Marsala, intervista al Sindaco Massimo Grillo: “dobbiamo fidarci delle istituzioni”

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La Sicilia è diventata ufficialmente Zona Gialla. Il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha spiegato che “non è un liberi tutti. È, semmai, il richiamo a una maggiore responsabilità, sia per noi che la governiamo e sia per la comunità isolana tutta”. La Zona Gialla comporta anche lo spostamento all’interno del proprio Comune, e fuori, dalle ore 5 alle ore 22. Subentra lecitamente il timore circa la gestione della pandemia anche alla luce di quanto accaduto nei mesi estivi che, purtroppo, hanno rappresentato un tragico banco di prova per l’incremento dei contagi in tutta Italia. Finita l’estate, infatti, gli ospedali si sono nuovamente riempiti, le terapie intensive hanno faticato e il governo ha lanciato appelli in TV per cercare medici e operatori sanitari. Adesso ci si affida nuovamente al buon senso? Cosa è cambiato in queste ultime tre settimane? Quali saranno le misure che verranno adottate? Quali invece le misure preventive per contrastare una eventuale nuova terza ondata covid-19? La città di Marsala risulta essere la prima città della provincia di Trapani con il più alto numero di casi positivi ma è successo anche tanto altro in questo ultimo periodo.

Noi abbiamo intervistato il Sindaco Massimo Grillo per fare il punto su alcune cose

Sono iniziati i lavori per il nuovo padiglione dedicato alla cura delle malattie infettive, che sorgerà all’interno dell’area dell’Ospedale Paolo Borsellino. L’Ospedale avrà 104 posti letto, che si aggiungono ai 160 attuali. Come nasce questa iniziativa così importante per il territorio e quali saranno i benefici per i marsalesi?

La scelta di Marsala come centro per il nuovo padiglione dedicato alle malattie infettive è un segnale forte e concreto alla comunità marsalese, la quale si è spesa con grande generosità per l’intero territorio provinciale nella lotta al virus da Covid-19. Da quando mi sono insediato, ho istaurato un dialogo continuo con l’assessore Razza e il governo regionale per determinare la nascita di questa nuova infrastruttura ospedaliera a beneficio di Marsala e i marsalesi sul nostro territorio. È un segnale forte che in qualche modo ci ripaga dei sacrifici fatti: questa struttura rimarrà a servizio della nostra comunità anche quando la pandemia sarà finita, facendo dell’ospedale di Marsala uno dei centri più importanti e qualificati della regione, con ricadute positive importanti non solo sulla qualità dei servizi sanitari per la nostra comunità, ma anche in ambito occupazionale ed economico.  

A quanto ammonta l’investimento della struttura? Quando verrà ultimata?

L’investimento per la realizzazione del nuovo padiglione, che sarà collegato alla struttura principale del Paolo Borsellino attraverso un passaggio interrato, ammonta a 13 milioni di euro e contiamo che i lavori possano essere ultimati nel giro di pochi mesi.

Sindaco, lei sui social ha denunciato i gravi atti di violenza gratuita e “far west” che ci sono in città. Un argomento che ha affrontato più volte in campagna elettorale. Ha rivolto un sentimento di gratitudine nei confronti del Questore che ha applicato per la prima volta il cosiddetto “Decreto Willy” nei confronti dei tre soggetti che si sono macchiati di atti violenti nei riguardi di concittadini extracomunitari in pieno centro storico. Sindaco, facciamo il punto in merito a questa vicenda. Com’è la situazione della violenza in centro storico? Quali misure state adottando per contrastarla? Marsala ha introdotto il nuovo “Decreto “Willy”. Cosa devono aspettarsi i cittadini da questo precedente? Quali saranno le misure su cui sta lavorando la nuova amministrazione per contrastare i gravi fenomeno di violenza urbana che hanno macchiato la città da Nord a Sud?

