
Il Green Pass entra ufficialmente obbligatorio in Italia a partire da venerdì 15 ottobre, sia nel pubblico che nel privato. Ci saranno quindi controlli per accertare che le linee guide del governo Draghi vengano rispettate. Le manifestazioni No Green Pass sono iniziate ufficialmente a Napoli, il 14 ottobre, sul lungomare, intorno alle ore 21:00. Un lungo corteo ha marciato in strada, urlando “libertà, libertà” e ribellandosi contro il Green Pass obbligatorio che sarebbe entrato in vigore nei luoghi di lavoro, pubblici e privati, a partire dal 15 ottobre. Una bara stratificata, piena di lumini accesi con al centro la costituzione è stata trasportata alla testa del corteo, mentre alle spalle sono state sventolate bandiere, fiaccole e urlati slogan e poi ancora slogan come “giù le mani dai bambini”. Uno dei cittadino che trasportava la bara alla testa del corteo e che urlava “studiate!”, portava sul petto la stella di Davide di colore giallo, proprio come quella che veniva utilizzata dai nazisti durante la shoah per identificare gli ebrei. Sempre questo cittadino, urlava e insultava coloro i quali sedevano al ristorante a mangiare, quindi i cittadini vaccinati. “E’ una pandemia dei non vaccinati” urlano i manifestati, mentre si dirigevano verso la Regione al grido di “No Green Pass! No Green Pass!”, insultando il Presidente Vincenzo De Luca.
Sin dalle prime luce dell’alba del 15 ottobre, i lavoratori del porto di Trieste si sono radunati ai varchi, annunciando lo sciopero contro il Green Pass. Protesta contro il Green Pass anche a Genova, a Ponte Etiopia, dove i manifestanti hanno rivolto insulti e ci sono stati anche dei momenti di tensione che stavano per sfociare in risse. Alcuni invece hanno provato i giornalisti che facevano la diretta, infastidendoli e impedendoli e intralciando la diretta video. Alle ore 09:00 del mattino hanno cominciato a urlare alcuni slogan come “no green pass” o “libertà”. Una mattinata cominciata in modo tranquillo, alcuni avevano portato anche da mangiare per i presenti. Il clima era apparentemente disteso tra i manifestanti, anche se ad un certo punto i manifestanti hanno tentato di bloccare le auto in ingresso. Nella tarda mattinata iniziano a manifestarsi i primi cori contro Draghi, accompagnati da cartelli e slogan ormai noti.
Manifestazioni anche a Fiumicino da parte degli ex lavoratori Alitalia, che si sono riuniti di fronte al Terminal 1, sbattendo le mani contro le porte d’ingresso dell’aeroporto, sotto le bandiere CUB, CGIL e altri e intonando cori. “Ci sono ottomila persone che perdono il posto di lavoro”, dice un manifestante al microfono, sottolineando “siamo tra persone civili. Non siamo come i fascisti”. Nel pomeriggio, intorno alle ore 16:15, le strade di Roma si sono affollate di manifestanti No Green Pass che simbolicamente hanno distribuito fiori alle forze dell’ordine, in segno di pace, ringraziandoli per il lavoro che stanno svolgendoli e la protezione che svolgono in ogni angolo della città. Un momento molto intenso, anche di commozione per i presenti, in cui i manifestanti hanno voluto simbolicamente prendere le distanze dagli scontri compiuti dai fascisti il 9 ottobre scorso. I manifestanti si sono radunati poi al circo Massimo, dove ha preso la parola l’Avvocato Edoardo Polacco che ha detto: “la grande differenza tra i sindacalisti, i politici e noi è che loro raccontano favole e fandonie, noi siamo nei tribunali d’Italia a difendere i diritti del lavoro. Siamo col fiato sul collo al nostro nemico numero uno: il governo che ci priva del lavoro”. Alcuni manifestanti sventolavano al cielo la bandiera con su scritto “Io sto con l’Avvocato Polacco”. Non mancano gli attacchi alla Cgil, le parole di denigrazione al sindacato che il 9 ottobre ha subito un attacco fascista e che, secondo l’Avvocato, si “è venduto ai giganti della politica e il gigante della politica si chiama Brunetta”. Tante dei No Vax nei confronti di un vaccino che, a detta loro, viene sopravvalutato, ma anche tante critiche al Dott. Fauci, ad una scienza che secondo i No Green Pass rappresenta “una distorsione cognitiva che porterà ad una distruzione dell’essere umano”. Poi i NoVax hanno iniziato a delirare dicendo assurdità come che i vaccini modificherebbero il DNA, le emozioni dei bambini che perderebbero le emozioni e le funzioni intellettive. Un delirio fantasioso di congetture surreali che si ramifica nella più bassa fanghiglia del web, o tra le chat di telegram, attraverso fake new che alimentano ormai da mesi un popolo che continua ad opporsi insistentemente ad una scienza inoppugnabile che, invece, lotta in trincea, giorno dopo giorno,ormai da quasi due anni per sconfiggere un virus che ha decimato milioni di morti in tutto il mondo.

