
La manifestazione contro il Green Pass e il vaccino che si è tenuta il 15 gennaio, in Piazza San Giovanni a Roma, ha radunato circa 5000 manifestanti. Pochissimi indossavano la mascherina, nessun distanziamento sociale e tanti cartelloni. Immancabili gli slogan e i cori come “Libertà! Libertà!”, “giù le mani dai bambini” oppure il sempreverde “la gente come noi non molla mai”. C’erano striscioni in supporto a Pamela Testa, la militante di Forza Nuova coinvolta nei fatti del 9 ottobre 2021, insieme ai leader di estrema destra Giuliano Castellino e Roberto Fiore. Non sono mancati gli insulti al Premier Draghi, da parte dei negazionisti del vaccino, del green pass e del covid. Tanti gli interventi che si sono susseguiti sul palco, come quello di Angelo Giorgianni; giudice sospeso dallo stipendio e dalle sue funzioni della Corte d’Appello di Messina che il 9 ottobre scorso ha parlato proprio dal palco delle manifestazioni negazioniste di Roma, giorno in cui si compiva l’assalto alla CGIL per mani degli estremisti di destra. Tra una sfilata sul palco e l’altra è arrivato anche l’attore Enrico Montesano, ormai simbolo del negazionismo, con il suo intervento al popolo no-vax che lo ha accolto con applausi ed ovazioni: “vogliamo dare un messaggio di pace e di speranza ma allo stesso tempo di disobbedienza civile” ha sottolineato al microfono. Sono intervenuti poi altri manifestanti che hanno espresso le loro stravaganti teorie del complotto, congetture e fantasiose ipotesi in merito al passaporto vaccinale e al vaccino.
Tra cartelloni con slogan offensivi e rime in fila, informazioni in merito al covid raccattate alla meno peggio in rete e insulti rivolti alla stampa, una parte di manifestanti è scesa in strada. Ci sono stati momenti di tensione con le forze dell’ordine. Un gruppo di manifestanti si è diretta verso le forze dell’ordine al grido di “libertà libertà”. Gli organizzatori hanno poi fermato in gruppo. Molti si sono seduti per terra, di fronte al cordone delle forze dell’ordine. Qualcuno ha continuano a filmare tutto lo smartphone in mano, mentre qualche oratore spiegava al megafono la necessità di opporsi al controllo sanitario, al vaccino e al green pass che da molti negazionisti viene definito inopportuno e anticostituzionale.
Manifestazioni NoVax anche a Milano, organizzata dal movimento “Italexit” di Gianluigi Paragone. Anche in questo caso –proprio come accaduto a Roma- c’erano i vip a rappresentare il popolo negazionista che sfilavano sul palco. Questa volta è toccato all’ex pilota di MotoGP Marco Melandri, che in piazza XXV aprile ha detto “dobbiamo dare la libertà ai ragazzi di fare sport, non possiamo negarlo. Io non voglio essere ne contrario né a favore dei vaccini ma la libertà è un diritto. Ho deciso di espormi perché non ho più nulla da perdere”. L’ex campione delle due ruote ha parlato anche della sua esperienza con il Covid, raccontando di averlo preso di proposito: “l’ho fatto apposta per poter essere in regola almeno qualche mese e non è stato nemmeno facile. Mi sono dovuto contagiare per necessità, dovendo lavorare e non considerando il vaccino un’alternativa valida”. Presente in piazza anche il virologo e biologo Luc Montagnier, premio Nobel per la medicina nel 2008 e contrario ai vaccini contro il Covid-19. La comunità scientifica ha fortemente criticato le sue posizioni.
Di fronte a circa 2mila persone, l’89enne ha detto che: “questi vaccini non ne impediscono la trasmissione. Questo vaccino non funziona”. La giornata non si è fermato a questo perché c’è stato poi un lungo corteo di urla, slogan, successivamente arginato da un cordone delle forze dell’ordine. Non sono mancati però gli episodi di tensione tra manifestanti e forze dell’ordine. Intorno alle 19, il corteo era stato ufficialmente sciolto. Tra le tante bandiere che i negazionisti sventolavano nei cieli di Milano, c’era anche quella di Kekistan. Che cos’è? Si tratta di una bandiera con sfondo verde, un cerchio bianco al centro contenente quattro lettere “K” rovesciate e quattro strisce nere di diverse dimensioni che creano quattro spazi. Graficamente rievoca la bandiera nazista ma, esattamente, cosa rappresenta? Che cosa significa? Questa bandiera, apparsa anche Capitol Hill, durante l’assalto al Campidoglio, compiuta dai sostenitori di Donald Trump, nel corso del tempo è stata associata a gruppi neonazisti. In realtà si tratta di semplice ironia, sarcasmo e satira. Tutto nasce sul web e rappresenta una critica al politically correct.



























