venerdì , 22 Ottobre 2021

“Il denaro non vale nulla finché non si spende”, un libro di Roberto Tumbarello

Col suo nuovo libro, “Il denaro non vale nulla”, Roberto Tumbarello, di cui sono un’affezionata lettrice, è riuscito ancora una volta a sorprendermi e affascinarmi, trasformando un argomento così ostico in un intrigante romanzo storico e al tempo stesso di estrema attualità. Ci fa capire quanto il denaro sia utile per il conforto di ciascuno, ma anche dannoso quando gli si dà un’importanza eccessiva. In realtà, si tra;a di un saggio di filosofia in cui, per renderlo più semplice e piacevole, Roberto ha intelligentemente sostituito la noiosa teoria con un’avvincente aneddotica. Come in tutti i suoi libri, pur risalendo alla preistoria quando il denaro non esisteva e aveva altre forme, me;e al centro la vita con le meravigliose sensazioni che può trasmettere e che non si comprano col denaro. Ecco perché non consiglia di dedicare tutte le proprie energie ad accumularne. Per di più, avendo girato il mondo, quand’era giornalista, in lungo e in largo e frequentato persone ricchissime e anche potentissime, Tumbarello non ricorda di averne mai vista fra queste una felice. Sembra un paradosso, ma, in effetti, se ci si pensa bene – anche se uomini e donne se lo contendono e promuove rivalità e guerre, persino fratricide – non vale nulla finché non si spende. A che serve il denaro che molti accumulano per avidità e la soddisfazione di sapersi sempre più ricchi? Tumbarello dimostra che la persona saggia, che ne ha capito la vera utilità, lo usa per godere della vita. Le 320 pagine si leggono tutte d’un fiato, per la semplicità e la chiarezza del linguaggio. Infatti, il libro piace a chiunque, persino a chi non è abituato a leggere. Divertendosi – e talvolta persino commuovendosi – il lettore dà la giusta importanza al denaro. Impara anche come difenderlo dai raggiri e come farne a meno quando non se ne ha. Ma sopra;u;o capisce che nella scala dei valori, prima del denaro vengono gli affetti, la dignità e la vita, che è il dono più prezioso perché irripetibile. Ci fa pure capire l’importanza di essere nati, che spesso si sottovaluta perché si dà per scontato.

Maria Grazia Sessa

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