Proteste No Green Pass anche in centro a Milano, dove i manifestanti hanno urlato “resistenza! Resistenza”, sfilando lungo le strade imporre il loro dissenso. Tanti giovani, alcuni con lo zaino in spalla, presumibilmente anche liceali. Un lungo corteo, presidiato dalle forze dell’ordine. “Solidali non con la CGIL ma con i portuali” recitava lo striscione posto al centro della piazza, davanti ai manifestanti che ascoltavano gli oratori che si alternavano, raccontando le proprie testimonianze. C’è stata un’insegnante che al microfono ha parlato di un Green Pass “che distrae dai problemi reali del paese”. Nel tardo pomeriggio, intorno alle ore 18:00, un nutrito gruppo di manifestanti, ha espresso il proprio dissenso conto il Green Pass lungo le vie del centro, accompagnato da fischi, bandiere e slogan al grido di “Libertà! Libertà!”. Le forze dell’ordine hanno controllato e sorvegliato i punti sensibili, onde evitare possibili scontri. Il gruppo ha attraversato Piazza Duomo, dirigendosi verso la Galleria, presidiata da un nutrito gruppo di forze dell’ordine che hanno bloccato l’ingresso. Il corteo di manifestanti “No Green Pass” ha poi sfilato lungo le vie della città, fino al calar della sera, tra le autovetture e gli scooter, gli incroci e un traffico che è stato letteralmente bloccato: la maggior parte ha sfilato tra le autovetture, altri si sono inginocchiati o coricati per terra. I manifestanti hanno poi insultato gli automobilisti perché, a detta loro, hanno la colpa di essere tornati da lavoro, mentre loro invece non ci possono andare, avendo scelto di non vaccinarsi e quindi non disponendo di un Green Pass, ormai necessario per legge. Sono stati rivolti insulti pesanti anche agli automobilisti in coda, per il semplice fatto che indossavano la mascherina all’interno della loro autovettura. Paradossalmente e in piena contraddizione con lo spirito del corteo e la politica No Vax/No Mask/ No Green Pass che si oppone ad ogni forma di costrizione, anche alcuni partecipanti al corteo indossavano la mascherina. Il delirio dei No Green Pass li spingeva poi a fermare le autovetture e suggerire agli automobilisti di non vaccinarsi. Il giorno dopo, ovvero il 16 ottobre, nel tardo pomeriggio, intorno alle 17:00, i milanesi hanno invaso il centro città urlando “libertà!” e ancora “Milano non si piega” con un Corteo pieno di bandiere, striscioni, slogan e insulti rivolti contro la manifestazione della CGIL a Roma, che si stava svolgendo in quel momento, e anche contro Landini. Qualcuno si era portato persino portato in mano in crocefisso, proprio come quelli della processione. Altri hanno portato in altro persino esposto in corteo l’immagine di Padre Pio, il Santo di Pietrelcina. Sono state rivolte parole di solidarietà ai lavoratori portuali triestini. Un cordone di Polizia ha bloccato il corteo. Alcuni manifestanti tenevano in mano dei fiori, mostrandoli simbolicamente alle forze dell’ordine. Tutto è gradualmente cambiato al calar della sera, quando il cordone delle forze dell’ordine ha impedito ai manifestanti di proseguire e quest’ultimi hanno iniziato ad inveire, prima con gli insulti e poi con istigazioni dirette. I manifestanti si sono messi faccia a faccia con i poliziotti, affrontandoli e insultandoli. I manifestanti “No Green Pass”, gli stessi che avevano insultato anche le forze dell’ordine, urlano al megafono “cerchiamo il dialogo con le forze dell’ordine e non lo scontro”. Improvvisamente il corteo cambia rotta, dirigendosi lungo un’altra arteria di Milano, sfilando tra slogan e insulti a Draghi ma si ritrova di fronte un altro cordone delle forze dell’ordine. Improvvisamente, il tanto annunciato corteo pacifista, degenera in una continua rincorsa tra le vie infine in scontri.

Sempre il 16 ottobre, ma alle ore 14:00, la CGIL si è riunita a Roma, a Piazza San Giovanni, sotto lo slogan #Maipiùfascismi. L’evento è stato annunciato sulle pagine social: “tutte e tutti a Roma perché il lavoro non ha paura”. Un messaggio chiaro, mirato e in risposta all’attacco la sede nazionale della CGIL ha subito per mano dei fascisti. Il corteo si è diretto in piazza intorno alle ore 13:00, con le strade romane piene di bandiere CGIL e manifestanti che hanno intonato in coro “bella ciao!”. Cortei di lavoratori e studenti provenienti da tutta Italia, con bandiere antifasciste, accompagnate da cori come: “siamo tutti antifascisti!”.
Quindi, ricapitolando, il movimento dei “No green pass” prende apparentemente le distante dall’attacco messo in atto dai fascisti a Roma, condannandolo, e regalano fiori alle forze dell’ordine e si professano pacifisti, poi, però, durante i cortei, i manifestanti hanno rivolto insulti pesanti a Landini perché non rappresenterebbe il sindacano e quindi si sarebbe un “venduto” – a detta loro- al governo Draghi. Hanno sottolineato, inoltre, che non sarebbero scesi in piazza con Cgil perché appoggiando il governo avrebbe rappresentato un tradimento alla libertà. Altri ancora, come accaduto pochi giorni fa a Milano, all’indomani dell’attacco fascista di Roma, hanno minacciato i sindacalisti della CGIL che presidiavano la sede, intimando loro di scendere in strada. La stessa CGIL che un giorno prima era stata attaccata e lo stesso attacco dal quale, a detta loro, prenderebbero le distanze. Una capriola inesorabile di contraddizioni in cui viene calpestata la storia, come nel corso delle manifestazioni “No Green Pass” in cui alcuni cittadini hanno portato al petto la stella di Davide. L’ultimo episodio è accaduto a Napoli, la sera del 14 ottobre scorso. E’ una data particolare quella del 16 ottobre perché nel 1943 i nazisti iniziarono il rastrellamento al Ghetto di Roma. Furono 1259 le persone, tra uomini, donne e bambini, costretti a lasciare le proprie case dalle SS. Era un giorno particolare quello per gli Ebrei, si celebrava il riposo e la festa di Sukkot. I nazisti erano sicuri di trovarsi a casa. Furono caricati in 18 carri bestiame e diretti ai campi di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Soltanto 16 ne sopravvissero.



























