Tempo di Avvento, Messaggio dell’Arcivescovo di PalermoMons. Corrado Lorefice

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Il Messaggio per il Tempo di Avvento dell’Arcivescovo di Palermo Mons. Corrado Lorefice.

Vorrei attraversare le strade della nostra città, dei nostri quartieri, entrare nelle case, nei condomini, negli ospedali, nelle carceri, nelle nostre chiese, nelle nostre scuole, nelle aule universitarie, nei luoghi di accoglienza, nelle attività commerciali. Sento il desideriodi raggiungere tutti, di condividere condelicatezza ediscrezione le gioie e idolori, le amarezze e le attese, le lacrime e la disperazione, le nascite e i lutti. Affido questo desiderio di incontro a queste mie parole sgorgate dal cuore. Prendo in prestitoun frammento de Il Cristo dei papaveridi C. Bobin, poeta e romanziere francese: «Nell’istante terribile in cui non c’è più niente da credere o da sperare ‒non più aria né porte ‒tu sorgi»(n. LXXX, p. 94). Lo stesso Bobin, nel breve racconto di Natale, Cuore di neve(1994), descriveva, riportando lo stato d’animo del protagonista, il sentimento diffuso che sempre più affiora in questo tempo incerto e oscuro della pandemia: sembriamo essere «come un marinaio perduto in alto mare, intento a scrutare con angoscia le onde immense che potrebbero inghiottirlo da unmomento all’altro»(p. 6). Sono parole che captano il desiderio di noi uomini e quello di Dio. Il gridodell’uomo e il pungolo del cuore di Dio che vuole sorgerenella nostra vita, accompagnarla, condividerla, assumerla, liberarla.E per questo, nella loro immediatezza, sono parolecapaci di dare voce alla nostra fede, di farci acclamare,con la liturgia della Chiesa, a«Cristo, stella radiosa del mattino,incarnazione dell’infinito amore, salvezza sempre invocata e sempre attesa» (Messale, Collette perle ferie del tempo ordinario, n.34). Il tempo di Avvento sopraggiungecome tempo della speranzaper sostenere‒a maggior ragionenel tempo della prova –l’attesa della venuta definitiva nella gloria del Signore Gesù. Perché nel Bambino fragile ed esposto che incontrano gli umili abitanti delle campagne di Betlemme ci è venuta incontro, è sortala «bontà misericordiosa del nostro Dio», che vienea visitarci dall’alto come «sole che sorge per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi sulla via della pace»(Lc 1, 78-79). In quel Bambino nato dalla Vergine Madre, Maria di Nazareth, è sorta la luce. La Luce stessa si è levatasulle macerie della notte della vita. È tempo di donne e di uomini che ripartano dalle macerie della storia, come artigiani di speranza; di condivisione del peso di questo tempo di cammino che si inerpica su sentieri ripidi e sconosciuti. È tempo di amicizie che aiutino a non spegnere il cuore, dicustodire un cuore di bambino, difare il possibileperrenderefelici altri. È tempo di discepoli di Cristoche sulle ali della fede traccino,insieme alle donne e agli uomini di buona volontà,spazi di condivisione e di cura, attentia riconoscerenel volto di ogni uomo e di ogni donna il volto di Dio che continua ad incarnarsie che vuole essere amato in ogni persona, sua immagine. Forti solamente delle parole dell’Apostolo Paolo: «Ti basta la mia grazia, perché la mia potenza si manifesti pienamente nella debolezza» (2Cor 12, 9). Con la Chiesa intera in questo tempo di Avvento preghiamo, gridiamo con fiducia, «come la sposa pronta per le nozze: vieni Signore Gesù,unica speranza del mondo»(Messale, Collette per le ferie del tempo ordinario, n.34).

Redazione
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Il giornale si pone l’obiettivo di raccontare con assoluta trasparenza, un volto inedito della Sicilia; profumi, colori ma anche sfumature e ombre non ancora nitide di una terra in continuo mutamento. Esperti del settore che, attraverso le loro rubriche, racconteranno in modo inedito ed esclusivo una terra piena di risorse ma troppo spesso dimenticata. TriLEGGO vuole rappresentare un punto di riferimento unico per i visitatori del tempo che vorrebbero riportare nella loro mente i profumi e gli odori di una terra a tratti dimenticata. Ci occupiamo, inoltre, di fatti di attualità, cronaca, politica e sport senza sentirci fonte di informazione ma strumento dell’informazione. “Puoi leggere, leggere, leggere, che è la cosa più bella che si possa fare in gioventù: e piano piano ti sentirai arricchire dentro, sentirai formarsi dentro di te quell’esperienza speciale che è la cultura”, Pasolini.

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