Caso Denise Pipitone. Intervista Avv. Walter Marino, legale di Giuseppe Della Chiave: “il mio assistito viene visto come un mostro”

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La Procura di Marsala ha chiesto al gip l’archiviazione per Giuseppe Della Chiave e Anna Corona, entrambi iscritti nel registro degli indagati per il sequestro di Denise Pipitone. La notizia è stata resa nota al pubblico nel corso della trasmissione “Ore14”, condotta dal giornalista Milo Infante. Certamente l’Avvocato Giacomo Frazzitta, da sempre al fianco di Piera Maggio, avrà 30 giorni di tempo per studiare la mole di materiale prodotto in questo periodo dalla Procura. Si tratta infatti di oltre 4000 pagine che sono state prodotte in 4 mesi d’indagine. Quali saranno le prossime mosse adesso? Verrà presentata opposizione? “Sulla scelta della Procura della Repubblica di Marsala di avanzare richiesta di Archiviazione non abbiamo nessun commento da fare, attenderemo di acquisire l’intero fascicolo per analizzarlo e prendere le decisioni che il codice di procedura prevede”. E’ questo il messaggio che ha scritto Piera Maggio, mamma della piccola Denise che nel corso di questi 17 lunghi anni non si è mai arresa, che ha sempre avuto fiducia nella giustizia e che non ha mai smesso di cercare la propria bambina, malgrado le delusioni che lentamente si sono dissolte più e più volte davanti agli occhi.

“Sapete, io parlo, ho espresso i fatti così come sono sempre stati. Per cui parrebbe che a qualcuno sto antipatica…Si, perché avrei dovuto starmene zitta e far finire tutto nell’oblio. Ed è qui, che si sbagliano perché la bambina rapita è MIA FIGLIA E NO LA LORO!” . Scrive Piera Maggio sui social, ricordando a tutti che il dolore di una mamma si consuma nel silenzio di una casa in cui si custodisce il ricordo ma si coltiva anche la volontà scoprire la verità. Nessuno ha mai dimenticato quel 1° settembre del 2004. Erano le 8:30, quando Piera Maggio affida i suoi bambini alla madre per andare ad un corso di informatica. Alle 12:30 riceve una chiamata in cui le comunicano che sua figlia Denise era scomparsa e che la stavano cercando ovunque. Viene vista l’ultima volta alle 11:25 mentre si trovava nel garage-cucina insieme alla nonna, poi si accorge del cuginetto e lo rincorre ma il cuginetto non la vede. Piera sale subito in macchia e arrivata a casa, vede tanti curiosi e un grande numero di forze dell’ordine che controllano la zona. La bambina è scomparsa. Via Domenico La Bruna diventa il centro di un mistero lungo 17 anni e che ancora non trova soluzione.  

Noi abbiamo intervistato l’Avvocato Walter Marino, legate di Giuseppe Della Chiave, che ci ha chiarito la posizione del suo assistito.

Avvocato, come mai è stata archiviata la posizione di Giuseppe Della Chiave e Anna Corona? Come ha saputo il suo assistito di essere indagato? Ripercorriamo quanto accaduto…
Il mio assistito ha saputo di essere indagato dalla stampa. Non ha avuto la possibilità di saperlo prima. La stampa lo ha detto prima, lo hanno saputo prima loro che io. Il mio assistito è un po’ arrabbiato perché, se questa segnalazione fosse arrivata direttamente alla procura della Repubblica, si sarebbero fatte le indagini e nel silenzio delle indagini non sarebbe successo niente. Probabilmente il Della Chiave non ne sarebbe venuto nemmeno a conoscenza. Siccome questa segnalazione è stata fatta a soggetti che sono protagonisti di questa campagna mediatica che c’è adesso, lo hanno saputo tutti e materialmente lui è stato sbattuto in prima pagina. Oggi, ovviamente, cerca di avere una riabilitazione della propria immagine. Io posso capire che c’è il diritto ad informare ma informiamo la gente quando ci sono elementi concreti. Le segnalazioni non devono essere fatte alla Dottoressa Angioni, ai giornali o a chicchessia ma devono essere fatte alla Procura perché ha i mezzi, gli uomini, le competenze per vagliare se una segnalazione è corretta o no. Come è successo in questo caso, hanno controllato e si sono resi conto che era tutto falso.

