
Il Monumento ai Mille di Marsala è in totale stato di abbandono e degrado. All’interno della struttura vige il disordine più totale, con mobili accatastati, sedie capovolte, tavoli buttati a terra, complice, pare un atto vandalico da parte di ignoti. I vani erano chiusi da tempo perché il monumento risulta inagibile. Ci sono fogli sparsi sul pavimento e sacchetti della spazzatura. Un disordine incontrollato, per una struttura che avrebbe dovuto accogliere i turisti. Nulla da fare, neppure dopo 35 anni di tira e molla e tanti soldi spesi per una costruzione tanto ambita quanto discussa, con un risultato finale che non è riuscito a portare beneficio alla città. Pare non si abbiano più notizie, tra le tante cose, di un “porta listino”, con copertina nera, in formato A4, con 100 custodie trasparenti, che si trovava in origine poggiato sul bancone. Veniva utilizzato dal personale, nel momento in cui venivano turisti per chiedere informazioni sui garibaldini.
All’interno di quel faldone pare fossero inseriti ritagli di stampa sull’attività di accoglienza, informazione e documentazione svolta fin dalla inaugurazione del Monumento; il Supplemento al N° 266 della Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia – 12 novembre 1878, ormai deteriorata dalla intensa consultazione; un’altra copia della Gazzetta Ufficiale precedente; l’Elenco dei Mille per provincia di provenienza con i dati dalla pubblicazione del Bevilacqua del 1982; alcune foto ed articoli che testimoniavano il lavoro svolto ed i giudizi espressi da visitatori e cultori delle patrie memorie. Il materiale appartiene al Centro Internazionale di Studi Risorgimentali Garibaldini, raccolto e conservato come uno strumento prezioso di lavoro dal personale incaricato che si occupava di accogliere i visitatori o assistere coloro che erano interessati a individuare il garibaldino di loro interesse e cercarlo nelle lastra. Questo prezioso faldone, contenente materiale importante e storico, attualmente non si troverebbe più poggiato su quel bancone. La domanda, dunque, sorge sponganea: il prezioso materiale storico è stato recuperato in tempo? Oppure i vandali lo hanno disperso all’interno del Monumento, quindi sotto i cumulo di sedie, tavoli rovegliati e spazzatura accatastata di ogni tipo? O peggio ancora, qualcuno se ne è appropriato portandolo via?

Sembrano lontani quei giorni del 2016 in cui a Marsala veniva inaugurato il Monumento ai Mille. Una struttura che in trent’anni ha visto passare sindaci di ogni colore politico, presidenti, poi ancora detrattori e promesse elettorali di ogni genere. Era stato il Presidente del Consiglio Bettino Craxi a poggiare la prima pietra nel 1986, celebrando l’importanza lo Sbarco dei Mille avvenuto l’11 maggio 1860, l’Unità d’Italia e il Risorgimento. L’inaugurazione completa dell’opera è avvenuta con l’amministrazione guidata dall’allora Sindaco Alberto Di Girolamo. Un evento che ha riunito tanti cittadini, ragazzi di tutte le scuole, la stampa di tutta la Sicilia e non solo. Tanto clamore e un’attesa trentennale cosa hanno portato? L’abbandono. Sembrano lontani infatti i tempi in cui i turisti guardava il tramonto dall’alto e la struttura interna ospitava una sala convegni con tante sedie bene ordinate in fila, opere che raccontavano la storia e un info poit dedicato ai turisti che arrivavano in città, pronti a visitarla e conoscerla. Un ricordo lontano anche la presenza di un personale gentile e accogliente che si è dimostrato pronto a raccontare la storia dei 1.089 garibaldini collocati sulle due facciate della struttura. Tanti, tantissimi, infatti si sono lamentati in questi anni di una struttura che avrebbe avuto un ottimo potenziale enorme di crescita per l’accoglienza turistica nella città di Marsala, possibilmente anche con l’utilizzo di mezzi tecnologici più all’avanguardia che avrebbero potuto consentire la narrazione della storia dei 1000 attraverso video e animazione, anche in 3D. Non hanno funzionato neppure gli orari di apertura e i numerosi turisti che nel corso di questi anni si sono avventurati a Marsala per visitare il Monumento e conoscerne la storia, dopo aver consultato gli orari, si sono ritrovati davanti una porta chiusa, il vuoto all’interno e un telefono che squillava senza nessuna risposta. Trentacinque anni di attesa, spazzati via dal vento e dalla furia di chi è entrato senza bussare.






























