Coronvirus, da AstraZeneca alle nuove Zone Rosse in Sicilia

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Novità sul fronte AstraZeneca. Sandro Tognatti, professore di clarinetto di 57 anni, deceduto diciassette ore dopo aver ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca proveniente dal lotto ABV5811, sarebbe morto per un problema cardiaco improvviso. Secondo le prime informazioni emerse in merito all’autopsia eseguita dal Dott. Roberto Testi, non ci sarebbero segni che permetterebbero di collegare con certezza assoluta la morte del Professore 57enne con il vaccino AstraZeneca. La procura d Biella ha aperto un procedimento a carico di ignoti per la morte di Sandro Tognati e ha ordinato il sequestro preventivo del lotto ABV5811 su tutto il territorio nazionale. La Regione Piemonte ha poi sospeso, in via del tutto precauzionale, la somministrazione del vaccino AstraZeneca.

Nel tardo pomeriggio dello stesso giorno, l’AIFA annunciava decideva in via del tutto precauzionale e temporale il divieto di utilizzo del vaccino AstraZeneca su tutto il territorio nazionale. La decisione di AIFA è arrivata in modo analogo  con i provvedimenti adottati dagli altri Paesi europei. Pochi giorni prima, l’11 marzo, era AIFA a decidere in via precauzionale di vietare l’utilizzo del lotto ABV2856 del vaccino AstraZeneca a seguito di alcuni eventi gravi accaduti in concomitanza temporale con la somministrazione delle dosi come la morte del  sottoufficiale Stefano Paternò, deceduto tra lunedì e martedì scorso per un arresto cardiaco, esattamente ventiquattr’ore dopo aver ricevuto presso la base militare di Augusta il vaccino AstraZeneca proveniente dal lotto ABV2856 e Davide Villa, agente della Squadra Mobile, morto il 7 marzo scorso, 12 giorni dopo aver ricevuto il vaccino AstraZeneca proveniente dal lotto ABV2856. C’è poi il carabiniere di Trapani, Giuseppe Maniscalco, morto qualche giorno fa dopo aver ricevuto una dose di quel lotto. Ultimo caso riguarda una 37enne di Gela, ricoverata in condizioni gravi a Caltanissetta dopo aver ricevuto il vaccino AstraZeneca dal lotto ABV2856.

L’AIFA, in coordinamento con EMA e gli altri Paesi europei come Germania, Spagna e Francia valuterà gli eventi che sono stati segnalati a seguito della vaccinazione. L’AIFA aveva disposto una sospensione “Temporanea e cautelativa” in attesa  che l’EMA si pronunciasse. Il giorno dopo, Emer Cooke, direttore esecutivo di Ema, ha detto durante una conferenza stampa che “non ci sono indicazioni che le vaccinazioni possano aver provocato questi eventi”, l’EMA però aggiunge che verranno svolte analisi approfondite sugli eventi trombo embolici e sta valutando “caso per caso le reazioni sospette”. Rassicurazione che arrivano anche alla luce degli oltre 12 milioni di vaccinati nel Regno Unito e gli oltre 5 milioni di vaccinati in Europa. Durante la conferenza stampa, la direttrice Cooke ha precisato in merito alla situazione rischi-benefici del vaccino AstraZeneca: “rimane positivo, stiamo continuando a valutare possibili eventi collaterali” e “la situazione attuale non è imprevista”. Ha poi aggiunto “Prendiamo la situazione molto sul serio, e per questo abbiamo coinvolto esperti anche di trombosi. Ad ora noi siamo fermamente convinti che i benefici di AstraZeneca superino gli effetti collaterali e attualmente non ci sono indicazioni di correlazione”.

In merito ai pazienti morti dopo la somministrazione del vaccino, era stato appurato che fossero idonei a ricevere quel vaccino? Tante le domande, poche le risposte. I cittadini che hanno ricevuto la prima dose del vaccino si stanno chiedendo come faranno con la seconda dose. Quando si ricomincerà ad utilizzare AstraZeneca? Dato che ormai EMA ha fornito i dati sulla sicurezza del vaccino, il governo italiano prevede nuovamente l’uso di AstraZeneca per giovedì 18 marzo dopo che l’agenzia fornirà ulteriori valutazioni in merito alla sicurezza e confermerà la possibilità di poter continuare a vaccinare. Se la conclusione dell’EMA risulterà positiva, ripartirà la somministrazione di AstraZeneca. Nell’ipotesi in cui non dovesse arrivare conferma? Come verranno trattati i pazienti che hanno ricevuto la prima dose del vaccino e che in questi giorni stanno prendendo letteralmente d’assalto i centralini degli ambulatori? Riceveranno un altro tipo di vaccino? Tante le chiamate che in queste ore continuano ad arrivare ai medici di base, la paura è tanta e la gente vuole capire e cerca rassicurazioni che ancora non arrivano. Se la seconda dose non può essere inoculata entro i termini prestabiliti, il vaccino perde efficacia. Se non ci sarà AstraZeneca, se non ci sarà un sostituto, i pazienti che hanno ricevuto la prima dose ricominceranno il ciclo vaccinale? I cittadini potrebbero quindi ricominciare un nuovo ciclo vaccinare con un altro vaccino, pur avendo ricevuto la prima dose con AstraZeneca? Oppure molto semplicemente tutta questa paura collettiva si sgonfierà nelle prossime ore e si ricomincerà tranquillamente a vaccinare con AstraZeneca?

