
La quinta giornata di voto per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, si è aperta alle ore 11:00 ed è finita alle 14:00. Ancora fumata nera. Il centrodestra ha puntato tutto su Maria Elisabetta Alberti Casellati, dopo la rosa dei tre nomi (Letizia Moratti, Marcello Pera e Carlo Nordio), che sono sfumati lentamente all’orizzonte: la candidatura si è infranta. In questa quinta tornata di voti, Maria Elisabetta Alberti Casellati ha ottenuto più di 300 volti, con un quorum di 505. Sergio Mattarella, che ieri era stato il più votato con oltre un centinaio di voti, nelle votazioni mattutine di oggi si è posizionato al secondo posto con 46 voti. Dietro di lui Nino Di Matteo, con 38 voti. Ci sono stati 406 astenuti e 11 schede bianche. Nella sesta votazione serale, che si è aperta alle ore 17:00 ed è finita dopo le 20:30, il più votato è stato Sergio Mattarella. Un voto che però risulta ormai fine a se stesso, sulla base delle ultime novità emerse e bisogna considerarlo come voto affettivo e di stima nei riguardi del Presidente uscente perché il centrosinistra e il centrodestra hanno trovato un accordo, puntando su Elisabetta Belloni.
La politica sembra aver trovato una linea comune per la scelta del prossimo Presidente? Sembra proprio di no. Gli angoli si sono spaccati, frammentati e il tetto è crollato. Tra le fila di maggioranza e dell’opposizione, ci sono in questo momento delle spaccature insanabili per imbastire una qualsiasi forma di dialogo che possa portare ad una scelta univoca. Non è stata trovata una direzione politica comune e le scelte adottate, ad oggi, sembrano delle vere e proprie guerre fredde in opposizione all’attacco del giorno prima. Un botta e risposta per dimostrare al nemico la propria incapacità, in un territorio ostico e pieno di ombre e franchi tiratori. Verrebbe da pensare che la candidatura della Casellati nel corso della quinta elezione, sia stata dimostrativa, anche perché molti voti sono stati dispersi tra Berlusconi e Tajani quindi il centrodestra non si è dimostrato coeso. La Casellati, quindi, esce di scena.
L’ipotesi di un Matterella Bis sembra diventare un’ipotesi sempre più concreta, con un segnale forte che arriva da tutte le forze politiche. O forse no? L’idea che Draghi possa andare al Quirinale, quindi, sfuma definitivamente? Tante ancora le domande in ballo e poche le risposte. Se dovesse esserci il Mattarella Bis, non durerebbe sette anni, e l’ipotesi di Draghi al Quirinale potrebbe essere soltanto rimandata di qualche anno, giusto il tempo di assestare gli equilibri della politica interna. Ma che situazione si è prospettata in questa quinta giornata di elezioni? Matteo Salvini aveva chiesto un vertice di tutti i leader della maggioranza, prima della votazione di questa mattina. L’incontro però non è avvenuto. Nessuna certezza in questa previsione di solidità perché c’era sempre il fuoco amico e i franchi tiratori non sono mancati. La domanda però sorge spontanea: perché è stata candidata la Casellati? Per “Bruciarla” e lanciare un messaggio concreto alle altre forze politiche? L’obiettivo di fondo era il Mattarella Bis? L’ipotesi diventa concreta. Il nome di Casini intanto riemerge nuovamente in questa giornata di attese e proposte, proprio come accaduto nei giorni scorsi. Ancora è tutto in ballo. Matteo Salvini, alle ore 12:00, con le urne ancora aperte, ha tenuto una conferenza stampa alla Camera dei Deputati. Il leader del Carroccio ha criticato la dissertazione della sinistra dal voto di oggi e questa spaccatura che non trova un punto d’incontro. Salvini ha ribadito l’importanza della Casellati; prima donna che potrebbe rivestire questo ruolo alla Presidenza della Repubblica per competenza ed esperienza. Salvini ha criticato un centrosinistra che “lotta per le donne” ma poi –secondo quanto ha dichiaratp- prende le distanze dalla possibilità di sceglierne una, non in quanto donna ma in quanto competente e “degna succeditrice di Mattarella”. Salvini però è sembrato astrattamente confuso e contraddittorio in questa conferenza stampa, dicendo di essere pronto ad accogliere proposte da parte del centrosinistra.
Il centrodestra, che ha incassato la sconfitta della Casellati, aveva deciso di votare scheda bianca. Il centrosinistra, secondo quanto emerge, propende per un Mattarella-bis anche se quest’ultimo ha più volte ribadito di non voler intraprendere un secondo mandato. Il nome di Sergio Mattarella, quindi, torna in campo: ma se Mattarella non dovesse accettare? Si punta su Casini? Draghi oppure Giuliano Amato? Puntare sulla Casellati era forse una strategia per riaprire la discussione su Mario Draghi?. La domanda rimane aperta: perché Salvini ha candidato la Casellati? La partita è rimasta aperta, si riaprono le riunioni e i tentativi di confronto per arrivare ad una decisione condivisa. canali di comunicazione tra centrodestra e centrosinistra; entrambe le forze politiche hanno fatto sapere -attraverso le agenzie di stampa- di aver intavolato discussioni e che sembrano aver portato ad un risultato positivo. Intorno alle ore 19:00, con le urne ancora aperte, il segretario del PD Enrico Letta ha risposto alle domande dei giornalisti, sottolineando che il centrosinistra sta cercando un Presidente o una Presidente all’altezza di Mattarella. Ciò significa che il centrosinistra non punta su Mattarella? Non ha parlato di nuovo incontro. Letta ha sottolineato che hanno tra le mani una rosa di nomi e che si muovono secondo i loro tempi, quindi non è detto che l’elezione possa avvenire in tempi celeri e quindi si possono dilatare ulteriormente scenari. Pochi minuti dopo, anche Matteo Salvini è intervenuto ai microfoni della stampa. Si è detto dispiaciuto per come è andata la situazione con la Casellati e ha aggiunto: “sto lavorando perché ci sia un Presidente donna”. Lo stesso concetto lo ha espresso anche Giuseppe Conte. Il nome di questa donna? Elisabetta Belloni. Quindi, entrambe le forze politiche del paese (centrodestra e centrosinistra), hanno trovato un accordo, puntando su una figura unitaria, dopo giorni di trattative, per votare ed eleggere la prima Presidente donna della storia repubblicana.



























