
Inizia stamattina, 18 ottobre, lo sgombero dei “No Green Pass” al varco 4 del molo VII di Trieste. Le manifestazioni sono iniziate sin dalle prime ore della mattinata: molti erano seduti inizialmente per terra. Tensioni sin da subito tra manifestanti e forze dell’ordine. Le dimissioni di Stefano Puzzer (presente alla manifestazione), leader de coordinamento dei lavoratori, hanno portato un grande scompiglio tra i lavoratori che improvvisamente si sono ritrovati senza un leader, ascoltando le sue dichiarazioni contraddittorie. I No Green Pass hanno cercato di forzare il cordone della Polizia: in un primo momento i manifestanti hanno tentato di abbatterlo ma sono stati arginati con gli idranti e i fumogeni. Molti sono stati allontanati anche di peso. Qualcuno dei presenti si è sentito male, altri sono svenuti e sono stati aiutati dalle stesse forze dell’ordine che li hanno assistiti. Diversi i fermati tra i manifestati. Dopo essere stati allontanati con gli idranti, la protesta si è spostata in strada, che in breve tempo si è riempita di fumogeni, bottiglie di vetro e oggetti di varia natura lanciati dai manifestanti contro la Polizia: qualche agente sarebbe rimasto ferito durante gli scontri. I manifestanti si sono spostati poi in Piazza della Repubblica, di fronte la Prefettura di Trieste, dove hanno tenuto un sit-in. Seduti per terra, alcuni portando in mano l’immagine sacra dei santi, i No Green Pass hanno manifestato subito l’intento di fare una manifestazione pacifica e diversa rispetto a quella violenta che c’era stata la mattina. Nel pomeriggio i manifestanti si sono alzati tutti in piedi, intonando nuovamente gli slogan di quella che enunciata come protesta pacifica. Ma è durata poco quella sedicente protesta pacifica. Molto poco perché i manifestanti si sono riversati lungo le strade della zona del porto e hanno cominciato a lanciare oggetti contro le forze dell’ordine. Qualche agente è stato colpito. I No Green Pass hanno bruciato un cassonetto della spazzatura, un altro cassonetto invece è stato messo lungo la strada per intralciare il percorso. La Polizia, posizionati al centro della strada, è stata colpita con oggetti di vario tipo dai manifestanti, da ogni angolo della strada. Gli agenti hanno risposto con gli idranti e i fumogeni.
Proprio in merito agli idranti utilizzati dalla Polizia per allontanare i manifestanti, il leader della Lega Matteo Salvini che nel 2014 diceva “io sto con i poliziotti e le forze dell’ordine”, adesso sembra aver cambiato totalmente registo, commentando così con un tweet i fatti di Trieste: “Settimana scorsa si permette a un manipolo di neofascisti di mettere a soqquadro Roma, oggi si usano gli idranti contro i pacifici lavoratori e cittadini a Trieste. Ma al Viminale come ragionano?”.

Anche Giorgia Meloni, che fino al 2018, scriveva sui social: “Fratelli d’Italia è dalla parte delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate. SEMPRE”, oggi cambia registro, intervenendo in merito alla situazione idranti con un tweet: “Idranti contro lavoratori in sciopero al porto di Trieste. Lo stesso Governo che nulla ha fatto per fermare un rave illegale di migliaia di sbandati e l’assalto alla Cgil, usa gli idranti contro lavoratori che scioperano pacificamente. E i sindacati muti”.


Lo scompiglio al molo di Trieste, stamattina, poi quello lungo le strade nel pomeriggio, con gli scontri violenti che ne sono conseguiti, ha certamente avuto inizio dopo le dichiarazioni contraddittorie del portavoce Puzzer che è passato da “Battaglia vinta, torniamo a lavorare” a “presidio continua” contro il Green Pass obbligatorio. I portuali si sono trovati quindi senza un leader, indeboliti e arrabbiati. Indubbiamente non coordinati e con azioni individuali, i portuali lentamente hanno subìto una frantumare e il senso comunitario li ha trasformati in due gruppi di protesta: quelli violenti e quelli non violenti. Il realtà non è stato così perché Puzzer era con loro durante le manifestazioni. C’era, era presente. Questa scissione tra portuali ha certamente una data d’inizio, ovvero il 16 ottobre, quando Puzzer ha annunciato che i lavoratori avrebbero ripreso le loro attività già il giorno successivo: aveva ottenuto un incontro con i rappresentanti del governo e del Senato, per il 30 ottobre. E poi? Pochi minuti dopo un gruppo di “No Green Pass” ha accerchiato Puzzer perché non hanno gradito questa scelta: viene attaccato, contestato e alla fine è stato costretto a fare un passo indietro e far continuare il presidio fino al 20 ottobre, aggiungendo che se il 30 ottobre non ci sarà l’abolizione del Green Pass obbligatorio, bloccheranno il paese. Gli altri leader della protesta, scoperto il passo indietro di Puzzer, si sono arrabbiati con lui perché è venuto meno agli accordi presi. Si è creata una spaccatura tra i portuali: da un lato quelli No Green Pass, ma disposti a tornare a lavoro in attesa del 30 ottobre, da un lato il movimento più radicale che invece ha convinto Puzzer a fare un passo indietro sulla sua scelta. E’ servita a poco la sfilata di Enrico Montesano, che ormai è diventato No Green Pass, e che si è recato al molo 4 del porto di Trieste per sostenere i lavoratori, tra applausi, complimenti e abbracci al suo arrivo, parlando poi di “libertà”. Alla manifestazione era presente anche l’ormai ex generale dei carabinieri e leader dei Gilet arancioni, Antonio Pappalardo, per dare la sua solidarietà ai lavoratori “contro il green pass e contro la vaccinazione obbligatoria”. I video sui social, le foto e questa convinzione di aver fermato il tempo in un video, attraverso l’oratoria pubblica, non ha impedito ai leader della protesta o ai manifestati di cambiare il corso delle cose o peggio ancora di dividersi, spaccarsi e non rimanere coesi. Nella giornata di ieri, 17 ottobre, Stefano Puzzer ha comunicato che “ho rassegnato le dimissioni dal Clpt Trieste poiché è giusto che io mi assuma le mie responsabilità. Una di queste è la decisione di proseguire il presidio fino al 20 ottobre. La decisione è soltanto mia, non è stata forzata da nessuno anzi, non volevano accettarle ma io l’ho preteso”.



























