martedì , 28 Giugno 2022

“Terramatta”, la storia di Vincenzo Rabito alla Salina Genna

FOTO: Salvatore Sinatra

La Salina Genna di Marsala, nell’ambito della rassegna “A Scurata – cunti e canti al calar della sera…Memoria Enrico Russo”, continua ad illuminarsi di una cultura senza tempo che si riflette in uno specchio d’acqua pieno di colori e sale. Una cultura antica, figlia di un passato che sembra ormai apparentemente lontano, a tratti improbabile ma che in realtà si dimostra sempre più attuale e contemporaneo agli occhi di chi degusta del buon vino sulla riva. La storia di Vincenzo Rabito è il riflesso di una memoria storica che merita di essere preservata e tramandata. Rosario Lima, accompagnato dalle musiche di Francesco Porto, hanno raccontato “Terra Matta”, ovvero la storia di un uomo nato in una famiglia poverissima, a Chiaramonte Gulfi, nella Sicilia Sud-Orientale. Un racconto intenso, ricco di emozioni e che ha catturato il pubblico presente. Una storia che a tratti può suscitare qualche sorriso ma che innesca riflessioni. Vincenzo ha vissuto la maggior parte della sua vita in condizioni di miseria e disperazione: non ha potuto frequentare la scuola, ha dovuto svolgere lavori faticosi in campagna sin da piccolo per sostenere economicamente la madre rimasta vedova e i sei fratelli. Una vita di stenti segnata dalla prima guerra mondiale, poi l’emigrazione nell’Africa colonizzata dai fascisti, i lavori in miniera in Germania sotto i bombardamenti. Tutto questo avveniva mentre nella vita di Vincenzo si consumava un matrimonio infelice. Tutto però poi cambia e terminata anche la drammatica esperienza della seconda guerra mondiale, nella vita del contadino di Chiaramonte Gulfi tutto sembra allinearsi: arriva il posto fisso come cantoniere provinciale vicino al suo paese e riesce a mandare i suoi figli all’università. Nel corso degli anni ’60 e ’70, Vincenzo ha iniziato a utilizzare una macchina da scrivere del figlio. Con i suoi pochi rudimenti scolastici inizia a scrivere la sua lunga e faticosa vita. Un racconto dettagliato, imperfetto dal punto di vista grammaticale ma che trasuda la fatica e il dolore di un uomo che non poteva essere bambino perché doveva diventare uomo troppo in fretta. Oggi forse anche Vincenzo manifesterebbe stupore nel vedere quelle pagine della sua vita che aveva battuto a macchina -fino a tre giorni prima di morire- diventare un adattamento teatrale, grandi successi letterari e cinematografici. Chissà, forse anche lui avrebbe apprezzato le sue letture a Salina Genna e la cultura senza tempo di un luogo che racconta la storia di un territorio senza snaturarlo, proprio come ha fatto lui stesso attraverso le pagine che ha battuto con la macchina da scrivere e che ha lasciato ai posteri.


A proposito di Angelo Barraco

Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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