
Domenica 15 novembre, nel primo pomeriggio, si è tenuta una manifestazione a Roma, a Piazza Venezia. Non sono mancate le tensioni con le forze dell’ordine. I manifestanti hanno lamentato la violazione dei diritti fondamentali, hanno parlato di un “regime che dichiara uno stato di emergenza” e ancora hanno parlato di uno Stato che “chiude gli italiani in casa”. Sempre i manifestanti, mentre battevano in ritirata, hanno puntato il dito contro gli immigrati accusando lo Stato di lasciarli ancora circolare in giro. Un corteo che è iniziato al grido di “libertà, libertà”, ma che subito dopo si è evoluto con insulti rivolti anche ai giornalisti, che sono stati definiti “terroristi”. Qualcuno tra i manifestanti ha persino citato Falcone e Borsellino mentre insultava le forze dell’ordine: “mi manda Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”, urlava, citando la celebre fiction tv Il Capo dei Capi.
La manifestazione bloccava la strada e non era autorizzata in quel luogo e per tale ragione le forze dell’ordine hanno invitato i manifestanti a confluire presso Bocca della verità. Non è mancato il malcontento da parte dei manifestanti che hanno continuato a rivolgere parole colorite contro le forze dell’ordine. “Vogliono entrare in casa della gente”, ha urlato qualcuno al megafono nella piazza riunita che pian piano si è riempita. Hanno citato persino la Germania nazista, alludendo ad un regime dittatoriale. I manifestanti hanno poi parlato di censure, esercito che chiude i confine, restrizioni, bavaglio e toni di matrice negazionista dato che la maggior parte di loro neppure indossavano la mascherina, mettendo persino in dubbio la scienza e l’esito dei tamponi per il covid. Qualcuno ha parlato di teorie strampalate e senza alcun senso logico tipo complotti mondiali e castronerie del genere senza capo e coda, non indossando la mascherina e non rispettando il distanziamento sociale.



























