
Il governo Conte sta per varare un nuovo DPCM che potrebbe essere annunciato a breve. Il nuovo DPCM che potrebbe entrare in vigore il 4 dicembre, dovrebbe rimanere valido per tutte le festività natalizie e fino all’Epifania. Non si tratterà di un via libera tutti, ma ci saranno delle regole da rispettare per evitare la propagazione del contagio. Il coprifuoco rimarrà alle ore 22 e i negozi chiuderanno alle ore 21. Sarà vietato uscire dal proprio Comune a Natale e Capodanno, ma ci sarà la possibilità di andare a pranzo al ristorante. Non sarà possibile ricongiungersi con parenti o amici e non sarà neppure possibile viaggiare per raggiungere seconde case in un’altra Regione. Non sarà più possibile passare da una Regione all’altra a partire dal 21 dicembre. Lo stop potrebbe essere valido nei giorni del 25 e 26 dicembre e il primo gennaio. La filiera dei ristoratori certamente tirerà un sospiro di sollievo con il nuovo DPCM, dopo mesi di chiusure dato che, proprio nei giorni festivi, cioè il 25 e 26 dicembre e il 1 gennaio, potranno rimanere aperti a pranzo nelle zone gialle. Si è tanto parlato delle strutture sciistiche, tante polemiche e tante esortazioni alla riapertura ma è confermato che rimarranno chiusi gli impianti. Saranno vietate anche le crociere nel periodo delle vacanze natalizie.
Dal 21 dicembre gli spostamenti tra Regioni gialle saranno consentiti solo per consentire il ritorno al comune di residenza. Si parla di limiti di orari, limitazioni della mobilità tra le Regioni ma anche di una “zona gialla rafforzata” nel periodo delle festività con l’obiettivo di contrastare l’incremento dei contagi. Ma la questione degli spostamenti fa sorgere qualche dubbio e lecita domanda dato che nel periodo natalizio sarà consentito lo spostamento tra Regioni soltanto per raggiungere la propria residenza e il proprio domicilio, oltre ai motivi di salute, lavoro e necessità. Ma chi vigilerà sugli spostamenti degli italiani in queste giornate? Si sposteranno soltanto i residenti? Ci saranno dei controlli? Oppure continuiamo ad affidarci al buonsenso? Il nuovo DPCM non consente di incontrare parenti fuori Regione. Il governo non mettere divieti o regole specifiche in merito alle persone da ospitare a casa durante il pranzo o la cena ma, attraverso raccomandazioni, invita i cittadini a non stare con persone che non fanno parte del nucleo familiare.
Con il nuovo DPCM ci sarà la possibilità di spostamento tra una Regione e l’altra: chi vigilerà sugli spostamenti? Con la possibilità di transito da una zona all’altra, non c’è ugualmente il rischio che i cittadini o i turisti possano recarsi in montagna o in altre località e affollare ugualmente le aree e quindi favorire la propagazione del virus? Chi vigilerà sugli spostamenti tra le Regioni? Chi vigilerà sulle aree? L’obiettivo del governo non doveva essere quello di evitare una nuova crescita dei contagi? Come verrà applicato il controllo e il contrasto attivo per la diffusione del Covid alla luce di queste “zone gialle rafforzate”? I mesi estivi hanno rappresentato un triste banco di prova per la curva dei contagi. Finita l’estate, i contagi sono aumentati democraticamente da Nord a Sud e con essi ne hanno risentito fortemente gli ospedali e le terapie intensive.
Ancora oggi i numeri dei contagi sono importanti. Numerosi gli appelli in TV lanciati dal governo per cercare medici e operatori sanitari nelle strutture fortemente provate dall’emergenza covid. Un quadro che sembra essere radicalmente mutato in tre settimane. Oggi cosa è cambiato? Bisogna affidarsi nuovamente al buon senso dei cittadini proprio come è accaduto nei mesi estivi? Eppure l’allentamento delle misure restrittive durante i mesi estivi ha comportato una crescita dei contagi. Quali saranno le misure di controllo che metterà in atto il governo per contrastare la crescita dei contagi in questo periodo natalizio? Come vigilerà? Scenderà in campo l’esercito? Ci saranno maggiori controlli in strada? Quali saranno invece le misure preventive che verranno adottate per contrastare una eventuale terza ondata covid? Domande, tante, dubbi tanti ma risposte ancora poche.



























