Coronavirus: gli aiuti per i più bisognosi e l’importanza di fare rete

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Il covid-19 è arrivato a Palermo per la prima volta il 25 febbraio 2020, quando una turista che si trovava in vacanza è risultata positiva. Un caso di cui si è subito parlato tanto: le prime pagine dei giornali che riportavano la notizia, dirette dei TG nel luogo in cui si trovavano in quarantena. Tutto sembrava nuovo, surreale e forse anche distante da noi. Molti forse bisbigliavano sottovoce che il covid non sarebbe mai dalle nostre parti, che forse sarebbe finito tutto li, con quei pochi casi isolati. Purtroppo non è stato e il 31 marzo 2020, sono state registrate 1.647 persone positive in tutto il territorio nazionale.

Il covid ha travolto tutto, proprio come un uragano invisibile che senza conoscere ostacoli si è abbattuto sulla vita delle persone che ha trovato lungo il proprio tragitto. Non ha risparmiato neppure i più fragili, gli invisibili che vivono ai margini della società. Uomini e donne che da anni vivono sotto un cielo sempre diverso, tra le panchine o le piazze delle città, travolti improvvisamente dal grigio torpore di una morsa che li ha lasciati ancora più soli.

Sono tanti i commercianti che hanno dovuto abbassare la saracinesca a causa del covid. Tanti lavoratori precari, stagionali, finiti in cassa integrazione e altri ancora che non possono neppure lavorare per quelle poche ore che hanno a disposizione con il DPCM perché positivi e non possono lavorare in smarworking. Non tutti i lavori possono svolgere un’attività dietro ad un PC, da casa. Non possono rimanere chiusi. Ma se si ammalano? Se sono costretti a rimanere chiusi? Come lavorano? Chi li sostiene? Chi sostiene le loro famiglie se non possono lavorare? Oggi sono tanti i bisogni degli italiani fortemente segnati dalla situazione del Covid perchè la pandemia non ha risparmiato propro nessuno. Riusciranno a ricominciare? A rialzare le saracinesche? Sono anche tanti gli homless che vivono senza un tetto sopra la testa, senza documenti, senza assistenza sanitaria, residenza, emarginazione e solitudine. Chi li aiuta? Chi li assiste? Se si ammalano? Le domande che rimbalzano in questi giorni tra le piazze piene di striscioni e le pagine dei giornali sono tante. Le risposte che arrivano, talvolta, sono poche.

Il Comune di Palermo si è mosso tempestivamente durante questa delicatissima fase emergenziale e ha attivato la Centrale Unica di Coordinamento, Centrale Unica di Distribuzione e di assistenza alle persone senza dimora promossa all’Assessorato alla Cittadinanza Sociale, con l’Ufficio delle Emergenze Sociali, Protezione Civile, Croce Rossa Italiana sezione Palermo, Caritas Diocesana, Banco Alimentare, Opere delle Opere di carità.

Tanta la solidarietà da parte dei cittadini: viveri, indumenti, sono stati donati dai supermercati nelle mense. E’ arrivata anche la collaborazione con l’Ufficio Pastorale Sociale e del lavoro, la pastorale Giovanile, l’ufficio Ecumenico e del dialogo intereligioso, Fondazione Migrante,   le Confraternite che hanno permesso la promozione e la realizzazione di campagne di aiuti e di sostegno alimentare alle persone e famiglie in difficoltà.

Nel periodo compreso tra il 16 Marzo e il 16 Aprile è stato garantito il servizio di ascolto per i cittadini in difficoltà. Un servizio attivo tutti i giorni, che ha registrato più di 1.600 chiamate e che è entrato nelle case di oltre 2.000 famiglie in difficoltà che avevano bisogno di sentire qualcuno vicino, di essere ascoltate e parlare con qualcuno. Sempre in quel periodo, grazie a 13 Centri Parrocchiali e alle associazioni del Terzo Settore e agli operatori del servizio a domicilio, sono stati distribuiti alimenti a 5.024 famiglie per oltre 13.000 persone.

La distribuzione domiciliare è stata gestita dal gruppo scout Agesci “Zona Conta d’Oro” con il raccordo dei gruppi scout Agesci “Zcona dello stretto”, “Zona tre Colli” – Calabria, ex Capi scout Agesti e i volontari della parrocchia S. Ambrogio (Marinella), supportando 906 famiglie per un totale di 3.406 persone. Il servizio domiciliare, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana, è stato garantito anche a 68 famiglie in quarantena domiciliare, soggetti privi di risorse economiche.

La pandemia ha messo in luce un evidente spirito di solidarietà e una collaborazione a tutti i livelli, sia tra le istituzioni (Comune, Città Metropolitana e Regione) per la gestione e l’assistenza delle persone senza fissa dimora, sia a livello ecclesiastico con la collaborazione dell’ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro, la Pastorale Giovanile, l’ufficio Ecumenico e del dialogo interreligioso, la Fondazione Migrantes, la realtà confraternale, le parrocchie dell’Arcidiocesi e la Delegazione Regionale delle Caritas Diocesane). Importante anche la collaborazione di altre realtà commerciali (Lega Coop, COOP 3.0, Conad, Centro Olimpo, Prezzemolo e Vitale, Fiasconaro e i supermercati Decò per l’iniziativa della “Spesa SOSpesa”), di servizio (Croce Rossa Italiana, Agesci, Banco Alimentare, Banco Farmaceutico, Banco delle Opere di Carità, diversi gruppi e associazioni di volontariato) e ancora CNA, ERSU, Palermo Calcio, Acli.

Angelo Barraco
Angelo Barraco
Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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