In queste settimane abbiamo intrapreso un proficuo dialogo con Questura, Prefettura e Forze dell’Ordine e mi sono fatto portavoce del malessere e del senso di insicurezza che ho sentito forte nella cittadinanza. In campagna elettorale avevo già anticipato che avrei spinto per l’applicazione degli strumenti legislativi esistenti che permettono di impedire ai soggetti che reiterino condotte violente l’accesso ad alcune zone della città. L’applicazione del “decreto Willy” ai tre marsalesi violenti va in questa direzione e sono grato al Questore per avere applicato questa norma. Rispetto alle altre misure credo dei risultati si potrebbero raggiungere tramite l’istituzione di un “Tavolo Tecnico Permanente” coordinato dal prefetto, o da un suo delegato, che includa il sindaco, lo Stato nelle sue articolazioni di pubblica sicurezza, la protezione civile ed il comandante della polizia municipale. La collaborazione tra istituzioni non può che agevolare il controllo del territorio e quindi la prevenzione di determinati fenomeni. A questo aggiungerei la reintroduzione dei c.d. falchi della polizia e l’implementazione del video monitoraggio del territorio, con particolare attenzione alle aree più a rischio.  È chiaro che a tutte queste iniziative di ordine repressivo abbiamo intenzione di affiancare politiche di medio e lungo periodo con interventi di politica sociale ad ampio raggio, l’unica strategia preventiva che può estirpare alla base il problema della violenza.

La Sicilia è ufficialmente passata da Zona Arancione a Zona Gialla. Il Presidente Nello Musumeci ha sottolineato che questo non è un “liberi tutti” ma un richiamo a una maggiore responsabilità. Nella Zona Gialla, ricordiamo, c’è la possibilità di spostamento all’interno del proprio Comune, e fuori, dalle ore 5 alle ore 22. Come reputa questa scelta?

musumeci

Credo che dobbiamo fidarci delle istituzioni. Il governo nazionale e il governo regionale stanno prendendo delle decisioni alla luce delle evidenze scientifiche e seguendo gli input che arrivano dai comitati scientifici. Dobbiamo fidarci e rispettare le direttive che ci arrivano dall’alto: solo andando tutti in un’unica direzione, rispettando i diversi ruoli istituzionali e dando indirizzi chiari ai cittadini riusciremo ad uscire il prima possibile da questa crisi. Non è pensabile richiamare i cittadini alla responsabilità e alla coesione sociale se le istituzioni per prime danno un segnale di scollamento.

I mesi estivi hanno portato ad un aumento notevole di contagi, da Nord a Sud. Ci affidiamo nuovamente al buon senso? Quali saranno le misure da adottare in questo periodo?

Le misure che stiamo mettendo in campo vanno nella direzione del monitoraggio, del controllo e della prevenzione. Stiamo attraversando il periodo più difficile: quello della convivenza con il virus. Un periodo complicato in cui siamo chiamati a contemperare le varie esigenze: sanitarie, scolastiche, economiche, sociali. La mia amministrazione, dal suo insediamento, ha supportato  le iniziative dell’Asp con azioni di monitoraggio continuo del virus attraverso gli screening in modalità drive in della popolazione scolastica di ogni ordine e grado. Abbiamo poi ascoltato i rappresentanti delle categorie che più si interfacciano con il virus: dirigenti scolastici, dirigenti sanitari, pediatri. Tutto questo per monitorare il virus e prendere le decisioni del caso a seconda del suo andamento, decidendo alla luce di dati scientifici e non degli umori del momento. In questi giorni, per esempio, abbiamo deciso di chiudere le scuole per una sanificazione contestuale di tutti gli istituti scolastici. E lo abbiamo fatto dopo esserci consultati con dirigenti scolastici, pediatri, rappresentanti dei genitori e Asp. Contemperando le esigenze sanitarie e quelle didattiche.

La città di Marsala è la prima città in provincia di Trapani con il più alto numero di casi positivi. Teme che questa apertura possa portare a nuove ulteriori restrizioni dopo queste festività?

