), Gregorio Caimi (registrazione, mixaggi). La produzione e distribuzione sono a cura dell’etichetta toscana EmDabliuEm. “Canzoni quasi poesie“ dall’1 maggio sarà distribuito sui maggiori store on line  in 240 paesi.
La musica canta anche all’anima mentre soffiano venti di guerra. L’antidoto di Michele Pantaleo è una meravigliosa contaminazione: “Ammiscamentu e paci si senti dintra u cori/ Ammiscamentu e paci lu dissi lu Signuri”, dove i popoli si mischino come i profumi con i sapori.
Chicca del disco un brano tutto dedicato a Marsala: “Ciaciaru”: un tributo al paesaggio unico delle Sciare, o Xiare (con la X greca) dove la desolazione del paesaggio (unico e anche considerato zona protetta) diviene una condizione dell’anima, un’asprezza che rinnova i ricordi “e ancora sentu i ciari dintra u cori e u cori batti dintra i ciari”.  
“Canzoni QUASI Poesie” sarà portato in concerto a maggio al Teatro Impero.
Molto più che una mera presentazione, sabato prossimo, 26 marzo, presso il Carpe Diem, Michele Pantaleo eseguirà alcuni dei brani contenuti nel disco in versione acustica.
Ai giornalisti intervenuti sarà fatto omaggio del CD.

Redazione
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