Coronavirus: spiagge affollate, piazze piene e nuove Zone Rosse a partire da lunedì

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Il caldo di questi giorni, in Sicilia ha toccato la soglia dei 28 gradi. Molti siciliani non hanno letteralmente dato peso alle restrizioni della Zona Arancione, al pericolo degli assembramenti, agli 836 nuovi positivi al Covid nelle ultime 24 ore e alle misure anti-contagio da rispettare per evitare la diffusione della pandemia che ancora oggi sta mettendo in ginocchio il paese e in barba a tutto questo si sono riversati lungo le spiagge per assaporare il sole e il mare. Complice la giornata prefestiva di sabato che ha fatto sfoderare a molti l’ombrellone e il telo mare. Dalla spiaggia di Mondello a Palermo a quella di San Giovanni Li Cuti a Catania, gli irriducibili della tintarella estiva non si sono fatti intimorire da questo febbraio ballerino e hanno fatto i tuffi serenamente, sfilato tra le passerelle in legno dei litorali chiusi e catturato l’abbronzatura in compagnia. “Ho sollecitato ancora una volta i palermitani ad avere più paura dei contagi che delle sanzioni, ma di fronte all’incoscienza di alcuni, dalla prossima settimana, con mia ordinanza dovrò applicare il divieto di stazionamento, oltre che nel centro storico e nei quartieri Politeama e Libertà, a tutte le spiagge e a tutto il litorale, da Sferracavallo ad Acqua dei Corsari Soltanto con l’impegno di tutti e dopo l’arrivo dei vaccini si può sperare di evitare un lockdown che sarebbe causa di un disastro economico e sociale. È da irresponsabili ed è impossibile pretendere che siano soltanto le forze dell’ordine, cui possiamo solo rivolgere un ringraziamento per l’encomiabile impegno, ad avere cura della salute e della vita, di fronte a tanti, troppi gruppi d’incoscienti che favoriscono la diffusione dei contagi innanzitutto fra i propri familiari e per sé stessi”. E’ questo il messaggio che ha scritto sulla sua pagina facebook il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando in merito all’incoscienza di molti, sottolineando che applicherà presto il divieto di stanziamento in alcune aree della città.

Mentre i siciliani sono andati al mare, a Napoli hanno approfittato della Zona Gialla per affollare le strade e il lungomare. Neppure in Campania hanno tenuto conto dei 1.546 positivi al Covid nelle ultime 24 ore e migliaia di persone si sono riversate in strada o per fare apertivi. Anche a Roma, che si trova pure in Zona Gialla, è successa la stessa identica cosa: tanta gente lungo le strade, con bambini a seguito e in bici e nessuno di loro che ha minimamente pensato ai 1.014 nuovi positivi al Covid registrati nelle ultime 24 ore. Nessuno, neppure  la Sindaca Raggi che intanto ha invitato tutti a indossare la mascherina e rispettare le regole che. Strade affollate anche a Venezia, Milano e altre parti d’Italia. Mentre da Nord a Sud l’Italia si affolla di gente, affidandosi al buon senso dei cittadini, lo stivale si macchia di rosso con dei microlockdown. Preoccupazioni per le varianti in Umbria. La provincia di Perugia e sei comuni della provincia di Terni entreranno in Zona Rossa a partire da lunedì 8 febbraio. L’ordinanza durerà due settimane ed è stata attuata perché in Umbria sono stati individuati 18 casi di variante inglese e 12 di variante brasiliana. La preoccupazione varanti riguarda anche la Toscana dove l’area di Chiusa sarà in Zona Rossa. Entrerà in Zona Rossa anche l’Alto Adige. In Abruzzo sarà Zona Rossa l’area di Tocco da Casauria, mentre in Sicilia il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha disposto la Zona Rossa per Tortorici, in provincia di Messina. Proprio in merito alle varianti del Covid ci sono molti studi a riguardi, alcuni ricercatori americani parlano di mutazioni che potrebbero risultare inefficienti con il vaccino. Ma sarà così? Come agiscono le varianti? Come individuarle? Quali test sono necessari? Tante domande, poche risposte al momento perché gli studi sulle varianti al momento non ci sono. La situazione è complessa e gli interrogativi sono tanti: con le varianti si rischia un incremento dei contagi? Si rischia un aumento dell’indice RT e quindi nuove chiusure e nuovi lockdown?  

Il “buon senso” è sempre stato un buon palliativo ma non una soluzione per arginare il problema del Covid. Molti sindaci hanno emanato  ordinanze che sono state messe in atto in questa triste pandemia che affligge il paese da un anno, ma purtroppo abbiamo un precedente storico che ci ha insegnato quanto il buon senso non sia stato sufficiente per arginare il contagio. Dopo un lockdown durato diversi mesi, in cui tutti cantavano con le bandiere color arcobaleno dai balconi, manifestando la massima attenzione e rispetto per le vittime, soprattutto per chi lottava in corsia d’emergenza, improvvisamente sono state allentate le misure restrittive. Quella magia, quel senso collettivo improvvisamente si è spento. Indubbiamente sono stati commessi degli errori nella gestione della pandemia e nella fase successiva al lockdown ma è certo comunque che da un momento all’altro si sono aperti i confini, sono state annullate le autocertificazioni, si è perso il tracciamento dei contagi e la diffusione del virus è avvenuta in modo democratico in tutto il paese, anche in quelle regioni che prima si erano fortemente difese dal covid.

L’apertura a fisarmonica dei mesi estivi ha rappresentato un fattore scatenante per l’innalzamento e la diffusione dei contagi in tutto il territorio nazionale. Tanti si sono radunati in piazza, per strada o in discoteca in barba alle restrizioni. Proprio come accaduto in questi giorni. Tutto questo era inevitabile perché si poteva evitare un incremento dei contagi e sarebbe evitabile anche oggi. Bisogna ancora affidarsi al buon senso? Eppure è un film che si ripete, è come un gatto che si morde la coda perché lo stesso errore è stato compiuto nel periodo pre-natalizio e natalizio con le riaperture, le strade affollate e l’Italia che non era più zona rossa quando in realtà le misure restrittive avrebbero dovuto essere ancora più stringenti. Tanti hanno organizzato feste clandestine, persino nei ristoranti, altri ancora si sono radunati nelle ville, nelle case oppure hanno invaso i centri storici. Cosa non ha funzionato e cosa non sta funzionando? Le aperture a singhiozzo e l’effetto fisarmonica, forse, non sono sufficienti per arginare i contagi.

Angelo Barraco
Angelo Barraco
Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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