La situazione in provincia di Trapani naturalmente mi preoccupa. Come ho detto prima: noi continueremo a vigilare monitorando e prendendo le decisioni alla luce dell’andamento del virus, interfacciandoci sempre con Asp, Protezione Civile, Regione. In queste settimane abbiamo lavorato con il Comandante dei vigili urbani per incrementare i controlli per quanto riguarda il rispetto delle regole da parte di cittadini ed esercenti. E continueremo in questa direzione.

 L’Asp di Trapani ha eseguito il servizio drive-in dei tamponi. Com’è andato?

È andata molto bene: tutto si è svolto ordinatamente anche grazie alla professionalità del personale dell’Asp, della Protezione Civile e dei Vigili Urbani di Marsala a cui va un nostro sentito grazie. Al mio insediamento ho trovato un centro operativo della Protezione Civile solo sulla carta ma non attivato. È stata mia premura attivare tutte le procedure affinché divenisse subito operativo e i risultati si vedono: siamo in grado di rispondere in modo celere e professionale alle esigenze socio sanitarie del territorio.

Secondo lei i tamponi eseguiti sono sufficienti?

L’opera di monitoraggio del virus non può che essere continua e quotidiana. Per cui il concetto di “sufficienza” non può essere applicato al momento che stiamo vivendo. Possiamo solo dire che l’Asp sta facendo il massimo per monitorare l’andamento del virus e che la meticolosità con cui sta portando avanti questo lavoro merita la nostra fiducia. Aggiungo che dobbiamo ringraziare i marsalesi che in massa e volontariamente stanno partecipando alle operazioni di monitoraggio.  

Si parla di un sistema sanitario al collasso ma qual è la situazione? Allo stato attuale qual è la situazione dell’ospedale?

Il passaggio da zona arancione a zona gialla deciso dal governo nazionale ci dice questo: il sistema sanitario regionale è indubbiamente sotto pressione, ma sta reggendo. E questo al netto delle difficoltà, dei disservizi e degli episodi di inefficienza che si sono registrati a macchia di leopardo. Dobbiamo essere enormemente grati, tutti, al personale medico, sanitario, amministrativo dei nostri ospedali che stanno facendo un lavoro straordinario. Proprio in questi giorni un servizio su Rainews dedicato all’Ospedale Paolo Borsellino descriveva l’ottimo lavoro che il nostro personale sanitario sta svolgendo nella lotta contro il virus, mettendo in evidenza che 6 pazienti su 10 dei ricoverati in terapia intensiva riescono a sopravvivere. Una percentuale più alta della media nazionale. Per quanto riguarda poi i disservizi che abbiamo registrato e che sono stati causati dalla conversione del Paolo Borsellino in Covid Hospital vigileremo perché l’emergenza Covid non penalizzi i pazienti affetti da altre gravi patologie.

Lei più volte ha ribadito che tutto è sotto controllo. La gente, però, continua ad affollare le strade, talvolta anche senza mascherina. Quali misure adotterà l’amministrazione al fine di far rispettare le regole?

In queste settimane sono aumentati i controlli da parte delle forze dell’ordine che hanno elevato vari verbali ai danni di chi non rispettava le regole. Continueremo in questa direzione. E se del caso, prenderemo in considerazione provvedimenti più restrittivi.

Nel maggio scorso, l’assessore Ruggero Razza era venuto a Marsala dicendo che avrebbe lavorato per allestire il vecchio Ospedale San Biagio per trasformarlo in Covid Hospital. Poi che cosa è successo? Come mai non si è fatto più nulla?

Come sapete il San Biagio è stato poi ritenuto non idoneo per questioni strutturali. Credo comunque che la nascita della nuova infrastruttura ospedaliera dedicata alle malattie infettive presso l’Ospedale Paolo Borsellino di Marsala chiuda la questione con un segnale forte e concreto da parte del governo regionale verso la comunità marsalese. Ripeto: questa struttura rimarrà a servizio della nostra comunità anche quando la pandemia sarà finita, facendo dell’ospedale di Marsala uno dei centri più importanti e qualificati della regione con ricadute positive importanti non solo sulla qualità dei servizi sanitari per la nostra comunità, ma anche in ambito occupazionale ed economico. 

