mercoledì , 14 Aprile 2021

“Inno all’Amore”, un ventaglio di connotazioni molto diverse in un libro da non perdere

“Amore è una parola, che in quanto tale ha un ventaglio di connotazioni molto diverse, e come ha scritto Prevert niente è più “tenero e rischioso”, del rappresentare il volto dell’amore.

Un “rischio” che hanno voluto cogliere e testimoniare con i loro versi 110 poeti, provenienti da tutta Italia, ne “Inno all’Amore”, edito da Bertoni Editore e curata dal prof. Bruno Mohorovich, coordinatore del marchio “poesiaedizioni” della stessa casa editrice. L’antologia è il primo volume di una trilogia che comprende “Inno alla morte” e “Inno all’Infinito” e celebra la festa degli innamorati nel giorno di San Valentino, Santo patrono di Terni cui si fa risalire la tradizione – anticamente essa trova le sue origini nei “Lupercalia” romani – avendo egli donato una somma di denaro ad una ragazza povera come dote per il matrimonio che altrimenti non avrebbe potuto contrarre.

Questa “eredità”, è alla base delle poesie che narrano con parole dolci e spensierate, nostalgiche e sofferte un amore ideale o reale che travolge, stravolge, fa crescere; la sua emotività dirompente, riporta alla luce sentimenti che sono legati ai ricordi che fanno riemergere nostalgia, tenerezza, dolore e anche rabbia. Un tema, quello dell’amore che si perde nella notte dei tempi, dal biblico “Cantico dei Cantici” ai poeti greco – latini fino al faro della nostra cultura, Dante, e che nel corso dei secoli ha steso il suo velo di romanticismo che è sicuramente mutato nella forma di raccontare e raccontarsi ma mai è venuta meno la sostanza e la forza dei suoi contenuti.

Come ha scritto il Mohorovich nella sua introduzione “Lettere e cartoline hanno perduto il loro caro primato in favore dei social e di una messaggistica fatta di simboli e parole contratte e costrette in singoli suoni; e gli stessi muri tra i giovani sono divenuti un veicolo di comunicazione amorosa che travalica il personale in favore del dominio pubblico con la forza travolgente della gioventù che per testimoniare il proprio amore ricorre a versi di poeti celebri o ad espressioni sincere e immediate.

Comunque cambi, qualsivoglia forma assuma la storia d’amore sia essa vissuta o anelata, questo sentimento profondo che è vita, forza vitale, non si sottrae al gioco degli sguardi, quella magia che si fa sentire nel silenzio, alla forza devota, semplice dei versi che si trasmutano nei pensieri dell’altro e ne riconoscono l’esistenza tanto da guardare alla sua vita che non ci appartiene ma è essenziale.”

A proposito di Redazione

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