mercoledì , 14 Aprile 2021

Coronavirus: nuovo DPCM dal 6 marzo al 6 aprile

Il 6 marzo prossimo entrerà in vigore il nuovo DPCM, il primo del nuovo premier Mario Draghi e sarà valido fino al 6 aprile, incluse le vacanze pasquali e scadrà il giorno successivo la Pasquetta. Le vacanze di Pasqua non saranno un “liberi tutti” ma in base alla curva dei contagi si deciderà come orientare le riaperture. Si parla di alcune Zone Rosse, ma anche di zone “Arancione Scuro” con una circolazione limitata. Il nuovo DPCM dovrebbe essere annunciato lunedì. Rimarrà obbligatoria la mascherina, sia all’aperto che al chiuso, il distanziamento sociale e gli spostamenti saranno consentiti in minimo indispensabile, presumibilmente per motivi di salute o necessità.  Il sistema dei colori, rimane attivo. Ci saranno zone rosse locali e nel caso in cui dovesse risultare necessario, anche regionali. Gli spostamenti potrebbero essere vietati nelle seconde case, per i cittadini che vivono in zona rossa e arancione scuro. Per quanto riguarda la scuola, invece, potrebbe non cambiare nulla. Quali saranno le regioni che finiranno in Zona Rossa? Quali in zona “Arancione scuro”?

Le attuali regioni in zona gialla sono: Calabria, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle d’Aosta, Veneto. Le regioni in zona arancione sono invece: Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Molise, Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Umbria. Nessuna regione si trova in zona rossa ma ce ne sono alcune che potrebbero finirci in base all’alto numero di casi positivi nelle ultime 24 ore. La Lombardia ha 4.243 nuovi positivi nelle ultime 24 ore; il Veneto 1.304; la Campania 2.385; l’Emilia-Romagna 2.090; il Piemonte 1.454; il Lazio 1.256; la Toscana 1.374; la Puglia 1.154. La maggior parte di queste regioni si trova attuamente in Zona Gialla. Quale finirà in Zona Arancione scuro e quale in Zona Rossa?

“Non ci sono le condizioni epidemiologiche per abbassare le misure di contrasto alla pandemia, siamo all’ultimo miglio e non possiamo abbassare la guardia”ha detto il ministro della Salute Roberto speranza mentre illustrava il nuovo DPCM alla Camera e al Senato“la presenza delle varianti condizionerà l’epidemia: la variante inglese è presente nel 17,8% dei casi e sarà presto prevalente e la sua maggiore diffusione rende indispensabile alzare il livello di guardia, ma fortunatamente non compromette efficacia dei vaccini. Le altre due varianti sono più insidiose per la ridotta efficacia dei vaccini. La loro diffusione è minore ma è necessario isolare i focolai. C’è l’impegno del governo a congrui ristori per le attività che stanno soffrendo. Questo deve valere per le mie ordinanze che da ora andranno in vigore dal lunedì e per le misure regionali. Il prossimo dpcm varrà dal 6 marzo al 6 aprile e la bussola sarà la salvaguardia del diritto alla salute. E’ decisiva la consegna puntuale delle dosi e l’Italia non si rassegna alla riduzione di queste. Con i vertici Ue stiamo esercitando il massimo di pressione verso le aziende affinchè si trovino soluzioni necessarie per aumentare la produzione dei vaccini. Vanno considerate tutte le soluzioni, nessuna esclusa.”

Il governo discute in merito alla riapertura delle scuole, ai piano vaccinale, al cambio possibile cambio delle regioni italiane che attualmente sono divise in base ad area di criticità e alle varianti che continuano a diffondersi a macchia d’olio in tutto il territorio nazionale, destando molta preoccupazione tra la comunità scientifica. La diffusione delle varianti sta portando ad un innalzamento dei contagi e quindi, all’orizzonte, il rischio di una terza ondata è dietro l’angolo. L’indice RT è sopra l’1 e cinque regioni italiane si trovano già in difficoltà con le terapie intensive. Sembra un brutto film già visto, che si ripete ancora una volta, proprio come un anno fa, quando il covid faceva ufficialmente il suo ingresso a gamba tesa in Italia, nelle nostre case, nella nostra vita. Un anno fa gli italiani conoscevano il Covid per la prima volta. Un virus potente, in grado di distruggere una vita e destrutturare la normalità di chi è riuscito a uscirne indenne. Oggi sono tutti permeabili ad una nuova normalità che ormai appartiene al quotidiano, a cui ci si abitua lentamente ma che al contempo risulta mutevole perché cammina in parallelo al Covid. Una normalità che si potrebbe considerare l’antitesi di quello che comunemente viene chiamato ormai passato, che si proietta in un futuro ancora incerto, tutto da scrivere e che fa paura.

A distanza di un anno dall’arrivo del Covid in Italia, non c’è più la corsa per le mascherina o il gel igienizzante in farmacia, non c’è più la speculazione a cui abbiamo assistito vergognosamente durante la prima fase della pandemia per poter usufruire di quei dispositivi di protezione a cui nessuno può fare più a meno. Oggi si trovano facilmente le mascherine e il gel, anche al supermercato e pure personalizzati e con le faccine sorridenti. Niente più corse disperate, niente più prezzi disumani e speculazioni. Tutto è rientrato nella norma, almeno in questo settore, almeno al momento. Gli speculatori hanno spostato il loro baricentro da un settore all’altro. Adesso gli interessi riguardano il vaccino. Il vaccino anti-covid, che doveva rappresentare la via di fuga dal Covid per tutti, si è rivelato un vero e proprio buco nell’acqua sotto tutti i punti di vista. I vaccini tardano ad arrivare, le dosi scarseggiano e quelle che vengono effettuate vanno a rilento, ci sono anche i furbetti del vaccino che ne hanno usufruito senza averne diritto, grazie a medici che hanno dato priorità ad amici e parenti piuttosto che a persone anziane che ne avevano diritto.  

Molti paesi stanno acquistando i vaccini anti-covid altrove e in questo ultimo periodo sono saltati fuori persino speculatori che tentano di vendere le dosi miracolose, spacciandosi per intermediari, pur non essendoci nessun intermediario tra i vaccini e le aziende, come sottolineano AstraZeneca e Pfizer. Ci sono poi le varianti del covid, soprattutto quella inglese, che si stanno diffondendo in tutto il territorio nazionale e si paventa un nuovo lockdown.  Chissà, forse un giorno anche le varie case farmaceutiche finiranno la corsa al massacro per il vaccino anti-covid, forse un giorno punteranno l’attenzione su un unico farmaco, senza cercare di essere le primedonne e magari lo distribuiranno anche a quei paesi in via di sviluppo come l’Africa, che in questo momento non dispongono di nessun tipo vaccino a causa di una disuguaglianza che inevitabilmente compromette la lotta alla pandemia. Tutto è cambiato gradualmente in questo anno appena trascorso: ci sono state le riaperture a fisarmonica con la gente che ha dimenticato totalmente l’esistenza del covid, riversandosi per strada o nei party organizzati nelle ville, tra fumi dell’alcol e balli di gruppo, dimenticando di essere un potenziale vettore e poi diventandolo realmente. Bisogna ancora affidarsi al “buon senso”?

A proposito di Angelo Barraco

Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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