In campagna elettorale, Eleonora Lo Curto affermava che “Marsala non avrà un ospedale Covid”. Oggi vediamo che l’Ospedale di si è riempito subito e quello di Marsala è diventato invece Covid Hospital. Cos’è successo?

È successo semplicemente che la pandemia è un fenomeno eccezionale e come ogni fenomeno fuori dal normale può fare saltare i programmi. Ed è normale che l’Asp, di fronte al ripresentarsi dell’emergenza, abbia deciso di tornare ad interessare una struttura che aveva già affrontato egregiamente la prima ondata, aveva personale preparato e formato a farlo, conosceva perfettamente forme e procedure per affrontare l’emergenza, ecc. Insomma, per quanto non auspicabile, che il Paolo Borsellino tornasse a diventare Covid Hospital era una possibilità.

Che messaggio vuole lanciare ai cittadini in questo periodo così difficile che stiamo attraversando?

Il mio vuole essere un messaggio di responsabilità, di fiducia e di speranza. Siamo chiamati tutti ad essere responsabili: la pandemia ci ha insegnato una volta di più che ogni nostro atto si riverbera su tutti gli altri. Per cui dobbiamo continuare a mantenere alta l’attenzione. Di fiducia perché credo che i marsalesi abbiano dimostrato e continueranno a dimostrare senso di comunità e di solidarietà come hanno fatto in questi mesi e questo ci farà uscire prima dell’emergenza. Speranza perché vedo tanta voglia di ripartire, di fare comunità, di sbracciarsi. Il giorno della vittoria elettorale ho fatto riferimento ai sindaci dell’era repubblicana che guidarono la città fuori dalle macerie del Dopoguerra, come patrimonio ideale a cui fare riferimento per senso delle istituzioni e spirito di coesione: Marsala e i marsalesi hanno sempre dimostrato di sapersi unire di fronte alle avversità. Succederà così anche adesso, ne sono certo.

E’ un periodo storico difficile quello che stiamo affrontando. Molte famiglie italiane sono in difficoltà economiche e anche a Marsala ci sono molte situazione di precarietà. Come si sta muovendo l’amministrazione per aiutare le famiglie in difficoltà economiche?

Proprio in vista delle feste natalizie io e la mia giunta abbiamo deciso di convertire parte dei fondi che normalmente vengono destinati agli addobbi natalizi in azioni concrete per le famiglie e le fasce della popolazione in difficoltà. Un modo per trasformare la sobrietà a cui siamo chiamati questo Natale in generosità.

In queste settimane mi è stato rimproverato di non aver ancora designato l’assessore alle politiche sociali e questa cosa è stata additata come una mia distrazione rispetto al tema. Al contrario: il tema mi è così a cuore che ho trattenuto la delega e ho nominato per affiancarmi uno dei massimi esperti del settore a livello nazionale, il dottore Renato Briante, con il quale stiamo lavorando ad una rivisitazione e rilancio del settore. Questo non solo alla luce dell’emergenza che stiamo vivendo e delle nuove esigenze che stanno emergendo a causa della pandemia, ma anche dello stato disastroso in cui abbiamo trovato il comparto che, non dobbiamo dimenticarlo, durante la precedente amministrazione fu oggetto di interesse da parte della Procura della Repubblica.

Quale augurio e quale messaggio vuole lanciare ai cittadini?

Auguro a tutti i miei concittadini di potere vivere questo tempo così difficile con spirito di accettazione, nello sforzo di mantenere viva la speranza. La mia amministrazione è costantemente impegnata a fronteggiare ogni tipo di emergenza, ma questo non ci impedisce di lavorare per programmare il prossimo futuro per una forte ripresa economica e sociale.

Angelo Barraco
Angelo Barraco
Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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