sabato , 31 Luglio 2021

Coronavirus, Natale e Capodanno in rosso per un 2020 da dimenticare

Il Covid ha radicalmente cambiato le abitudini degli italiani anche per le festività natalizie e di Capodanno: niente cenoni con i parenti, niente giocate a carte, niente abbracci collettivi e niente viaggi in lungo e in largo. Il Premier Conte ha stabilito che l’Italia sarà in Zona Rossa il 24, 25, 26, 27, 31 dicembre 2020 e 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio 2021. Le autocertificazioni sono obbligatorie e il coprifuoco è previsto dalle 22 alle 5 del mattino. L’intero territorio nazionale sarà in zona arancione il 28, 29, 30 dicembre 2020 e il 4 gennaio 2021. Spostamenti vietati anche all’interno del proprio comune eccetto per motivi lavorativi, urgenza o necessità o per rientrare nella propria residenza o domicilio. Il decreto di Natale ha portato anche a controlli rigidi su tutto il territorio nazionale per prevenire possibili violazioni dei divieti o assembramenti.

Controlli per un Natale sicuro anche a Marsala, dove è stato impiegato anche un drone della Polizia Municipale. Il Sindaco Massimo Grillo ha dichiarato in una nota pubblicata sulla pagina istituzionale: “Com’è noto, da oggi e per le prossime giornate festive siamo in zona rossa. Tutti hanno l’obbligo di limitare gli spostamenti e uscire da casa solo se necessario, tenuto conto che restare a distanza e utilizzare le mascherine contrastano la diffusione del contagio. Pertanto, invito tutti a seguire le regole imposte dalle nuove restrizioni anticovid, al fine di trascorrere in sicurezza questo Santo Natale. Le Forze dell’Ordine continueranno a svolgere un’importante attività di prevenzione, ma severi controlli sono già in corso a tutela della salute di tutti”. Il Comandante Vincenzo Menfi: “Attualmente, i vigili stanno svolgendo sia attività di informazione che repressione. Agli esercenti che possono restare aperti è stato anche reso noto che sorvolerà il drone per evitare il formarsi di assembramenti, ma diverse sanzioni sono state elevate già in questa prima mattinata”.

Tante case addobbate a festa, tante famiglie unite nella ristretta intimità, pochi posti a tavola ma tanti sorrisi e regali sotto l’albero. Gli italiani festeggiano questo Natale e festeggeranno il Capodanno con il sorriso amaro di chi ha perso il lavoro, di chi ha dovuto abbassare la saracinesca per sempre a causa delle chiusure insostenibili di questi mesi, di chi ha perso un amico, conoscente o parente a causa del Covid ma con la speranza viva nel cuore per 2021 migliore e diverso rispetto a quello appena trascorso.

Il Covid ha avuto lo stesso impatto di una guerra silenziosamente si è mosso, insediato e ha destrutturato la normalità. Si è mosso velocemente tra le mura delle case di tutti quei cittadini che in questi mesi hanno urlato a gran voce dai balconi “andrà tutto bene”, sperando che tutto finisse in fretta. Ma purtroppo il virus non ha finito la sua folle corsa e sono state necessarie nuove restrizioni, nuove chiusure e nuovi sacrifici che purtroppo non tutti sono riusciti a sostenere. Altre saracinesche chiuse per sempre, altri lavoratori a casa, altre aziende in crisi e altre famiglie in rovina. Poi il lockdown è finito e sono arrivate le riaperture dei mesi estivi, gli assembramenti, le discoteche, le spiagge affollate, la mancanza di buon senso che non ha certamente aiutato perchè poi c’è stato il nuovo aumento di contagi in tutto lo stivale e il sovraffollamento delle terapie intensive. Ci sono state tante scelte indubbiamente discutibili, soprattutto in merito alle aperture estive e altre che riguardano quelle pre-natalzie. Erano necessarie? Si potevano evitare? Sono stati fattori che hanno indubbiamente favorito la propagazione democratica del virus perché molti cittadini si sono spostati da Nord a Sud, altri sono tornati dall’estero. Il covid è circolato e il numero di contagi si è notevolmente alzato, stessa cosa vale per la mancanza di posti in terapia intensiva a causa di un sovraccarico di pazienti nelle strutture. E’ stata tutta colpa dei cittadini oppure di alcune scelte sbagliate da parte di chi ha deciso la riapertura? Scelte che hanno fatto discutere e spinto gli imprenditori ad affollare le strade al grido di “libertà”, mentre chiedevano a gran voce aiuto al governo. Lacrime, disperazione e rabbia da parte di tanti ristoratori e commercianti perché le risorse economiche sono finite e mettere insieme il pranzo con la cena è diventato difficile e riaprire lo è ancora di più. Non è stato semplice questo 2020, per nessuno.

Il Covid è entrato a gamba tesa nelle vite degli italiani, snaturando la normalità dei piccoli gesti e delle azioni che oggi rimpiangiamo. Ogni cittadino ha dovuto imparare suo malgrado a conoscere e indossare le mascherine e il gel igienizzante, a capirne l’importanza e l’utilizzo. Ogni cittadino ha dovuto imparare a utilizzare l’autocertificazione, la suddivisione delle regioni in base ai colori a secondo dell’area di criticità e capire che cos’è un DPCM. Questo virus silenzioso, arrivato da lontano, ha nascosto il sorriso dietro una mascherina bianca ma non ha ucciso la speranza di poter ritornare un giorno a sorridere ancora. Gli occhi sono rimasti gli stessi, anche dietro una mascherina, perchè rimangono la chiave di volta per accedere all’anima pulsante per rinascere da questa cenere. Purtroppo vige ancora in molti cittadini l’incoscienza e la predisposizione a trasgredire quelle regole utili per contrastare il virus: mascherina, utilizzo del gel e distanziamento sociale. Niente piazze affollate, niente passeggiate in centro, niente tavole imbandite, niente case affollate da amici e parenti e niente fragore tipico di queste festività. La speranza viene riposta nel vaccino anti-covid che sta arrivando nelle varie città italiane. C’è tanta voglia di ritornare nuovamente ad abbracciarsi, sorridere, gioire, riunirsi e condividendo sorrisi ma in questo momento non è possibile e bisogna prenderne atto perché il covid non è stato ancora debellato e anzi, bisogna ancora capire l’evoluzione di questa nuova “variante inglese”. Bisogna accontentarsi dei piccoli gesti, seppur misurati, ma che siano il frutto della responsabilità, con il fine di innestare il seme della speranza per un futuro migliore in questo momento storico così delicato.  

A proposito di Angelo Barraco

Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

Vedi anche

Natale 2020. Quest’anno più che mai sarà un momento di preghiera, riflessione, speranza

Il Covid-19 ha stravolto e condizionato in poco tempo la nostra vita, mettendo in discussione …