
L’attenzione degli italiani è attualmente rivolta alle sorti di un governo che muta forma e immagine, da un giorno all’atro, in questi giorni così difficili di pandemia e con le regioni che continuano a cambiare colore in base alle aree di criticità. Il Covid non conosce barriere politiche ne tantomeno pause elettorali. L’ex presidente della BCE Mario Draghi è il nuovo presidente del Consiglio incaricato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per formare il nuovo Governo. Draghi ha accettato l’incarico con riserva. L’ex Premier Giuseppe Conte? Molti italiani già lo rimpiangono, altri ancora, che forse sono gli stessi che fino a ieri lo criticavano aspramente per le scelte messe in atto durante questa terribile pandemia, oggi lo stanno rivalutando. Ma non bisogna stupirsi, gli italiani sono un popolo che tendere spesso al revisionismo, sotto tutti i punti di vista. Il ruolo che avrà il premier uscente non è ancora chiaro. Nulla è stato confermato al momento e nulla è stato smentito. Tornerà ad insegnare?
La situazione politica di stallo dell’Italia non ha certamente bloccato la diffusione del Covid. Lo stivale continua ad essere suddiviso per colore in base alle aree di criticità, non c’è attualmente nessuna regione in Zona Rossa . L’Umbria, Sicilia, Sardegna, Puglia e la Provincia Autonoma di Bolzano sono in Zona Arancione, mentre tutte le altre regioni italiane sono in Zona Gialla. Nessuna, invece, è in Zona Bianca. Al momento rimane una mera utopia. Nelle ultime 24 ore, in Italia, sono stati registrati 13.189 nuovi positivi al Coronavirus che si sommano ai 2.583.790 dall’inizio della pandemia. Molte regioni italiane continuano ad avere numeri alti di nuovi positivi nelle ultime 24 ore come la Lombardia che ne registra 1.738, la Campania che ne registra 1.539, l’Emilia-Romagna che ne registra 1.047, il Lazio che ne registra 1.164, la Puglia 1.044. Le regioni appena elencate con i numeri di contagi così alti nelle ultime 24 ore, ad eccezione della Puglia, sono tutte in Zona Gialla. Bisogna quindi affidarsi al buon senso oppure iniziare a considerare preoccupante questo indice di contagio così elevato? Questa apertura sta creando un effetto fisarmonica, come lo ha creato durante l’apertura pre-natalizia, natalizia o estiva che hanno rappresentato un ulteriore elemento per la crescita dei contagi. Anche la Sicilia ha un numero alto di contagi pari a 886 nelle ultime 24 ore.
Il vaccino anti-covid che doveva rappresentare la speranza e soprattutto la via di uscita, si è rivelato un progetto fallimentare che sembra essere stato recuperato in contropiede. La questione vaccini rimane aperta. La campagna vaccinale è iniziata il 31 dicembre su tutto il territorio con 2.381.235 dosi. Di queste, ne sono state somministrate 2.233.982 di cui 867.237 con persone che hanno ricevuto la prima e la seconda dose. I vaccini Pfizer/BioTech non sono sufficienti, la distribuzione scarseggia e l’ormai ex Premier Conte lo aveva apertamente annunciato in una nota che la situazione non era per niente rosea. Uno dei punti fondamentali del piano vaccinale anti-Covid-19 era certamente la vaccinazione gratuita e per tutti. Che sta succedendo? Si sono chiesti in tanti. C’è una carenza di dosi che sta portando ad una evidente rimodulazione del piano vaccinale e che mira alla somministrazione di 2 milioni di dosi per il mese di febbraio, poi 4 milioni a marzo e 8 milioni ad aprile fino a raggiungere il totale di 14 milioni di dosi in questo primo trimestre vaccinale. Pfizer e Moderna saranno inoculati alle fasce più deboli costituita dagli over 80, mentre quello di AstraZeneca per la fascia al di sotto dei 55 anni e al personale scolastico, forze dell’ordine, detenuti e personale carcerario. Si parla, si discute, si analizza ma la questione rimane ancora aperta.
Le domande sono tante: se i pazienti che hanno ricevuto la prima dose del vaccino Pfizer non dovessero riuscire a riceve la seconda dose entro le tre settimane, dovrebbero quindi ricominciare il ciclo vaccinale? Se il ritardo non sarà recuperato, bisognerà quindi cominciare una nuova campagna vaccinale? Ci sono stati anche i furbetti del vaccino, ovvero medici, parenti e amici che si sono inoculati la prima dose in modo illegale pur avendo la consapevolezza che le dosi scarseggiano in tutto lo stivale. I furbetti del vaccino, quelli che hanno sottratto dosi a chi ne aveva veramente bisogno, devono usufruire della seconda dose? Non farla significa rischiare di rendere nulla la prima, ma farla –si chiedono in molti- innesca un meccanismo eticamente sbagliato e può gettare le basi per dei precedenti se potrebbero allargarsi a macchia d’olio. Cosa fare?



























