lunedì , 23 Novembre 2020

Coronavirus: il nuovo DPCM, gli scontri di Napoli, Roma e Palermo

Il Premier Conte ha firmato il nuovo DPCM che prevede la chiusura per bar, ristoranti e locali alle 18, anche se è stata chiesta una mediazione con modifiche alla bozza per fare chiudere i locali alle 20. Saracinesche abbassate per cinema, palestre, teatri ed è vietato fare banchetti e feste. Si raccomanda di non lasciare il proprio comune di residenza se non per comprovate ragioni e a non accogliere in casa amici e parenti. Per quanto riguarda la scuola, quelle del primo ciclo e i servizi educativi per l’infanzia si svolgeranno di presenza, mentre quelle di secondo grado saranno più flessibili come ingresso alle 9, turni pomeridiani e didattica a distanza. E’ fortemente raccomandato a tutte le persona di non spostarsi, con mezzi pubblici o privati, salvo esigenze lavorative, di studio o per motivi di salute per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi. Sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per quelli con presidio sanitario obbligatorio o che effettuino l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi; ferma restando la sospensione delle attività di piscine e palestre, l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento. Sospese anche le attività di sale giochi, sale scommette, casinò e bingo.

Mentre la Lombardia rimaneva deserta per la seconda notte di chiusura, nel rispetto della nuova ordinanza regionale, alle 23 del 23 ottobre a Napoli scoppiava la rivolta civile. La Campania, ricordiamo, ha registrato in sole 24 ore 2mila e 280 nuovi contagi per Coronavirus. Il Presidente Vincenzo De Luca, nel corso di una diretta Facebook, annunciava la chiusura totale della Campania, ad eccezione delle attività essenziali. La firma dell’ordinanza è attesa tra sabato 24 e domenica 25 ottobre. “Dobbiamo chiudere per un mese, 40 giorni e poi si vedrà ma senza soluzioni drastiche non possiamo reggere. Non voglio vedere la fila dei camion con le bare. L’unico obiettivo deve essere salvare la vita delle famiglie, tutto il resto ora non conta nulla”. Ha dichiarato De Luca in conferenza, aggiungendo “Siamo ad un passo dalla tragedia”.

La notizia ha fatto scoppiare il caos, facendo riversare circa un migliaio di persone in strada. Sul lungomare ci sono i ristoratori che sfilano pacificamente, senza nessuna intenzione di scatenare risse, mentre lungo Corso Umberto, in direzione Palazzo Santa Lucia, c’è un gruppo con ben altre intenzioni. Sono stati aggrediti giornalisti che stavano compiendo il loro lavoro. Atti violenti incontrollati, distrutti cartelli stradali, macchine danneggiate, tutori delle forze dell’ordine feriti.

La vera “libertà”, tanto urlata e manifestata lungo le strade di Napoli, tra un lacrimogeno e un incendio, non dovrebbe essere cercata nella disobbedienza civile ma nella tutela della salute e nel rispetto delle regole, con l’obiettivo comune di superare questo momento difficile per il paese, sperando di non essere contagiati e non varcare la soglia della terapia intensiva. Intanto in Campania mancano medici e infermieri, tutti gli ospedali si stanno predisponendo al Covid e la situazione è critica. Quali saranno i sostegni economici per i piccoli e grandi imprenditori?

La manifestazione a Napoli è nata attraverso la rete ma certamente amplificata nei vicoli antichi della città: rabbia incontrollata, violenza, distruzione, scontri con le forze dell’ordine. Napoli era in una rivolta incontrollata. Tra le file dei manifestanti c’erano figli di boss, ultra ed estremisti di destra.  Una guerriglia urbana che è stata rivendicata dal leader di Forza Nuova Roberto Fiore, che su Twitter ha scritto: “Mentre Mattarella riunisce il consiglio di guerra e De Luca prepara un vergognoso lockdown, Forza Nuova è pronta a scendere in piazza al fianco del popolo di Napoli senza paura, con il vigore tipico della nostra gente . Marceremo al fianco di padri di famiglia, mamme, donne, anziani, giovani. Che sia Napoli la prima città che si solleva contro la dittatura sanitaria. Che si accenda a Napoli la prima scintilla della rivoluzione”. Un comunicato stampa che il leader di FI ha ripubblicato in tarda serata, aggiungendo come messaggio di testa: “NAPOLI, PRONTI A SCENDERE IN PIAZZA. Mentre Mattarella riunisce il consiglio di guerra e De Luca prepara un vergognoso #lockdown, @ForzaNuova è pronta a scendere in piazza al fianco del popolo di #Napoli senza paura, con il vigore tipico della nostra gente. No #dittaturasanitaria”.

