martedì , 9 Agosto 2022

Vaccini. Ore di fila tra disorganizzazione e freddo. Il racconto di un nostro lettore…

Un pomeriggio di ordinaria confusione.
Domenica pomeriggio. Appuntamento per la prima dose del vaccino COVID per la categoria 5-11 anni. Con mia moglie e mio figlio ci presentiamo alle 14:45 al Campus Biomedico presso l’ospedale Paolo Borsellino. Tante persone accalcate di fronte la porta del campus. Nessuna fila. Ci avviciniamo. Chiediamo. Noi eravamo prenotati. Per cui non riceviamo nessun numero. Dopo aver comunicato la nostra presenza, dobbiamo solo aspettare che ci chiamino. Nel frattempo la calca aumenta. Arrivano anche gli adulti non prenotati per la terza dose. Evidentemente la paura adesso è tanta. Si continua ad aspettare sotto un vento pungente. Ogni tanto un po’ di pioggia. Nel frattempo i genitori cominciano a perdere la pazienza. Gli animi si scaldano. C’è freddo. Vento. I genitori chiedono di entrare ma non c’è molto spazio all’interno per tutta quella folla. Sono le 16:00. Ci chiamano. Entriamo. Il personale alla porta, nonostante la confusione si è sempre prestato gentile e professionale, anche quando l’insistenza dell’utenza superava i confini del buon senso e dell’educazione. Non si può colpevolizzare ne gli utenti e neppure chi da mesi gestisce le vaccinazioni con decisioni piovute dall’alto che non sono supportate da adeguate risorse. Dopo due anni di pandemia non esistono file per fasce di età o file per prenotati e non prenotati. Non esiste una tenda che ripari adeguatamente l’utenza dal sole d’estate e dal vento e dalla pioggia in inverno. Non esistono segnali ed indicazioni. Per cui l’unico modo di chiedere informazioni è accalcarsi alla porta per cercare di avere spiegazioni su come fare la fila.
È stato molto deprimente vivere ed assistere questo spettacolo. Dopo due anni di pandemia, l’organizzazione è ancora ferma ai tempi dell’emergenza. Eppure tutto intorno a quella calca puzza di incompetenza e di pressappochismo. Alla fine, dopo 2 ore e 15 minuti, riusciamo a far vaccinare nostro figlio. Dopo la consueta attesa di 15 minuti ci avviamo verso l’uscita e notiamo che qualcuno aveva chiamato i carabinieri. La calca continua. Noi finalmente torniamo a casa.

A proposito di Nicola Donato

"Essere scettici, realistici e prudenti è assolutamente necessario, altrimenti non si potrebbe fare il giornalismo". Il pensiero di Kapuscinski è anche il mio. Fin da piccolo sono stato sempre appassionato di giornalismo. A scuola fondai un giornalino dal nome "Fatti e idee". La mia passione fu alimentata negli anni novanta, in piena età adolescenziale, da mio padre che conduceva trasmissioni radiofoniche di carattere sportivo presso l’emittente marsalese Radio Azzurra. La passione per il giornalismo cominciò a diventare anche un lavoro a partire dal 2005. Ecco, in rapida successione, le mie esperienze maturate nel campo giornalistico: 2005 – 2007 Conduttore televisivo emittente Canale 2 Marsala; 2007 – 2012 Redattore presso il quotidiano “Il Corriere Trapanese”; 2012-2014 Telecronista Ermes Tv Marsala; 2014 a tutt’oggi direttore del periodico cartaceo “Leggo Città Marsala”; Dal 2015 a tutt’oggi conduttore televisivo presso l’emittente televisiva Canale 2 Marsala; Dal 2022 direttore dell'emittente televisiva Canale 2. Dal primo dicembre del 2019 Leggo Città ha stretto una collaborazione con un gruppo editoriale locale permettendo la nascita di Trileggo di cui ne sono il Direttore. 14/10/2018 Premiato come ospite d'onore alla 19ma edizione del premio Europeo Tindari; 16/01/2021 conferimento d'onore da parte della Fondazione Internazionale Papa Clemente XI di Tirana (Albania) quale membro d'onore per proficua attività giornalistica svolta.

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