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, nel corso di un’intervista rilasciata a Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera, ha dichiarato rassicurato in merito alla situazione vaccino dichiarando: “chi ha fatto già il vaccino AstraZeneca non ha ragione di essere preoccupato, questa è una pausa solo precauzionale. I vaccini sono e restano l’arma fondamentale con cui uscire da questi mesi difficili”. Speranza ha poi aggiunto: “la decisione di ieri di sospendere AstraZeneca è di natura precauzionale e la decisione è emersa dopo una valutazione dell’istituto tedesco per i vaccini. C’è stato un confronto tra i ministri della salute: ora i governi attendono il giudizio Ema per giovedì e siamo fiduciosi che possano emergere tutti gli elementi di rassicurazione per consentirci di riprendere la vaccinazione. E’ giusto avere cautela. L’auspicio è che già giovedì Ema ci dia risposte sufficienti per poter ripartire”. Intanto il nuovo Commissario straordinario all’emergenza Covid Figliuolo, che recentemente ha diffuso il piano vaccinale nazionale che punta a somministrare 500mila dosi al giorno, vaccinando l’80% della popolazione entro settembre, ha parlato delle dosi residue del vaccino a fine giornata sottolineando che: “qualora non conservabili, siano eccezionalmente somministrate per ottimizzare l’impiego evitando sprechi, in favore di soggetti comunque disponibili al momento, secondo l’ordine di priorità individuato dal Piano nazionale e le successive Raccomandazioni”.

Mentre la questione vaccini tiene banco, l’Italia si trova in una situazione pandemica molto preoccupante con 20.396 nuovi positivi nelle ultime 24 ore. La Sicilia si trova attualmente in zona arancione e conta 598 positivi nelle ultime 24 ore. Il Presidente della Regione, Nello Musumeci, ha istituito due nuove rosse: Sciacca, in provincia di Agrigento, e Regalbuto, in provincia di Enna. L’ordinanza entra in vigore il 18 marzo e sarà valida fino al 30 marzo. Il provvedimento è stato richiesto dai sindaci delle rispettive città a causa del repentino aumento dei contagi negli ultimi giorni. Le scuole saranno chiuse. Sono state emanate nuove ordinanze in Sicilia per contrastare l’emergenza Covid-19, sulla base delle informazione e delle indicazioni di prevenzione fornite dal Commissario per emergenza Covid in provincia di Palermo. Sono stati sospesi fino al 24 marzo i seguenti mercati rionali settimanali: Mercatino “Arenella”, Mercatino “ZEN”, Mercatino “Partanna Mondello”, Mercatino “Don Orione”, Mercatino “Sferracavallo”. Sono attualmente in corso contatti con le autorità sanitarie e con il commissario per l’emergenza Covid per la provincia di Palermo, al termine dei quali sarà valutato, di concreto l’eventuale proroga o modifica del provvedimento. Il Presidente della Regione, Nello Musumeci, ricordiamo, si era detto amareggiato per la decisione che presa dal governo nazionale perché la Sicilia, a detta sua, non ha parametri in linea con una condizione emergenziale, dato che ci sono meno ricoveri in terapia intensiva ma sono aumentati i contagi. Eppure la situazione varianti ha colpito anche la Sicilia perché la variante inglese è arrivata anche a Palermo, poi a Catania e a Siracusa. C’è stato poi il caso della variante Sudafricana che è stato individuata l’11 febbraio scorso in un uomo di Mazara del Vallo, di 32 anni, rientrato dopo aver trascorso due mesi in Africa per lavoro. L’allarme è scattato il 15 febbraio. Anche qui le domande sono ancora tante:  Quanti contatti hanno avuto le persone con variante inglese e sudafricana? Ricordiamo che la variante inglese e sudafricana hanno un alto tasso di trasmissibilità. Quella sudafricana, inoltre, secondo quanto riportato dall’ISS sembra che sia resistente al vaccino. Certo, non è facile stabilire quante persone possano avere incontrato ma è opportuno sottolineare che esiste una situazione emergenziale concreta che bisogna prevenire e arginare prima ancora che possa diventare ingestibile.

Angelo Barraco
Angelo Barraco
Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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