La rivolta, a Napoli, è proseguita il giorno successivo a piazza dei Martiri, quando un diversi gruppi eversivi hanno fatto esplodere bombe carta davanti alla sede di Confindustria Napoli. La Polizia ha risposto con le cariche, disperdendo i manifestanti. Ci sono stati altri incidenti anche in piazza Amodeo, dove i contestatori si sono diretti verso la sede della Regione, a Santa Lucia. I Carabinieri li hanno bloccati. Una violenza rivendicata sui social dal leader di estrema destra Roberto Fiore che, su twitter scrive: “DeLuca costretto dalla piazza a ritirare il lockdown. Il popolo napoletano ha vinto per sé e per l’ Italia.Vincono anche le idee di chi, come FN, lotta da mesi contro regime, terrorismo mediatico, dittaturasanitaria e OMS”. Manifestazioni che indubbiamente hanno una chiara regia dietro, che non sono figlie di una lotta operaia ma di una strategia di tensione estremista mirata a destabilizzate lo Stato in un momento storico delicato e complesso.

Nella notte di sabato 24 e domenica 24 ottobre, a Roma si è tenuto una manifestazione contro il coprifuoco, partita con il solito tam tam sui social. Motorini bruciati, bombe carta, lacrimogeni, con la presenza di gruppi di estrema destra e ultras che si sono riversati a Piazza del Popolo. La manifestazione è iniziata con dei giochi di artificio che hanno illuminato il cielo che poi si sono trasformati in vera e propria violenza di piazza contro le forze dell’ordine. Esplosioni, gente che urlava “aiuto”, macchine in corsa e lancio di bottiglie. Il caos. Le strade della Capitale si sono riempite di fumo, nebbia e un’insana violenza che non ha nulla a che vedere con la “libertà” tanto rivendicata a Napoli il giorno prima. Neppure in questo caso -come a Napoli- si tratta di imprenditori che reclamano diritti o risposte dal Governo. Forza Nuova rivendica anche i fatti di Roma e in una nota firmata da Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova si legge: “mentre Conte annullava l’ennesima conferenza stampa show, dopo aver litigato con il presidente di Regione e all’interno dello stesso governo su lockdown “morbidi” o totali, migliaia di romani affluivano in Piazza del Popolo, in modo deciso, ma senza violenza, nell’interesse di tutti contro la restrizione della dittatura sanitaria”. Giuliano Castellino, vicesegretario di FN, afferma: “chi gestiva la piazza ha preso la scusa che qualche festoso fuoco d’artificio acceso dai romani per organizzare una carica ingiustificata e brutale della polizia che ha creato il panico e dato vita alla reazione dei manifestanti”. Fiore conclude la nota aggiungendo che secondo lui “le responsabilità dei disordini sono chiare, il clima repressivo è pesantissimo, alcuni poliziotti hanno persino impugnato le pistole, ma gli italiani stanno dimostrando di non tollerare più restrizioni ed eutanasia economica in nome di una pseudo pandemia che ha il solo obiettivo di consegnarci alla miseria e alla schiavitù”. Queste dichiarazioni sono state condivise nella pagina ufficiale Twitter di FN.

Anche a Palermo ci sono state manifestazioni di protesta da parte dei proprietari dei locali. Le manifestazioni, partite dalle attività commerciali, sono arrivate a Palazzo d’Orleans. Ristoratori e proprietari di locali che pacificamente volevano chiedere maggiori tutele per le loro attività. Una manifestazione che doveva essere pacifica, con l’obiettivo di esporre a gran voce un dissenso alle restrizioni. La sorpresa per i manifestanti, però, è arrivata quando si sono trovati in piazza anche Forza Nuova e i No Mask. Il clima era teso ma non sono avvenuti episodi di violenza. Gli esponenti di FN hanno impugnato il megafono, gestendo e tenendo banco, cambiando anche i toni alla protesta.

A proposito di Angelo Barraco

Angelo Barraco, classe 89, è un giornalista siciliano, precisamente di Marsala, in provincia di Trapani. Curioso, attento ai dettagli, negli anni ha collaborato per numerose testate giornalistiche territoriali, nazionali, internazionali, sia cartacee che web. Ha scritto di politica, attualità, economia, territorio, cronaca nera, recensioni letterarie e musica. Ha intervistato molti importanti esponenti della società contemporanea che hanno tracciato un solco indelebile nella cultura e nella storia moderna.

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