In questi mesi si è parlato tanto di Giuseppe Della Chiave, collegandolo al Signor Battista Della Chiave, lo zio sordomuto che dichiarava di aver visto la piccola Denise Pipitone proprio nel capannone di Via Rieti, in braccio al nipote Giuseppe, mentre faceva una telefonata…
Il mio assistito anche in merito a questa cosa è stato sempre tranquillo. Le persone sono tranquille quando non hanno commesso reati e siccome lui il reato non l’ha commesso è tranquillo. Anche se ci sono dei delatori, quando ci sono delle procure che funzionano, che sono fatte da professionisti, da persone che sanno fare le indagini, gli indagati che sono innocenti possono stare tranquilli. Qua è successo questo. Questa non è una procura che per risolvere i casi chiama maghi, veggenti e fattucchiere. Questi sono dei professionisti che hanno accertato che i fatti erano falsi. Andiamo al povero Battista Della Chiave, si tratta di un soggetto che è sordo e muto dalla nascita. Non sono cose irrilevanti perché quando uno nasce sordo/muto, soltanto se riceve una didattica specifica può apprendere il linguaggio dei segni. Lui non conosceva nemmeno il linguaggio dei segni. Su questa vicenda bisogna stendere veramente un velo pietoso perché le modalità con le quali il Signor Della Chiave è stato sentito nemmeno nel Burindi si seguono: l’individuazione è stata fatta con una fotografia sola; per dire che c’era il nipote gli hanno fatto vedere la foto del nipote. Si sono violate tutte le regole del codice. Addirittura lui era parente e poteva avvalersi della facoltà di non rispondere. Parliamo di un soggetto che non sente, che non parla e che è analfabeta. Gli hanno fatto riempire pagine e pagine di verbali e alla fine c’è stato un croce segno messo, con un soggetto che è sordo/muto dalla nascita. Quando loro battono su questi fatti, categoricamente smentiti nella prima indagine del 2015, anche lì i procuratori hanno visto che non c’era niente nei confronti di Della Chiave ed è stata inoltrata richiesta di archiviazione e le persone offese non hanno fatto opposizione. Una cosa è l’audience televisivo e una cosa sono le indagini, una cosa è vendere giornali e trasmissioni televisive e una cosa è accusare ingiustamente delle persone di fatti gravissimi. Qui il mio assistito viene visto come un mostro. Nel primo caso, di Delle Chiave, talmente era infondato che le persone offese non hanno fatto neppure opposizione alla richiesta di archiviazione. Qui le certifico che non faranno opposizione perché si tratta di accuse completamente false, inesistenti. Per quattro mesi si è parlato di Della Chiave in base a una cosa falsa. Qui una Signora ha detto di averlo visto in un treno, come se nel giro di mezz’ora avrebbe potuto compiere 2000 chilometri col motorino. Ma la colpa non è della Procura che ha indagato, ma di questa gente. Anche in relazione alla posizione di Anna Corona ci sono stati due testimoni oculari che prima se ne vanno da tutte le parti a rendere dichiarazioni e dopo arrivano in procura. Con queste dichiarazioni la Procura avrebbe potuto mettere dei provvedimenti e chiedere l’applicazione di misure cautelari. Dopo li ha sentiti e questi signori hanno ritrattato. Prima hanno dato tutti i particolari possibili e immaginabili dell’Hotel Ruggero II, dopo hanno detto che si sono inventati completamente tutto. Questo è un riconoscimento che va alla Procura perché la Procura deve cercare anche elementi a favore dell’indagato. In questo caso li ha cercati.

Angelo Barraco
Angelo Barraco
Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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